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Manifesto di #OccupyPisa, work in progress in piazza dante

Via la pergola, con i suoi progetti, la solidarietà, l’attivazione di tante e tanti, ha rappresentato non 4 mura, ma un’idea, una tendenza: quella di opporsi all’austerità ed alla morsa del debito, liberando la vita di tutti noi dal ricatto finanziario. Quest’idea, nella mattinata del 15 febbraio, non è morta, ma si è rafforzata: in tanti siamo andati nella stessa mattinata ad occupare la cassa di risparmio del gruppo di lodi, in tanti non abbiamo avuto paura dei carabinieri in antisommossa che volevano sbarrarci l’ingresso della Unicredit, in tanti siamo saliti in comune per denunciare la complicità dei partiti che governano con il sistema del debito. In tanti, ed in molti di più da quelli che eravamo all’inizio della mattinata, abbiamo deciso di rilanciare, evolvere e rafforzare via la pergola, occupando piazza dante.

Da quest’occupazione abbiamo deciso che non ci basta più uno spazio, che non ci interessa più attaccare soltanto la mafia finanziaria che specula su via la pergola. Quello che è venuto fuori resistendo alle cariche dei carabinieri, sentendo il riconoscimento di tante e tanti che ci hanno sostenuto, leggendo le centinaia di firme raccolte con l’esposte, ascoltando il calore di tutti quelli che sono passati, prima da via la pergola, ed adesso dal presidio permanente, raccontandoci le loro storie, è molto di più di uno spazio da occupare. E’ la necessità – semplice, giusta e profonda – di “fare qualcosa”, per reagire, per resistere, per affermare il nuovo, per liberarci dal giogo dei sacrifici a senso unico.

Quando diciamo che il sistema del debito cerca di fare profitti non solo quando ci vendiamo sul lavoro, ma durante tutto l’arco delle nostre vite, affermiamo proprio l’esistenza di una molteplicità di bisogni e di esigenze che, oggi più che mai, vogliono uscire dalla solitudine e trovare dei punti d’incontro, di organizzazione, di riscatto, di rivincita. E’ la sete di chi è prosciugato dai debiti, dai tagli, dalle rinunce, dai sacrifici, quella che ci ha spinto a “durare” ed a rimanere in piazza dante. E’ la volontà di chi pensa che esista oggi una composizione che è formata, sfruttata, usata, abbandonata, esclusivamente per soddisfare bisogni non suoi. E di chi? Della classe politica e di quella dei blocchi finanziari e bancari.

Per ciò #occupypisa non si ferma, mai, perché quel potere marcio ed alla frutta, quella civiltà dell’individualismo, dell’egoismo e della povertà, oggi deve essere abbattuta. In piazza dante ogni giorno porteremo avanti quel lavoro umile, faticoso, lungo, che è quello di ricercare, conoscere, ascoltare ed organizzare quel 99% che vede ogni momento la sua possibilità di vita rubata ingiustamente dalla violenza della crisi. In piazza dante, proveremo a mettere insieme tutti i disoccupati, affinchè la loro occupazione sia conquistarsi reddito, servizi e dignità, che nessun “nuovo padrone” avrà la possibilità di concedere.

Proveremo a mettere insieme tutti gli sfrattati, affinchè la loro casa sia garantita una volta per tutti, dalla forza della solidarietà e dell’organizzazione.

Proveremo a mettere insieme tutti i lavoratori della conoscenza, affinchè quella che producono sia utile prima di tutto a loro stessi, e non ai profitti del “mercato”.

Proveremo a mettere insieme il 99%, a farlo conoscere e riconoscere, ad organizzarlo, ad autorappresentarlo, ad ottenere il potere di poter decidere sulle proprie vite, senza più chiedere e dare niente all’1% dei banchieri e di tutti i politici che gli sono servi. #occupy pisa, per davvero, sempre di più.

L’organizzazione di #occupypiazzadante

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