InfoAut
Immagine di copertina per il post

Contropotere e controllo territoriale a Padova

||||

Siamo nel pieno della campagna elettorale delle politiche del ’76 e a Padova il 10 giugno deve arrivare Almirante, segretario dell’ MSI, per un comizio. Nelle settimane precedenti si è molto discusso come stare in piazza contro i fascisti. Lo schema classico era quello di praticare l’obbiettivo durante manifestazioni o comizi, come l’anno prima con Covelli e Almirante. Ma era uno schema logoro, che sacrificava continuamente compagni alla repressione e al carcere……. Con il controllo territoriale si intende intervenire in questa situazione rompendo il rituale precedente e decidendo in piena autonomia come stare in piazza : un modello di azione che permette oltre all’antifascismo di praticare anche altre forme di illegalità di massa, ad esempio l’imposizione dei prezzi politici praticando l’esproprio nei supermercati.

È un salto netto di paradigma, che introduce in modo diretto e radicale un nuovo e possibile comportamento militante. La sera del 9 lo sperimentiamo.

Siamo divisi per squadre omogenee. I compagni di Padova e provincia si occupano del controllo del territorio mentre i compagni del resto del Veneto praticano l’obbiettivo sostenuti da alcuni compagni della città armati. In tutto siamo un paio di centinaia, oltre un centinaio i padovani. il resto da fuori. L’azione deve svolgersi, e si svolge, con assoluta sincronia e velocità. Ci dirigiamo al concentramento da dove l’azione inizia. I compagni di Padova e provincia bloccano in più punti il cavalca ferrovia dell’Arcella, uno degli snodi stradali piu importanti della città, con copertoni che vengono incendiate, chiodi a tre punte e uso massiccio di molotov che in uno spazio di tempo brevissimo alzano una barriera di fuoco chr blocca la mobilità di qualsiasi mezzo. In contemporanea parte una ronda composta da oltre una cinquantina di compagni armati di molotov che percorre un centinaio di metri sino ad arrivare agli obiettivi, che sono più d’uno :ecco il valore del controllo territoriale, li dentro agisci con maggiore controllo della situazione. I primi obiettivi sono due, posti a breve distanza: la sede del MSI e la pizzeria Sayonara, frequentata dai fascisti, 25 compagni da una parte, 25 dall’altra parte inceneriscono in pochi secondi entrambi gli obiettivi. Il terzo obiettivo riguarda l’abitazione di Facchini, noto fascista implicato con Freda e Ventura sulla strage di Piazza Fontana, presa di mira con colpi di arma da fuoco. Una volta centrato l’ obiettivo si va direttamente dove si erano lasciati i mezzi per sganciarsi.

L’effetto dell’azione è dirompente. Il risultato finale è che a Padova per il comizio del giorno dopo Almirante si guarda bene dal venire. È il movimento che decide in piena autonomia come, dove è quando stare in piazza. Il “controllo territoriale” funziona. Sono nati i Cpv.

Determinante e il contributo dato dai compagni di Padova, senza i quali il progetto non avrebbe mai preso vita. La città, si sa, è una città difficile per la presenza dei fascisti. Non fascisti comuni, ma quelli stagisti, di Freda, Ventura e Facchini.

Dal volantino distribuito in città a sostegno dell’azione :”Oggi. 9 giugno,il movimento proletario organizzato di Padova ha effettuato il blocco/occupazione di una vasta zona del quartiere Arcella per porre urgentemente dentro la classe operaia padovana, le organizzazioni di base dei lavoratori, tra i rivoluzionari, l’urgenza di affrontare questo grave problema. L’antifascismo non è uno slogan. L’antifascismo è milizia politica organizzata, giorno dopo giorno’.

Ascolta “I Collettivi Politici Veneti per il Potere Operaio – Parte terza di Archivio Autonomia“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Alta velocità in Val di Susa: un progetto che continua a dare i numeri / Parte prima: Avigliana

La passeggiata informativa organizzata dal Movimento No Tav ad Avigliana sabato 11 aprile ha dato modo di comprendere la reale consistenza del progetto in essere della linea ferroviaria alta velocità.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Morte algoritmica

E’ morto domenica sera mentre lavorava come fattorino per Deliveroo, Adnan Salah Elsayed a 32 anni. L’ennesimo omicidio sul lavoro nella guerra di classe condotta dall’alto verso il basso nel nostro paese in cui la vita dei lavoratori e delle lavoratrici è di fatto la variabile che deve essere sempre più compressa per permettere il profitto.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ucraina, l’imperialismo e la sinistra.

In questa intervista con Rob Ferguson, il ricercatore e scrittore ucraino Volodymyr Ishchenko discute i nodi sorti nel suo libro Towards the Abyss: Ukraine from Maidan to War e altre pubblicazioni

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Social vietati ai minori, arriva l’app europea per la verifica dell’età.

Riprendiamo da Radio Blackout questa interessante intervista con Hagar Taamallah sulle recenti misure europee per stringere il controllo sui minorenni per quanto riguarda l’accesso ai social. Pensiamo che il problema di come ci formiamo in generale attraverso la rete e le piattaforme sia reale e che i divieti non siano la soluzione al problema, ma che serva una critica radicale e sostanziale di tutto il sistema. Detto ciò nell’intervista si spiegano bene la natura della misura e rischi che vi si celano dietro. Buon ascolto!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 3

Siamo partiti parlando di agency di questa parte della classe borghese, dei loro sistemi valoriali, fino a spingerci ad analizzare un CEO come Thiel. Tuttavia, non va persa la bussola per muoversi dentro questo marasma ultra-destro. Le tendenze del capitale, la sua necessità continua di rivoluzionare i propri strumenti di estrazione del valore, prescindono da qualsiasi nome e cognome, da qualsiasi nome d’azienda, da qualsiasi ideologia, rimane la stessa da secoli: lo sfruttamento del lavoro vivo separato dalle sue condizioni oggettive.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il paradosso delle Cer: nate per il territorio, ora nel mirino delle grandi aziende dell’energia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono orientate alla democratizzazione della produzione energetica, la legge infatti impedisce alle grandi multiutility di entrare a farne parte. Ma le complicazioni che la loro gestione comporta stanno offrendo alle grandi aziende un’occasione di appropriarsi anche di questo modello energetico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV e A32: le grandi opere come infrastruttura del potere mafioso

L’inchiesta pubblicata da Domani sulle “locali” di ‘ndrangheta nel Nord-Ovest non racconta nulla di nuovo per chi guarda da anni la Valsusa senza voltarsi dall’altra parte: conferma che la ‘ndrangheta in Piemonte non è un corpo estraneo, ma una presenza stabile, organizzata, radicata. Non è una presenza marginale, ma una struttura consolidata che si è inserita stabilmente nei territori e nei settori chiave dell’economia.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Al via un “aprile partigiano” in Vanchiglia

A quattro mesi dallo sgombero del Centro Sociale Askatasuna, il quartiere Vanchiglia è ancora ostaggio di una presenza capillare di forze dell’ordine che alternano l’ozio quotidiano davanti allo stabile rosso di corso Regina Margherita 47 ad una presenza muscolare e intimidatoria nelle piazze, nelle strade e davanti alle scuole del quartiere.