InfoAut
Immagine di copertina per il post

La battaglia di Jenin

||||
||||

La battaglia di Jenin avviene durante la seconda intifada e dura dai primi di aprile fin verso il 15 di aprile. Fu una resistenza eroica, forte e determinata.

Il comando era congiunto tra tutte le forze palestinesi e affidato a un uomo noto come “Abu Jandal”, che aveva combattuto in Libano e nell’esercito iracheno. Ha messo in piedi una stanza di guerra e diviso il campo profughi in quindici sottosettori, con la distribuzione di una ventina di uomini per ciascun settore.

Le forze israeliane sono entrate a Jenin il 2 aprile Il primo giorno, il comandante della compagnia di riserva sionista Moshe Gerstner è stato ucciso. Ciò ha causato un primo ritardo. Il 3 aprile i combattimenti nel campo erano solo all’inizio. Fonti israeliane affermano che l’incursione nel campo si basava principalmente sulla fanteria per ridurre al minimo le vittime civili, ma le interviste con testimoni oculari indicano che carri armati ed elicotteri sono stati utilizzati anche nei primi due giorni.

Per raggiungere il campo, un Caterpillar D-9 bulldozer corazzato ha guidato per un 1km nella strada principale per eliminare le trappole esplosive. Sono state registrate 124 esplosioni in quel tratto, opportunamente minato.

Il terzo giorno, i palestinesi, sfidando le aspettative israeliane, sono riusciti a colpire a morte ben sette soldati israeliani. Come gli israeliani avanzavano li colpivano nelle strette vie del campo palestinese, pesantemente difeso. AH-1 Cobra elicotteri sono stati usati per colpire le posizioni palestinesi sui tetti usando missili filoguidati.

Il 6 aprile, Mahmoud Tawalbe e altri due militanti sono andati in una casa. Tawalbe era morto quando aveva fatto saltare in aria la sua casa trappola esplosiva sui soldati israeliani al suo interno. In quello stesso giorno, gli elicotteri d’attacco hanno aumentato i loro attacchi missilistici.

Il capo di stato maggiore Shaul Mofaz ha esortato gli ufficiali ad accelerare l’avanzata. Mofaz ha detto ai giornalisti che i combattimenti si sarebbero conclusi entro la fine della settimana, (6 aprile). In alcuni dei settori, le forze sioniste avanzavano a una velocità di cinquanta metri al giorno. L’Intelligence israeliana presume che la stragrande maggioranza dei residenti del campo erano ancora in esso e si rifiutavano di andarsene. Il tenente colonnello Ofek Buchris, comandante del 51° Battaglione, diceva “Ci hanno umiliato qui per quattro giorni”.

Buchris ha continuato a impiegare il fuoco anticarro e un ampio uso di bulldozer: in primo luogo, un bulldozer ariete sfondava il muro di una casa con l’apertura di un foro, e poi un achzarit trasporto truppe sarebbe arrivato a sbarcare le truppe nella casa, dove avrebbero eliminato eventuali militanti trovati all’interno. L’8 aprile sono arrivati rinforzi dalla Brigata Golani comandati dal colonnello Tamir, arrivato da Nablus. Dopo aver strisciato con Buchris in prima linea, ha avvertito che lo stile di combattimento doveva essere cambiato completamente, chiamare più truppe . Un totale di 30 palestinesi e 2 soldati israeliani sono stati uccisi a Jenin in quello stesso giorno. Di sera il comandante generale di brigata Eyal Shlein ha detto ai suoi uomini che la missione doveva essere terminata entro le 18:00 del 9 aprile Buchris stesso fu poi gravemente ferito.

Alle 06:00, il 9 aprile, a un battaglione è stato ordinato di formare una nuova linea, ad ovest della precedente. Il suo comandante, il maggiore Oded Golomb, ha stabilito di prendere una posizione in una nuova casa. Ha deviato dal percorso originale, forse per considerazioni tattiche. La forza sioniste subiscono un agguato da parte palestinese, trovandosi in un cortile interno, circondato da alte case (poi soprannominato “vasca da bagno”) e sotto il fuoco da tutte le direzioni attaccati con armi leggere e cariche esplosive. Lo scambio di fuoco andò avanti per diverse ore.

Un aereo da ricognizione documentava gran parte dello scontro e il filmato è stato trasmesso in diretta ed osservato nel Comando Centrale israeliano da ufficiali di alto rango. Tredici soldati israeliani sono stati uccisi, e i palestinesi sono riusciti a strappare tre dei corpi e trascinarli in una casa vicina. Una forza di salvataggio di commandos navali è stato rapidamente assemblato. Infine, il commando è entrato nella casa in cui erano tenuti i corpi, ha ucciso i militanti palestinesi in combattimenti ravvicinati, ed estratto i corpi. Nel pomeriggio, tutte le vittime israeliane sono state evacuate dalla zona. E ‘diventato il giorno più letale per gli israeliani a partire dalla fine del 1982 Guerra del Libano .

