InfoAut
Immagine di copertina per il post

Leonard Peltier

||||
||||

Chi è Leonard Peltier? E’ un nativo americano, un pellerossa, che fece parte dell’American Indian Movement (AIM), il movimento che negli anni ’70 i nativi avevano organizzato negli Usa per resistere ancora una volta ai soprusi del colonialismo americano.

Fu l’unica persona condannata per gli incidenti alla riserva indiana di Pine Ridge all’inizio degli anni settanta.

Nel 1976 Leonard Peltier venne condannato per l’omicidio degli agenti speciali dell’FBI, Ronald A. Williams e Jack R. Coler, di 27 e 28 anni, che morirono nel 1975 durante la rivolta dei pellerossa a Wounded-Knee nella Riserva indiana di Pine Ridge nel Sud Dakota.

Nel 2021 a chiedere la grazia per Peltier è stato James H. Reynolds, lo stesso procuratore capo nel caso Peltier ed ex procuratore degli Stati Uniti, il quale ha scritto a Biden dicendo: «Con il tempo e col senno di poi, mi sono reso conto che il procedimento giudiziario e la lunga incarcerazione del signor Peltier erano e sono ingiusti». Un’ammissione di colpa che porta a dire chiaramente che nel 1976 Peltier fu condannato a due ergastoli, dopo un processo segnato da razzismo anti-indigeno, discriminazione e pregiudizio.

La pena è stata commutata in arresti domiciliari dal presidente Joe Biden il 20 gennaio 2025.

Leggi una sua lettera qui

Saluti miei cari,

Eccoci di nuovo qui. Questa volta siamo nel 2016. E’ da più di 41 anni che io non cammino libero e posso vedere il sole sorgere e tramontare e sentire la terra sotto i miei piedi. Io so che ci sono stati più cambiamenti di quelli che mi posso immaginare, là fuori.

Ma so anche che c’è una lotta che fa si che questo Paese si stia muovendo verso una forma più sostenibile di vita. Questo è qualcosa che noi volevamo accadesse già negli anni ’70.

Io osservo gli eventi di Standing Rock con orgoglio e dolore. Orgoglio che le nostre genti e i loro alleati si stanno alzando e mettendo le loro vite in gioco per le generazioni future, non perché lo vogliano, ma perché devono farlo. Hanno ragione a sollevarsi in modo pacifico. E’ il più grande raduno del nostro popolo nella storia e ci ha unito più di qualsiasi altra cosa come mai era avvenuto. Noi abbiamo bisogno del supporto reciproco nel fare questo cammino in questi tempi.

L’acqua E’ vita e non possiamo abbandonare questa questione perché la trattino i nostri nipoti e pronipoti quando le cose andranno avanti e la situazione della nostra natura sarà peggiore di come stia adesso.

E la nostra MADRE TERRA sta già soffrendo.

E sento dolore per coloro che proteggono l’acqua a Standing Rock perché in questi ultimi giorni hanno ricevuto la più dura risposta dalle agenzie che impongono le leggi e le nostre genti stanno soffrendo.

Finalmente stanno ricevendo l’attenzione dei midia nazionali.

La mia casa è IN NORTH DAKOTA. la gente di STANDING ROCK è la mia gente. toro seduto giace nella sua tomba lì. la mia casa a TURTLE MOUNTAIN è appena a poche ore a nord di STANDING ROCK, gusto a sud di MANITOBA, CANADA.

Io non vedo casa mia da quando ero ragazzo, ma ho sempre la speranza di tornare là per il tempo che mi può rimanere da vivere. E’ la terra di mio padre e mi piacerebbe poter vivere ancora lì. E lì morire.

Ho diversi sentimenti quest’anno. L’ultima volta che mi sentii così era 16 anni fa, quando ebbi davvero una chance di essere libero. Non è un sentimento facile da definire. Qualcosa di agitato. E’ una cosa difficile permettere alla speranza di insinuarsi nel mio cuore e nel mio spirito, qui in questo freddo edificio di cemento e acciaio.

Da una parte avere speranza è un sentimento piacevole, meraviglioso, ma dall’altra parte può essere crudele e amaro.

Ma oggi scelgo la speranza.

Io prego perché voi stiate bene di salute e con buoni sentimenti e vi ringrazio dal fondo del mio cuore per tutto quello che avete fatto e continuate a fare per me per la Madre Terra.

Per favore mantenetemi nelle vostre preghiere e pensieri in questi ultimi giorni del 2016 che scivolano via.

Vi mando il mio amore e il mio rispetto per tutti coloro che si sono riuniti nel nome della Madre Terra e delle nostre future generazioni. Io sono lì con voi nello spirito.

Doksha.

In the Spirit of Crazy Horse, (nello Spirito di Cavallo Pazzo)

Facciamo girare queste informazioni e il grido della LIBERTA‘ per Leonard Peltier, in un paese che non conosce vergogna per quello che ha fatto. Ricordiamo per tutte e tutti, poiché né i media, né la scuola, in pratica nessuno parla del più grande sterminio fatto nella storia dell’umanità: si tratta della strage compiuta dai colonizzatori europei nei confronti delle popolazioni amerinde. Una strage che supera i 50 milioni di persone appartenenti alle popolazioni amerinde (che vivevano da millenni nelle Americhe). Sono state massacrate dagli eserciti di questi paesi: Spagna, Portogallo, Inghilterra, Olanda, Francia. La più grande strage dell’umanità!

