InfoAut
Immagine di copertina per il post

Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo: lo sgombero si fa più concreto, abbiamo davvero bisogno di una mano!

Le procedure burocratiche per cacciarci dall’Ex OPG avanzano e lo sgombero si fa imminente. Questa settimana, o la prossima: abbiamo pochissimo tempo per evitarlo! Incredibile che ci sia tutta questa velocità nel reprimere noi, quando ci mettono anni a prendere corrotti, mafiosi ed evasori, incredibile questa velocità quando per sette anni nessuno si è interessato dello stabile, ed ora che qualcosa funziona, e bene, vogliono far fare un passo indietro a tutta la città…

Il perché lo sappiamo: non si tratta solo di ottusità, di rispetto cieco dei regolamenti, del risentimento della polizia penitenziaria che ha fatto una pessima figura. La verità è più amara: vogliono porre fine a un’esperienza che sta diventando “pericolosa” perché tanta gente si sta mobilitando per cambiare le cose, sta capendo la sua forza e si sta interrogando su un mondo fatto di povertà, sfruttamento, carcere. La verità è che vogliono tenerci buoni, ci preferiscono depressi, ci preferiscono consumatori passivi della pappa che ci danno…

Ma lo sgombero possiamo ancora evitarlo! Nulla è scritto! Proprio perché il problema è politico, proprio perché è una questione di rapporti di forza, dobbiamo fargli vedere la nostra forza. Davanti all’idiozia delle loro carte, all’arroganza dei loro manganelli e delle loro denunce, noi abbiamo solo un’arma: la nostra determinazione e il consenso popolare. Da contrapporre alla loro violenza abbiamo la solidarietà e la nostra democrazia, che alla lettera vuol dire “potere del popolo”.

Perciò vi chiediamo una mano: c’è tanto che possiamo fare per evitare che questo posto torni ad essere chiuso e abbandonato, e che le persone che lo hanno fatto rivivere sacrificando tempo, soldi e fatica vengano perseguiti. Sotto abbiamo fatto un elenco: dateci un occhio!

Prima però ci teniamo a dire una cosa: noi da qui non ce ne andiamo. Ci dovete venire a staccare dalle gambe dei tavoli, a tirare uno a uno. E non solo perché pensiamo di essere nel giusto a fare quello che stiamo facendo, che non fa male a nessuno e anzi sta facendo solo del bene a tanti. Non solo perché ci stiamo affezionando a queste mura, che stanno diventando bellissime e piene di vita. Ma perché sentiamo sulle nostre spalle una responsabilità più grossa.

In tutta Europa milioni di persone stanno prendendo coscienza che questo mondo è sbagliato. In Grecia, in Spagna, nascono reti di aiuto reciproco, si liberano spazi, si produce un potere dal basso che arriva a mettere in crisi persino le istituzioni europee. È quello che noi vogliamo fare qui, è quello che abbiamo già iniziato a fare.

Questa non è un’occupazione qualunque. E non solo perché in Italia non è mai stato occupato un carcere. E nemmeno perché è il complesso più grande nel cuore di Napoli. Ma perché in queste settimane si sta producendo un meccanismo di partecipazione popolare che coinvolge centinaia di persone, non solo giovani o “alternative”. Se avete pensato che per noi era un gioco, be’, vi sbagliate. Per noi sorridere è solo un altro modo di mostrare i denti…

Qui stiamo, da qui non ce ne andiamo!

Le occupanti, gli occupanti, e tutta la comunità ribelle dell’Ex OPG Occupato “Je so’ pazzo”

 

5 COSE CHE POSSIAMO FARE PER EVITARE LO SGOMBERO

1. Continuiamo a far circolare l’appello, a raccogliere migliaia di firme, magari anche di gente nota o di personaggi istituzionali, continuiamo a farlo pubblicare su siti, giornali etc.
2. Continuiamo a far girare la pagina Facebook, a raccogliere like (importante per far vedere quanta gente ci tiene al progetto!), a far arrivare ovunque le iniziative in programma e i progetti già avviati.
3. Riempiamo il posto di gente: venite questa domenica alla presentazione ufficiale delle attività, venite alle prossime iniziative, continuate a portarci attrezzature e materiali per sistemare tutto, continuiamo i lavori!
4. Scriviamo a chiunque ci possa fare qualcosa: il sindaco, il consiglio comunale, i consiglieri di municipalità, i parlamentari, i giornali, l’amministrazione penitenziaria. Prendiamo tutti parola!
5. Teniamoci pronti, potrebbero arrivare in qualsiasi momento. Cellulari accesi, e siate veloci ad accorrere. Quando verranno dovranno vedere che c’è tanta gente e rinunciare!

