InfoAut
Immagine di copertina per il post

Anna Kuliscioff

||||

Anna Kuliscioff nasce in Crimea, nel 1854. Nel 1871 si trasferì a Zurigo per proseguire gli studi di filosofia, poiché in Russia le donne non potevano frequentare l’università. Qui iniziò a maturare la sua coscienza politica.

Nel 1873, fu ordinato agli studenti russi di abbandonare l’università di Zurigo, pena la non ammissione agli esami in Russia. Rientrata, milita nel movimento rivoluzionario russo, periodo in cui la Kuliscioff, come reazione al dispotismo zarista, si convince della necessità dell’uso della violenza nella lotta politica. Aderisce alla cosiddetta “andata verso il popolo”, un movimento politico di massa, iniziato in Russia nel 1873, che raggiunse il culmine nell’estate del 1874, quando fu represso dal regime zarista. Migliaia di studenti lasciarono le città e si trasferirono nei villaggi per vivere a contatto dei contadini e portare la causa rivoluzionaria tra il popolo. Nel 1877 fu costretta a tornare in Svizzera, in seguito appunto alla repressione zarista e all’ondata di arresti che ne scaturirono. Tra il 1873 ed il 1877 ci furono almeno 1600 persone processate di cui 924 carcerati e carcerate o esiliati. Poi dalla Svizzera si trasferisce in Francia; nel 1878 viene arrestata ed espulsa. Da qui il trasferimento in Italia, dove proseguirà la sua attività rivoluzionaria, studiando e aderendo definitivamente al marxismo e militando nel movimento per l’emancipazione delle donne. Anche in Italia, dove venne etichettata come terrorista, subirà vari processi, arresti ed espulsioni.

Dal 1881 passa un periodo di isolamento, anche politico, quando si separa dal compagno Andrea Costa, di cui Anna non poteva condividere la mentalità maschilista, che, soprattutto dopo la nascita della figlia, la voleva relegata alla vita familiare. In questo periodo di isolamento, dovuto anche alla tubercolosi contratta nel carcere di Firenze, si iscrive alla facoltà di medicina in Svizzera, studiando in maniera accanita la sua malattia.

Nel 1888 Anna si laurea in ginecologia a Torino e con la sua tesi scopre l’origine batterica delle febbri puerperali, aprendo la strada per la salvezza di milioni di donne dalla morte post partum. Trasferitasi poi a Milano comincia la sua attività di “dottora dei poveri”, come la definivano i milanesi. Nello stesso tempo, nell’89, fonda con Turati e Lazzari, la Lega Socialista Milanese, per l’affermazione dell’autonomia del movimento operaio dalla democrazia borghese. Entra in contatto con le principali esponenti del femminismo milanese, Anna Maria Mozzoni, Paolina Schiff e Norma Casati, che nel 1882 avevano formato la Lega per gli interessi femminili. Da qui in avanti l’impegno di Anna Kuliscioff nella questione femminile.

Nel ‘90, studia e sviluppa il tema del rapporto uomo-donna, portandolo al circolo filosofico di Milano, riscuotendo numerosi consensi soprattutto da parte delle donne. Secondo la Kuliscioff, solo il lavoro sociale ed egualmente retribuito, potrà portare la donna alla conquista della libertà, mentre il matrimonio non fa che umiliarla e a toglierle l’indipendenza. «Non farò, tuttavia, una requisitoria – così esordisce la Kuliscioff al convegno milanese -. Non è una condanna ad ogni costo dell’altro sesso che le donne domandano; esse aspirano anzi ad ottenere la cooperazione cosciente ed attiva degli uomini migliori, di quanti, essendosi emancipati, almeno in parte, dai sentimenti basati sulla consuetudine, sui pregiudizi e soprattutto sull’egoismo maschile, sono già disposti a riconoscere i giusti motivi che le donne hanno di occupare nella vita un posto degno per averne conquistato il diritto».

