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Gli operai di Termini paralizzano la Sicilia: bloccata l’A19

Un intero paese costruito e sviluppato attorno al modello dei poli industriali rischia infatti di divenire fantasma a causa dell’abbandono criminoso di Fiat e, contestualmente, dell’incapacità di trovare possibilità produttive in sostituzione.

A questa inaccettabile situazione stanno rispondendo con rinnovata tenacia gli operai degli stabilimenti BM-Sud e quelli dell’indotto che si sono visti derubare del proprio luogo di lavoro e degli stabilimenti da loro utilizzati durante tutta la vita. Dopo le battaglie dei giorni scorsi in cui la fantasia e la capacità di individuare e colpire obiettivi sensibili non è certo mancata (solo per ricordarli brevemente sono stati colpiti in serie: Agenzia delle Entrate, Serit, Unicredit, Intesa San Paolo, le istituzioni regionali, Trenitalia e Banca d’Italia) oggi la rabbia operaia si è riversata sul flusso commerciale più imponente a loro vicino: quello transitante per le autostrade Palermo-Catania e Palermo-Messina.

Da oltre tre ore l’autostrada è bloccata in entrambi i sensi di marcia da oltre trecento lavoratori e con lei ad essere paralizzata è la più importante infrastruttura di trasporto dell’isola. Dopo il ridicolo ultimatum di quindici giorni dettato ieri sera dal Ministro del non-sviluppo economico Passera a Di Risio, gli operai hanno scelto di non abbandonare la pressione che da quasi due settimane esercitano per ribadire l’esigenza di risposte certe e soluzioni immediate per il futuro della fabbrica, dell’indotto e di tutta Termini Imerese.

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