InfoAut
Immagine di copertina per il post

Eta- Josu Basanez Jauregui

||||
||||

Decine di attacchi, nove dei quali con ordigni esplosivi, sono stati registrati in varie parti del Paese Basco il 13 giugno 1977.In una di queste azioni a Baracaldo, una bomba che era stata piazzata all’interno di un’auto di proprietà di un ispettore di polizia, colpiva un giovane militante di Eta.

Precedentemente , tre cariche esplosive avevano interrotto il traffico ferroviario nelle vicinanze di Vitoria alle undici e dieci di domenica sera, strappando mezzo metro di binario e danneggiando gravemente due pali della linea elettrica. Il punto esatto dell’attacco era il chilometro 3 della ferrovia Vitoria-Miranda de Ebro .

Poco dopo una forte esplosione a Bilbao, proveniente dal Monte Arnotegui,distrusse la cabina del ripetitore televisivo , ma non l’antenna, che rimase in piedi nonostante il fatto che due dei suoi pilastri fossero danneggiati.

Sempre nella provincia di Vizcaya, un’altra bomba rese inutile il trasformatore di distribuzione generale che la società lberduero aveva nella città di Berango , lasciando le città di Algorta e Neguri senza elettricità.

Nella provincia di Navarra, ci furono due attacchi registrati nella notte tra domenica a lunedì. Poco dopo l’una del mattino, due granate “ananas” furono lanciate nel parco mobile della polizia situato in Calle Bergamín, a Pamplona. Uno di loro esplose, danneggiando alcune auto parcheggiate nelle vicinanze, mentre il secondo è stato scoperto poco dopo sotto un veicolo .

Un’ora dopo, alla stazione di polizia di Pamplona fu ricevuta una telefonata in cui una voce femminile, rivendico l’atto per conto dell’ETA militare e verso le due del mattino fu anche bruciata nella capitale Navarra la boutique “María Elisa”, situata alla fine di Carlos III Avenue

Nel frattempo altri quattro attacchi sono avvenuti in Guipúzcoa. Intorno alle 00.30 del mattino, una bomba è esplosa sui binari ferroviari, all’uscita Renteria, in direzione di Irun, interrompendo il traffico per quattro ore.

Verso l’una del mattino, un equipaggio della polizia armata vide uno stoppino collegato a tre pacchi che bruciavano presso un monumento nel parco di Mola a Irún. Dopo aver spento lo stoppino, verificarono che era collegato a tre chilogrammi di dinamite, che furono disattivati ​​dagli artificieri della polizia .

Verso le quattro del mattino un’altra esplosione distrusse completamente il monumento ai caduti eretto nella piazza Donostia di Zuloaga.

Nel corso di quella stessa notte un ripetitore televisivo eretto nel comune di Villabona fu distrutto.

Alle due del mattino, due sconosciuti assalitori hanno attaccato la guardia civile Adelino del Castillo ferendola. Sebbene questa catena di attacchi sia attribuita all’ETA militare, la polizia francese ha arrestato tre militanti, vicino al valico di Adouet, dell’ETA politico-militare, che ha cercato di attraversare clandestinamente il confine con armi ed esplosivi. I membri dell’ETA, Hilario Urquízur San Román, Ignacio García Arregui e José María Azcue Azcue, furono portati alla stazione di polizia di Bayona.

Il 13 giugno 1977 un ordigno esplose a Baracaldo, alle1.17 . Un’auto parcheggiata è stata distrutta. Il suo proprietario era un ispettore di polizia che viveva in una delle case che si trovavano di fronte al luogo dell’attacco. Allo stesso tempo un giovane morì all’istante. Accanto a lui fu trovata una granata che per una ragione sconosciuta esplose quando la maneggiava. Si chiamava Josu Basáñez Jáuregui, nato il 22 dicembre 1955, in Portugalete, quindi, aveva 22 anni ed era studente.

La famiglia voleva celebrare il funerale e la sepoltura il 15, ma il governatore civile lo proibì perché quel giorno si tenevano le elezioni generali e non voleva che la sepoltura diventasse un atto politico. Per questo motivo, la famiglia fu costretta ad anticipare al 14. Il funerale si tenne nella Parrocchia di Santa María e il corpo fu quindi portato in spalle fino a Plaza del Cristo. L’evento fu un atto politico che vide la partecipazione di un gran numero di persone, abitanti di Portugalete e militanti della sinistra di vari partiti, perché sia ​​Josu che la sua famiglia erano molto apprezzati nella cittadina.

Guarda “ETA e Paesi Baschi: la Guerra al terrore in Spagna, da Franco a oggi“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Incendiato il Presidio di Borgone

Questa notte hanno dato fuoco al presidio di Borgone. E la prima cosa che sentiamo è la rabbia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Blocchi al porto di Livorno: la mobilitazione continua

Mentre lə lavoratorə e lə studentə in Europa e nel mondo, si ribellano contro un sistema che sfrutta e che schiaccia, e i perbenisti urlano alla violenza sulle vetrine, oggi arriva l’ennesima nave statunitense con rifornimenti militari per Sigonella.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Gli espropri di Milano, i riot di Belfast, la guerra ibrida

L’impiego inflazionato del concetto di «guerra ibrida» nel dibattito pubblico impone una chiarificazione. Nella dottrina strategica e nella sociologia dei conflitti, la guerra ibrida (hybrid warfare) non indica qualsiasi turbolenza sociale che transiti per le reti digitali, bensì una precisa architettura offensiva e deliberata in cui un attore statale o para-statale  combina operazioni informative, guerra psicologica e manipolazione computazionale per destabilizzare un sistema bersaglio mantenendosi sotto la soglia dello scontro militare aperto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: dal 17 ottobre al 24 la mobilitazione contro guerra e carovita continua

Riprendiamo due contributi da Radio Blackout per restituire alcune voci della piazza del 17 ottobre a Torino contro il carovita e la guerra e il rilancio al corteo di sabato 24 ottobre da parte del gruppo Italiainpiazza17.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Crisi agroalimentare: i risicoltori lottano contro la speculazione energetica e gli aumenti dei costi di produzione

Abbiamo raccontato in più di un’occasione le vicende di Andrea (qui e qui) che da ormai quattro anni  difende i suoi terreni dal progetto di una stazione elettrica di connessione al servizio di una serie di parchi di agro-fotovoltaico previsti nel territorio di Carisio (Vercelli).

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Agricoltori e autotrasportatori campani: i blocchi e presidi continuano

Come viene riportato da questo articolo su Altra Agricoltura, l’obiettivo della giornata di oggi per gli agricoltori campani era quello di portare la richiesta di dichiarazione dello stato di crisi all’attenzione della Regione:

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

«No Data Center»: maxi scritta di Extinction Rebellion sull’edificio in cui dovrebbe sorgere il più grande data center d’Italia

Extinction Rebellion ha realizzato delle enormi scritte “No Data Center” sullo stabilimento dismesso dell’ex Ilte e appeso uno striscione con la frase “Fermare l’ecocidio”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Cerignola si ferma contro il carovita

Continuiamo a raccontare le proteste in corso nel sud Italia, questa volta a partire dall’esperienza di chi si è mobilitato in Puglia, in particolare a Cerignola. Agricoltori, auto trasportatori, lavoratori e studenti si sono uniti nelle piazze e, ci spiega Vincenzo Pinnelli, uno dei portavoce del movimento, continueranno a farlo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Viminale identifica i camnionisti per rimuovere i presidi. “Non ci fermiamo”, i blocchi a sud continuano

Contro il caro-carburanti Scaffali vuoti in Calabria, Basilicata, Campania (bloccata la A1) e in alcuni casi anche in Puglia e Sicilia; in queste 2 ultime Regioni solo alcune sigle sindacali hanno ritirato i blocchi mentre il governo, per bocca del ministro Urso, ha iniziato a identificare i camionisti “per rimuovere tutti i presidi nelle prossime ore”. I primi numeri del Viminale parlano di 1.339 identificati, 71 denunciati, 242 sanzionati sul piano amministrativo, oltre a disporre scorte di polizia per i tir non in blocco.