InfoAut
Immagine di copertina per il post

Il primo sciopero generale in Italia

15 settembre 1904

L’eccidio di Buggerru il 4 settembre 1904 con la morte di tre minatori durante una protesta, nel Sulcis, fu uno spartiacque nella storia del movimento operaio italiano.

Il 9 settembre la Camera del Lavoro di Monza voterà un ordine del giorno secondo cui a una nuova strage di lavoratori si sarebbe risposto con lo sciopero generale; l’11 settembre la Camera del Lavoro di Milano lancerà un appello a tutti i lavoratori per uno sciopero da svolgersi nei successivi otto giorni con la richiesta di una legge sul disarmo delle forze dell’ordine in occasione di conflitti del lavoro. Sorsero contrasti tra il sindacato e il Partito Socialista circa l’opportunità e gli obbiettivi dello sciopero e si susseguirono diverse riunioni. Ma il 14 settembre arrivò notizia dell’ennesimo eccidio: a Castelluzzo in provincia di Trapani i carabinieri spararono sui contadini e ci furono due morti e dieci feriti.

Non c’era più tempo per attendere. La Camera del Lavoro di Milano, il 15 settembre, proclamò lo Sciopero Generale dal 16 settembre al 20 Settembre. L’uso delle armi da parte della forza pubblica riaccese i ricordi di Milano del 1898 e lo sdegno tra i proletari fu enorme. Già il 15 Settembre a Sestri Ponente (GE) vi furono dei disordini, e nello stesso giorno, la Camera del Lavoro di Milano proclamò, sotto la spinta dei socialisti marxisti di Arturo Labriola, che si contrapponevano alla linea riformista di Turati, uno sciopero generale, che fu il primo sciopero di questo tipo non solo in Italia, ma anche in Europa!

Lo sciopero, divenuto nazionale, durò dal 16 al 21 Settembre, coinvolgendo praticamente tutto il Paese. La borghesia spaventata lo considerò come un tentativo insurrezionale, e Giolitti, Presidente del Consiglio, alla richiesta dei socialisti rivoluzionari che il governo prendesse posizione sugli eccidi, chiese al re lo scioglimento delle Camere, sostenendo che un fatto così grave andasse giudicato direttamente dagli elettori.

Lo sciopero di fatto non portò a dei risultati, non ottenendo il provvedimento che facesse cessare la repressione sanguinosa, ed anzi Giolitti ne approfittò, indebolendo i socialisti e facendo aumentare i contrasti tra riformisti e rivoluzionari.

Alla fine del XIX° secolo, parallelamente all’avanzare dell’industrializzazione, era aumentato considerevolmente il numero degli scioperi, in un clima di tensione sociale, e il Governo Giolitti tentò di inserire i movimenti sindacali sulla scena politica e sociale del Paese, integrandoli nel quadro istituzionale. In questo contesto, i sindacati maturarono una crescente inclinazione al riformismo nella teoria e nella pratica, nonostante la presenza attiva di una minoranza di sindacalisti rivoluzionari, che certamente non avevano né la forza, né la capacità, e forse nemmeno la concreta possibilità sul piano soggettivo, di innescare un processo rivoluzionario.

Comunque queste manifestazioni cominciarono ad avere un respiro nazionale e furono, di fatto, la preparazione alla costituzione, nel 1906, della CGIL. Solo la rivoluzione bolscevica in Russia, con la costituzione dei Soviet dei contadini e degli operai, indicherà poi la strada, applicando una corretta linea di classe, per coinvolgere masse di lavoratori all’abbattimento del sistema di sfruttamento.

Guarda “Buggerru monumento ai minatori dell’eccidio del 4 settembre 1904“:

Guarda “Lo sciopero generale del 1904“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flottilla a sostegno della Flaminio Revolution

Riceviamo e diffondiamo il comunicato stampa che annuncia l’imminente partenza di una nuova missione della Global Sumud Flottilla: verso l’Albania per sostenere la mobilitazione per la Palestina della Flaminio Revolution. Buon vento!

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Ribolla: il nuovo progetto fotovoltaico è finanziato da una società israeliana

In queste settimane su molti quotidiani si è parlato del nuovo progetto di impianto fotovoltaico che dovrebbe sorgere in Maremma promosso dalla società israeliana Shikun & Binui.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il filo rosso della distruzione: da Colleferro a Domusnovas, le ragioni per la riconversione civile

La terra trema, un boato squarcia l’aria e una colonna di fumo si alza verso il cielo, lasciando dietro di sé una pioggia di detriti incandescenti. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cisgiordania: “In corso una vera e propria pulizia etnica incoraggiata dalle autorità israeliane”. Testimonianza da Qusra

In Cisgiordania è in atto un’enorme campagna di pulizia etnica portata avanti dai coloni israeliani nella totale impunità. Ad agire sono gruppi di giovanissimi che assomigliano sempre piu’ a delle vere e proprie squadracce fasciste.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Parco eolico tra Gorgona e Capraia, nuovo scempio all’orizzonte

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo articolo da parte della Scrivania Autogestita d’Informazione di Livorno in merito al nuovo progetto di mega impianto eolico off shore in zona protetta tra Gorgona e Capraia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Data center: il volto materiale dell’intelligenza artificiale. Dibattito martedì 18 agosto alla festa di Radio Onda d’Urto

Prosegue il ricco programma presso lo Spazio Dibattiti alla Festa di Radio Onda d’Urto. Martedì 18 agosto, alle 19.30, si svolgerà il confronto dal titolo “Data Center: il volto materiale dell’Intelligenza Artificiale“.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Da Colleferro a Pisa, il campo minato dei territori di sacrificio

Pochi giorni fa abbiamo visto un’enorme esplosione coinvolgere una fabbrica di munizioni a Colleferro, la KNDS Ammo Italy, ex Simmel Difesa.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Sant’Anna di Stazzema, bloccato il sindaco Pardini che voleva raggiungere la commemorazione.

Inoltriamo il comunicato che segue, relativo alla nostra recente azione a Sant’Anna di Stazzema, affinché possa essere letto da più persone e dare avvio a una discussione. Crediamo che oggi, nella costruzione di un movimento di massa contro la guerra e contro la dittatura del mercato, l’antifascismo debba assumere forme nuove e recuperarne di antiche, e non debba più ridursi a deboli contro-manifestazioni al fianco di una sinistra ormai inefficace, né ai lunghi comunicati vittimisti e lamentosi.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Difendiamo il polmone verde di Livorno dal cemento dalla speculazione.

5 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE
CAMPEGGIO LIBERO DAL 3 AL 6 SETTEMBRE
A Livorno esiste un bosco urbano di 6 ettari in centro città. Un polmone
verde utilizzato da cittadini e residenti in queste estati caratterizzate
da caldo estremo con temperature che, complice il cambiamento climatico e
l’inquinamento, saranno sempre più la normalità.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La tigre di carta: il fallimento della macchina da guerra americana da mille miliardi di dollari

 Il popolo americano ha fatto enormi sacrifici per finanziare questa macchina da guerra obsoleta, troppo costosa e inefficace. Molti hanno pagato con la vita, con l’integrità fisica o con la salute. Tutti noi paghiamo il costo della bellicosità dei nostri leader e dello sperpero sconsiderato della nostra ricchezza nazionale, che ci lascia privi dei sistemi di supporto fondamentali che i nostri vicini negli altri paesi sviluppati danno per scontati, dall’assistenza sanitaria universale gratuita e un’istruzione pubblica di qualità a salari dignitosi e ferie retribuite.