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Casapound bara? Via il cinque per mille

Bene, le forze dell’ordine, con un blitz il 14 giugno, hanno bussato a quella porta, dopo aver scritto e non aver avuto risposte, dopo aver inviato una diffida, e hanno scoperto quella che appare una sede farlocca nello stesso quartiere dove Cpi ha la storica sede. Così al Mise hanno deciso di bloccare l’erogazione del 5 per mille alla nota associazione filantropica che già a fine anno s’era vista bloccare dall’Aula Giulio Cesare la clamorosa regalìa di Alemanno: il palazzo di Via Napoleone III occupato da Casa Pound. Doveva essere un regalo dell’allora sindaco al vivacissimo e controverso gruppo di “squadristi”, dentro cui muove i primi passi suo figlio, protagonista negli anni sia di provocazioni spettacolari sia di episodi di violenza nei confronti di studenti, militanti politici e rappresentanti delle istituzioni.

La permuta dell’immobile avrebbe comportato una spesa nel bilancio comunale di ben 11,8 milioni di euro, una cifra enorme se paragonata ai drammatici tagli imposti dalla Giunta Alemanno ai servizi sociali, alle politiche abitative e alle misure di crescita della città.

E’stato uno dei capitoli più costosi della parentopoli di Alemanno: un malcostume che comprende le assunzioni di parenti e amici – molti dei quali provenienti dal torbido mondo del terrorismo di destra – nelle aziende comunali, la svendita e la privatizzazione del patrimonio pubblico dei romani, lo scippo degli appalti per i servizi ai tossicodipiendenti alle cooperative storiche in favore di cooperative “amiche”.

Il nome della cooperativa fantasma legata alla scoppiettante organizzazione – i cui affiliati napoletani sono stati intercettati mentre progettavano di incendiare un negozio di un ebreo in via Chiaia aggredire e violentare una ragazza ebrea all’università di Napoli – all’affidamento di tre ettari di Parco, un boschetto e due grandi casali antichi e diroccati in quarto municipio. L’accordo siglato fra Alemanno e il Presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli risalirebbe a maggio 2012. La grande distesa verde si trova fra Porta di Roma e le ultime terre dell’agro romano, in pieno Parco della Marcigliana. E’ un’area di proprietà del Comune e affidata a Iannone e soci che avevano occupato uno stabile nel quartiere e veder finire sotto processo uno dei suoi esponenti di punta, Alberto Palladino, accusato di aver picchiato insieme ad altri, il capogruppo del Pd locale Paolo Marchionne, appena divenuto presidente del municipio, e altri giovani democratici locali.

Ufficialmente nel documento non compare il nome di Casapound, ma l’affidatario è legato al leader dei fascisti del terzo millennio Gianluca Iannone. Con lui è stato imputato e poi prosciolto per il pestaggio di un carabiniere a Predappio. L’Isola delle Tartarughe, la sigla dell’affidatario, è proprio la onlus per cui transitava il 5 per mille destinato a Casapound. La decisione di affidare “due fabbricati rurali” e “un’area circostante di circa 30 mila mq” avviene con un rimando all’ordinanza sindacale n. 2 del 23 maggio 2011 (protocollo 23569). Un atto che non compare nel registro degli atti pubblicati sul sito del Comune di Roma, poiché emanata dall’assessorato al Patrimonio e non dalla giunta Alemanno.

Checchino Antonini

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