Roma: Tre giorni di cortei e picchetti spontanei: “Fondi per le scuole subito”

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In questi giorni molte scuole  sono inagibili per le condizioni disastrose in cui si trovano gli edifici scolastici della città di Roma. