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I fabbri non vogliono più collaborare: hanno deciso di non accompagnare più gli ufficiali giudiziari

«Non possiamo più essere complici»
 

Continua la lotta contro gli sfratti nei Paesi Baschi. Ad opporsi in maniera diretta questa volta sono i fabbri di Pamplona, nella Navarra. Di fronte alla costante degli sfratti che non accenna a diminuire nonostante il recente decreto legge, gli ingenti finanziamenti alle banche e le promesse del governo per rassicurare la popolazione, gli sfratti aumentano non solo nei Paesi Baschi ma in tutta la penisola. A testimoniare una situazione così drammatica le molte famiglie che nelle ultime settimane hanno manifestato per il diritto alla casa e contro gli sfratti, conseguenza diretta delle ipoteche imposte dalle banche, indiretta per coloro che non riescono più a pagare l’affitto o a sostenere il debito vitalizio contratto con le banche.

Di fronte a tutto questo, da due settimane circa, l’Assemblea dei fabbri professionisti ha deciso di non collaborare nei casi di sfratto, non cambiando serratura e permettendo agli sfrattati di rientrare in casa. Una decisione scaturita dalla consapevolezza che i procedimenti giudiziari sono sorretti da una legge che ha come unico obiettivo la distruzione di ogni condizione di sopravvivenza. Ma a costituire un dato rilevante in questa questione è la rappresentatività di tale assemblea. All’interno di essa infatti vi sono la quasi totalità dei fabbri professionisti tra imprese e autonomi del settore. Un collettivo che ha presentato in maniera unitaria, attraverso una conferenza stampa con fabbri e famiglie, la decisione determinata di non essere più complici con le politiche criminali del governo. In un clima di continui e crescenti sfratti – nel 2012 nella zona intorno Pamplona ne sono stati effettuati circa 700 – anche altri fabbri della penisola hanno annunciato che cominceranno a seguire l’idea dei colleghi di Pamplona… Una notizia che fa ben sperare emostra come la crisi può anche aprire risposte collettive e improntate alla solidarietà.

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