Nel febbraio 2025, dopo 49 anni di detenzione, l’attivista per i diritti dei nativi americani Leonardo Peltier è uscito di prigione. Lo scorso gennaio, Peltier ha ricevuto una commutazione della pena in uno degli ultimi atti dell’ex presidente Joe Biden, che tuttavia non ha concesso all’attivista la piena grazia, portandolo a trascorrere il resto dei suoi giorni ai domiciliari e non da persona libera. Oggi ottant’enne, l’attivista è in carcere dal 26 giugno 1975, con l’accusa di avere ucciso due agenti dell’FBI dopo uno scontro a fuoco presso la riserva di Pine Ridge. Il processo a suo carico fu costellato di irregolarità, prove false e minacce ai testimoni. Attivisti, politici, intellettuali e pensatori di tutto il mondo hanno chiesto, nel corso dei decenni, la grazia, rimanendo però inascoltati.
La scelta di commutare la pena dell’attivista nativo americano è stata concessa dall’amministrazione Biden il 20 gennaio, durante il suo ultimo giorno da presidente in carica. Le ragioni con cui l’ex presidente ha deciso di concedere i domiciliari all’attivista sono varie e spaziano dall’età avanzata di Peltier, al continuo deterioramento della sua salute, per arrivare anche alle forti pressioni per il suo rilascio da parte delle nazioni tribali, di premi Nobel per la pace. Peltier era detenuto presso il Federal Correctional Complex Coleman in Florida ed è rientrato a casa nella riserva indigena di Turtle Mountain, in North Dakota.

Guarda “Exclusive: Native American Activist Leonard Peltier’s Prison Plea for Long-Denied Clemency“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Prolungata la detenzione per gli attivisti del Global sumud land convoy

Il tribunale libico della Cirenaica ha comunicato oggi che gli attivisti arrestati nei giorni scorsi rimarranno in carcere fino a data da destinarsi.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Calabria: 4 braccianti afghani bruciati vivi per aver “osato” pretendere di essere pagati. Dai caporali alla gdo un’unica filiera di sfruttamento

Sono stati bruciati vivi per “punizione” i 4 braccianti, afghani, uccisi lunedì 1 giugno 2026 ad Amendolara, in Calabria, sfruttati nella raccolta delle fragole, nella vicina Basilicata.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Libano: la forza della resistenza.

E’ passata una settimana in cui la mediatizzazione dell’escalation in Libano ha assunto contorni sfumati e volutamente incerti: che l’Unione Europea nella figura dell’Alta Rappresentante Kaja Kallas pallidamente parli di un “possibile allargamento della guerra e di cessate il fuoco nominale”, è solo l’ultima delle questioni.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

I conflitti del lavoro Ai. Una grossa vittoria sindacale dei lavoratori dei chip in Asia Orientale

Riprendiamo da Acta questa importante traduzione di un articolo di Joyce Lee e Brenda Goh sulle lotte sindacali sudcoreane dentro le aziende big tech.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Pontedera: migliaia di persone in corteo contro la costruzione di una nuova base militare

Ripubblichiamo la corrispondenza dal corteo no base tenutosi a Pontedera in provincia di Pisa il 2 giugno 2026 tratta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra che trasforma

Condividiamo il testo di presentazione del laboratorio politico a cura di Glomeda.org che si terrà sabato 6 giugno presso lo Spazio Autogestito Grizzly, Fano

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Dalla discarica al clic

Il 1 maggio 2026 i principali sindacati italiani si sono dati appuntamento a Marghera.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

L’amor mio non muore

È difficile trovare parole quando nemmeno l’animo riesce a raccontare un sentimento come questo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una storia di acciaerie, diossine, lavoro schiavo e campi di grano

Campi di granoturco coperti di polvere gialla; gialla la terra del cortile, la caligine che sporcava l’azzurro del cielo; gialla la patina che, nonostante le spolverature, tornava invariabilmente a ricoprire i mobili di casa, i libri accumulati sul tavolo; giallo il respiro che ti restava in gola e ritrovavi nel fazzoletto…..giallo di un giallo rossastro e bruciato il fumo che, giorno e notte si alzava dal tetto e tracimava dalle pareti della acciaieria Cravetto, al confine tra Bruzolo e San Didero, per allargarsi lungo la Valle, la mattina portata in alto dalla brezza di valle e, la sera, schiacciata in basso dalla brezza di monte, senza uscirne mai. Si lavorava ventiquattr’ore su ventiquattro. Di notte il cielo intorno all’edificio riverberava dell’inquietante bagliore della colata continua.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Ciao Chimi. Chi lotta non è mai solo, chi sogna non muore mai.

Martedì mattina ci ha lasciato Andrea: un giovane compagno, un amico, un’anima generosa.