 

Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

je so pazzonapolispazi sociali

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: corteo per la difesa degli spazi sociali, contro la guerra e il governo

Pubblichiamo il comunicato dei Movimenti di Lotta Campani che hanno convocato il corteo a Napoli con il titolo “Amore che resiste”, un appuntamento che si inserisce nel quadro di mobilitazione a livello nazionale per la costruzione dell’opposizione sociale al governo Meloni.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: conferenza stampa del corteo regionale “Amore che resiste” di sabato 14 febbraio

Conferenza stampa ieri mattina a Napoli per lanciare la manifestazione in difesa degli spazi sociali e di libertà in Campania.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un commento sulla manifestazione del 31 gennaio

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Fabrizio Salmoni

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: “insostenibili olimpiadi”, corteo nazionale contro il profitto sui territori e le montagne

Al via allo stadio San Siro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Assemblea nazionale 7 febbraio

h 15:00 Villa Medusa-Casa del Popolo Bagnoli

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Quando il popolo indica la luna, lo stolto guarda il dito

Riprendiamo la presa di parola di Askatasuna in risposta alla narrazione mediatica di questi giorni a seguito del partecipassimo corteo nazionale di sabato 31 gennaio 2026.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Verso il 31 gennaio Torino è partigiana: le convocazioni delle piazze tematiche

Dalla casa al lavoro, dalla formazione alla ricerca, dalle lotte a difesa del territorio alla solidarietà per la Palestina e il Rojava: una raccolta delle convocazioni tematiche per i tre concentramenti di sabato 31 gennaio in occasione del corteo nazionale “Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali”.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

La fine delle infrastrutture pubbliche: il caso RFI

Negli ultimi mesi si è spesso parlato della possibile privatizzazione della rete ferroviaria italiana. Si tratta di un tema che, come è facile intuire, è estremamente rilevante.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Rabbia delle periferie tra razzismo, proletariato bianco e stigmatizzazione dei “maranza”. Intervista ad Houria Bouteldja

Con la sua analisi provocatoria, la studiosa e militante antirazzista franco-algerina Houria Bouteldja ripercorre la storia della sinistra francese ed europea per spiegare come superare la cosiddetta “guerra tra poveri”

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino è partigiana: il futuro comincia adesso

Riprendiamo il comunicato scritto in serata e uscito dal centro sociale Askatasuna sulla giornata di ieri.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

CONTRO SGOMBERI, GUERRA E REPRESSIONE “Amore che resiste”

Riceviamo e pubblichiamo da parte dei Movimenti di Lotta Campani l’appello per il corteo regionale che si terrà a Napoli il 14 febbraio per la difesa di tutti gli spazi sociali, contro la guerra e contro il governo Meloni, unendoci alla solidarietà e invitando alla partecipazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: in centinaia all’assemblea in difesa di Officina 99

Officina 99 ringrazia le centinaia di persone di tutte le età che hanno animato l’assemblea pubblica di sabato 10 gennaio: rappresentanti di spazi sociali, collettivi, realtà di movimento, ma anche artistə, musicistə e solidalə da tutta la Campania e oltre.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Napoli: assemblea cittadina. Difendiamo i CSOA, difendiamo il nostro futuro

Dopo gli sgomberi del Leoncavallo a Milano e dell’Askatasuna a Torino, la scure repressiva del governo Meloni prova ad abbattersi su quante più possibili esperienze di dissenso e di lotta che nei decenni hanno portato alla nascita dei Centri Sociali Occupati Autogestiti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Officina 99 non è un problema di ordine pubblico, ma una risorsa sociale collettiva

In relazione alle notizie apparse sulla stampa riguardo una richiesta di sgombero del centro sociale Officina 99, riteniamo necessario chiarire alcuni punti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Il prezzo da pagare per il lavoro: condannati a due anni e due mesi di reclusione

Nel primo pomeriggio di venerdì 5 dicembre Maria, Eddy, Dario, Vincenzo, Enrico, Marco, Luigi, Davide, tutte/i compagne/i del nostro movimento dei disoccupati organizzati sono state/i condannate/i in primo grado a due anni e due mesi

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Napoli: occupata l’Aula Nugnes del Consiglio Comunale, “Rispettate la mozione contro la collaborazione con Israele”

Nel corso del pomeriggio di venerdì 31 ottobre è stata occupata dalla rete Napoli con la Palestina l’aula Nugnes del consiglio comunale di Napoli.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Occupazioni e proteste per la Palestina: gli aggiornamenti da Napoli, Torino e Verona

Proseguono le mobilitazioni in solidarietà con il popolo palestinese.