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Cile, studenti in piazza: scontri a Santiago, due morti a Valparaiso

Ieri in tutto il Cile si è svolta una giornata di mobilitazione a livello nazionale contro l’attuale governo della socialista Michelle Bachelet, da un anno alla guida del paese per il suo secondo mandato, che in questi mesi ha avviato un timido progetto di riforma del mondo della formazione che dovrebbe essere discusso a breve. Studenti e insegnanti, però, chiedono da tempo maggiore ascolto e di poter essere protagonisti attivi nella costruzione di un modello di istruzione radicalmente differente, cosa che finora non è accaduta nonostante le iniziali aperture e promesse fatte dalla Bachelet.

Marche estudiantil si sono svolte in moltissime città cilene; la più imponente quella che ha attraversato la capitale Santiago del Cile, dove 150.000 persone tra studenti e insegnanti sono scesi in piazza paralizzando il centro della città. In più occasioni nei cortei ci sono stati momenti di scontro con la polizia, che ha fatto ricorso come altre volte a un uso spregiudicato di idranti e gas lacrimogeni, in particolare nella capitale, dove gruppi di studenti encapuchados hanno affrontato la polizia con sassi e altri oggetti.

A Valparaìso, a un centinaio di chilometri da Santiago, due studenti sono stati uccisi verso la fine della manifestazione. Si tratta di due giovani di 18 e 24 anni, Exequiel Borbaràn Diaz e Diego Guzmàn Farìas, che stavano realizzando un graffito sul muro di un palazzo quando il proprietario (un ragazzi di 22 anni poi tratto in arresto) è uscito sparando e ferendo entrambi a morte.

L’uccisione dei due ragazzi ha alimentato la rabbia degli studenti e la protesta si preannuncia pronta a tornare in piazza, mentre in queste ore in tutto il paese si stanno tenendo manifestazioni e commemorazioni in ricordo dei due giovani. Gli studenti cileni sono in lotta dal 2011 per il mondo della formazione e in questi anni la mobilitazione, oltre a coinvolgere in maniera continuativa numeri molto ampi, si è sovente espressa in maniera radicale e conflittuale, scontrandosi sempre con la dura reazione di governo e polizia.

 

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