Dopo l’agguato, tutte le forze israeliane hanno cominciato ad avanzare , utilizzando bulldozer blindati e Achzarit APC con un aumento degli attacchi missilistici dagli elicotteri. Le decine di ruspe e APC spinto in profondità nel cuore del campo spianando una superficie edificata di 200 iarde quadrate. La Resistenza palestinese soddisfatta dai risultati iniziò il ritirò nel quartiere Hawashin tra l’11 e il 12 aprile.

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite ci furono 53 morti tra i palestinesi (molti civili) 200 feriti, e ben 23 soldati israeliani uccisi e 75 feriti.

La battaglia divenne famosa tra i palestinesi come Jenin-grad.

Guarda “Jenin Jenin ( 2002 )“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Negli ultimi anni, l’Armenia e più in generale i Paesi del Caucaso stanno emergendo come nuovi attori cruciali nel processo di ristrutturazione del capitalismo digitale nato dal boom della Silicon Valley. Mentre Stati Uniti, Israele e Unione Europea costruiscono i presupposti per future capitalizzazioni e posizionamenti strategici nell’area, Russia e Iran  – per ora – prendono nota.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

OPERAZIONE SOVRANO: ricominciano le udienze

Lunedì 6 luglio ripartirà il dibattimento nel processo d’appello a carico dell* imputat* del Movimento No Tav, del centro sociale Askatasuna e dello Spazio Popolare Neruda.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Lotte operaie: dopo otto giorni di sciopero finisce il blocco alla In’s di Tortona. Sospeso il responsabile del magazino. Tavolo in Prefettura

Si è concluso il presidio davanti al polo logistico In’S Mercato di Torre Garofoli, a Tortona (Alessandria), dove i lavoratori aderenti al SI Cobas Alessandria – Tortona, insieme ad altri arrivati da Genova Milano e Torino, avevano bloccato l’uscita delle merci, provocando pesanti ripercussioni sull’approvvigionamento di numerosi supermercati della catena.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La cronaca della protesta all’arrivo del volo da Tel Aviv a Elmas, dentro e fuori il terminal

Domenica mattina all’aeroporto di Cagliari Elmas è atterrato un volo diretto da Tel Aviv. Il collegamento è una delle novità della stagione estiva dello scalo sardo: una rotta che connette Sardegna e Israele (operata da El Al in partnership con Sun d’Or) e che in tempo di genocidio non passa inosservata. All’esterno del terminal, una manifestazione di protesta a supporto del popolo palestinese – organizzata da Unica per la Palestina, Giovani Palestinesi Sardegna, Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, Associazione Sardegna Palestina e la delegazione sarda della Global Sumud Flotilla – accoglie chiunque esca dall’aeroporto. Il reportage dal terminal di Elmas.

Immagine di copertina per il post
Culture

On the road nel Nord Est

“Ma come fate a non sapere un cazzo del posto dove state?” dice Giulio a Doriano e Carlobianchi mentre stanno visitando la Tomba Brion, al che quest’ultimo gli risponde: “Non sappiamo un cazzo ma sappiamo tutto”.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Sciopero In’s polo logistico di Tortona: la polizia tenta di sgomberare il presidio ma lo sciopero continua

Ancora un tentativo di sgombero del presidio dei lavoratori In’s nel polo logistico di Tortona (AL) al sesto giorno di sciopero: ma il presidio operaio va avanti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino: sciopero a Meat-To

Negli scorsi giorni si sono tenuti dei picchetti in solidarietà a due lavoratori del ristorante Meat-To a Torino.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, basta con il fumo negli occhi.

Ci viene inviato e ripubblichiamo volentieri questo articolo del Gruppo d’Intervento Giuridico che fa il punto sui progetti previsti sul territorio sardo, in particolare a Cala Finanza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Accordo Libano-Israele, tregua o normalizzazione dell’occupazione?

Il 26 giugno a Washington, con la mediazione dell’amministrazione Trump, Israele e Libano hanno firmato un accordo quadro in 14 punti.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Porti di Resistenza: Bloccare la Macchina da Guerra e l’Economia del Genocidio

La storia ricorderà coloro che hanno bloccato le navi, non coloro che le hanno caricate. Da Genova a Newark-Elizabeth, dalla Calabria al Pireo e oltre, il messaggio risuona forte e chiaro: basta armi, basta carichi di armi.