La ministra dello sport israeliana pubblica video con canti dei tifosi che inneggiano al genocidio

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Non capita tutti i giorni che un’importante ministra del governo, che una settimana fa era primo ministro ad interim di Israele, pubblichi un video di se stessa sorridente mentre viene attorniata da persone che intonano canti di genocidio. In più, questa è la stessa ministra che alcuni anni fa definì i richiedenti asilo africani in Israele “un cancro”, salvo poi scusarsi pochi giorni dopo – con i malati di cancro.

La ministra israeliana della Cultura e dello Sport, Miri Regev, ha partecipato lunedì a una partita di calcio tra il Beitar Jerusalem, squadra conosciuta per il razzismo anti-arabo suo e dei suoi tifosi, e il Bnei Sakhnin, squadra araba proveniente dal nord di Israele. Alla fine di un breve messaggio che incoraggia e elogia l’atmosfera di sportività avuta durante il gioco, i tifosi si sono raggruppati intorno a lei per cantare “bruciare il tuo villaggio” (che potremmo tradurre in “il tuo villaggio potrebbe essere bruciato”). Lei continua a sorridere e non dice nulla.

 

…per il gioco del Beitar contro il Sahknin/ sono venuta a vedere da vicino/ questi due gruppi confrontarsi./ Se hai coscienza sportiva/lo sport prevarrà.

I tifosi cantano: Che il tuo villaggio sia bruciato!

C’è da chiedersi perché un’importante ministra del governo, non aliena ai social media, abbia deciso di non modificare gli ultimi secondi del video. Sarebbe difficile biasimarla per le reazioni delle persone intorno a lei, alcune delle quali stavano chiaramente cercando di provocare la telecamera, ma la decisione di pubblicare canti genocidi è preoccupante.

Al contrario del video e della mancata condanna da parte della Regev, la direzione del Beitar Jerusalem non ha perso tempo a denunciare i canti e ad annunciare i passi che intende intraprendere per combattere il razzismo nei giochi, compresa la chiusura di un’intera sezione delle tribune usate da tifosi notoriamente razzisti. (La fulminea reazione del club può essere spiegata da una sospensione condizionale della pena che pende sulla lega per precedenti incidenti razzisti. Secondo quanto riferito, altri canti sentiti allo stadio quella sera includevano: “Odio tutti gli arabi” e “Muhammad è morto.”)

Il razzismo nel calcio non è certo un fenomeno unico in Israele. E a loro merito diciamo che, dopo anni in cui i canti razzisti si sono tradotti in vere e proprie violenze – un anno e mezzo fa la polizia israeliana ha condotto per sei mesi un’indagine sotto copertura nel gruppo di fan più notoriamente razzista e violento del club, La Familia, che ha portato a 47 arresti e 19 imputazioni – sembra che le autorità facciano un po’ di più per combattere il razzismo negli stadi di calcio.

Inoltre il razzismo tra i tifosi sportivi è lo stesso razzismo latente e chiaro che portano dentro di sé sia la società che lo sport: si può dire che, solo perché i tifosi si sentono autorizzati ad esprimere il loro razzismo in certe situazioni senza conseguenze, non significa che non portino gli stessi sentimenti razzisti altrove, anche se sono abbastanza intelligenti da non cantare i loro inni al lavoro o in fila al supermercato.

Tuttavia, che la ministra della cultura e dello sport non affronti, sfidi o condanni canti di genocidio di “bruciare il tuo villaggio” intonati da tifosi che la attorniano, pubblicati in un video sul suo profilo Facebook fatto con l’intenzione di incoraggiare una buona sportività, fa sentire tutto molto più sinistro – quasi come un ammiccamento di approvazione.

Traduzione: Simonetta Lambertini – invictapalestina

Fonte: https://972mag.com/israels-sport-minister-posts-video-with-genocidal-chants-by-fans/132635/

da invictapalestina.org

 

 

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