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Germania, AfD si impone alle regionali, la linea-Merkel traballa

È un brutto colpo quello che Angela Merkel ha ricevuto nella serata di domenica: il suo partito, l’Unione Cristiano-Democratica (CDU), è stato battuto nelle elezioni regionali del Meclemburgo-Pomerania anteriore dal partito populista di estrema destra Alternative für Deutschland (AdF), in una elezione che è stata un vero e proprio campanello d’allarme per la Merkel; nel 2017 infatti la cancelliera si troverà a fronteggiare le elezioni presidenziali con sulle spalle la sconfitta nella propria terra natale, e la sua linea in materia di immigrazione, tema cardine del dibattito mediatico nel paese, sembra traballare.

A soli tre anni dalla sua fondazione AfD, partito dalle forti tendenze xenofobe, è il terzo per consenso elettorale in Germania e già conta parlamentari in più della metà dei Länder. Causa di questo successo è l’utilizzo politico della critica alla politica verso i profughi attuata dalla cancelliera, che insieme al sentimento di insoddisfazione verso i benefici per la Germania dall’Unione Europea (guidata de facto proprio da Frau Merkel) ha costruito una miscela esplosiva che ha pagato alle urne, innescata da fatti come quelli di Capodanno scorso a Colonia.

L’Afd, progressivamente egemonizzata da esponenti di Pegida e di precedenti formazioni neo-naziste si colloca perfettamente in linea con la nuova estrema destra europea, ostile all’immigrazione e ad una per quanto generica nozione di Islam tanto quanto lo è all’Unione europea e allo strapotere delle banche. Il trionfo di questo cocktail è ormai un fatto politico acclarato in tutta Europa, con i sondaggi riguardanti l’elezione presidenziale in Austria che testimoniano la probabile vittoria di un altro partito simile, l’Fpo che fu del neonazista Haider.

I media si preoccupano di quanto possa essere offesa Frau Merkel per la sconfitta, mentre l’estrema destra tedesca continua a crescere e ha innumerevoli facce e come contatti in tutta Europa. Salvini, Le Pen, Wilders hanno gioito per la vittoria di un partito che ha un programma carico di odio razziale, xenofobia, omofobia e sessismo. Non è un caso che il vicepresidente di Casa Pound, Di Stefano, abbia anch’esso preso parola per congratularsi con il partito tedesco, paragonando l’operato dell’AfD al quello di CPI.

Il Meclemburgo-Pomerania anteriore è una regione situata a nord est del paese, è la sesta per vastità, ma si trova solo al tredicesimo posto per numero di abitanti (circa 1 milione e mezzo), paesaggi nordici e un po’ malinconici in cui però da più di vent’anni l’estrema destra semina sentimenti di odio razzista. È proprio in questa tranquilla regione, a Lichtenhagen (distretto di Rostock), che tra il 22 e il 26 agosto del 1992 hanno avuto luogo le peggiori aggressioni di massa contro i migranti nella Germania del dopoguerra.

Giorni di guerriglia urbana in cui i residenti del quartiere si scagliarono con rabbia e violenza contro i richiedenti asilo che abitavano temporaneamente una struttura chiamata Torre dei Girasoli. A scatenare le proteste furono le condizioni di vita disumane in cui erano stati abbandonati i profughi; a causa degli alloggi sovraffollati centinaia di migranti si ritrovarono a vivere in un parchetto adiacente senza avere accesso ai servizi di base. L’amministrazione comunale nonostante i numerosi solleciti si rifiutò di installare dei bagni chimici, di portare rifornimenti d’acqua o dei bidoni per la spazzatura, contribuendo ad alimentare il clima di tensione tra i migranti e residenti.

Una folla xenofoba si scontrò per tre giorni con le forze dell’ordine approfittando proprio della gestione folle delle istituzioni. L’obiettivo originale dei manifestanti, la Torre dei Girasoli, fu evacuata il secondo giorno, così che le attenzioni degli xenofobi si concentrarono su un edificio vicino, in cui abitavano 115 immigrati vietnamiti; l’edificio fu bruciato e i migranti dovettero barricare le porte per difendersi dai neonazisti che, armati di mazze da baseball e molotov, cercavano di scavalcare i balconi.

Agli occhi di tante persone già 24 anni fa sembrava impossibile che nessuno fosse stato in grado, tra istituzioni e forze di polizia di mettere fine alla situazione di violenza: neanche dopo nessuno fu incriminato per aver commesso delle violenze nei confronti dei richiedenti asilo, ma ci furono solo accuse per violenza contro la polizia. Istituzioni e forze dell’ordine appoggiarono di fatto le rivendicazioni dei manifestanti.

Nel 2016 l’ondata elettorale di disprezzo verso i migranti parte dalle stesse aree geografiche: i migranti sono il capro espiatorio di una crisi economica e sociale che avanza ormai da anni in Europa e che si sta facendo sentire con forza anche in Germania, creando il terreno fertile per partiti xenofobi e razzisti come AfD che sfruttano anche l’inesistenza di qualsiasi opzione che unisca al rifiuto di questa Unione Europea anche quello per un ritorno al più becero nazionalismo.

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