Anna Kuliscioff sottolinea che sarebbe semplicistico attribuire la causa della condizione della donna all’egoismo e alla prepotenza maschile. È una condizione complicata e subdola, perché il passare del tempo e l’evoluzione intellettuale e morale dell’uomo ha “trasformato” l’antica condizione di schiavitù della donna ma non l’ha abolita.

Nel 1898, la polizia irrompe a casa di Anna Kuliscioff e Filippo Turati, che era anche la sede e redazione della rivista Critica Sociale, e viene arrestata, in seguito alla repressione per le sommosse dei moti di Milano del 1898, per “aver concertato o stabilito di mutare violentemente la costituzione dello stato, istigando la popolazione alla violenza”. Anna fu condannata a 2 anni di reclusione in carcere. Uscita mette appunto la legge sulla tutela del lavoro minorile e femminile, che viene portata ed approvata in parlamento. Nel 1908 decide di dedicarsi alla lotta per il suffragio femminile, tema su cui aveva avuto dei dubbi, interrogandosi sul valore del voto nella lotta per l’emancipazione della donna. Nel 1911 con il contributo della Kuliscioff nasce il comitato socialista per il suffragio femminile. Ma l’anno successivo il governo Giolitti dice no alle donne, concedendo il voto a tutti i maschi, anche analfabeti, adducendo poi l’analfabetismo femminile come causa della loro esclusione dal voto. Un duro colpo a cui Anna risponde fondando la rivista bimestrale «La Difesa delle Lavoratrici», che dirigerà per due anni. Nel 1914, dopo lo scoppio della guerra, le divergenze politiche con la redazione porteranno Anna Kuliscioff a ritirarsi dall’iniziativa editoriale, sulla quale, però, continuerà sempre a pesare con il suo giudizio. Dopo la fine della guerra e l’avvento del fascismo, la rivista non ebbe vita facile. Chiuse nel 1925, anno della morte di Anna Kuliscioff. Proprio mentre il fascismo si affermava lei si spense. Al suo funerale alcuni fascisti si scagliarono contro le carrozze strappando bandiere, drappi e corone.

 

Guarda “Anna Kuliscioff ed il Femminismo”:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Culture

On the road nel Nord Est

“Ma come fate a non sapere un cazzo del posto dove state?” dice Giulio a Doriano e Carlobianchi mentre stanno visitando la Tomba Brion, al che quest’ultimo gli risponde: “Non sappiamo un cazzo ma sappiamo tutto”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino: sciopero a Meat-To

Negli scorsi giorni si sono tenuti dei picchetti in solidarietà a due lavoratori del ristorante Meat-To a Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, basta con il fumo negli occhi.

Ci viene inviato e ripubblichiamo volentieri questo articolo del Gruppo d’Intervento Giuridico che fa il punto sui progetti previsti sul territorio sardo, in particolare a Cala Finanza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Porti di Resistenza: Bloccare la Macchina da Guerra e l’Economia del Genocidio

La storia ricorderà coloro che hanno bloccato le navi, non coloro che le hanno caricate. Da Genova a Newark-Elizabeth, dalla Calabria al Pireo e oltre, il messaggio risuona forte e chiaro: basta armi, basta carichi di armi.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Make your money work for you: ecco il reale obiettivo della transizione energetica

Proponiamo di seguito un’intervista che abbiamo svolto a un manager e consulente strategico del settore delle rinnovabili che tocca punti centrali oggi soprattutto in tempi di blackout..

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: sciopero alla BRT di Settimo Torinese dove venerdì è morto un autista schiacciato da un camion

Il sindacato SI Cobas ha proclamato uno sciopero e un presidio di protesta per oggi, lunedì 29 giugno, presso il deposito BRT di via Niccolò Paganini a Settimo Torinese.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Dissidenza, repressione politica ed una esagerata idea di libertà. In ricordo ad Ambro, un contributo di amic3 e compagn3

Ambrogio era un ragazzo di 27 anni, arrivato a Torino per gli studi in Filosofia e Storia delle Religioni. Ambro è sempre stato un idealista, attento all3 ultim3, con un grande senso di empatia e gentilezza. Era un anarchico, un testone, un polemico.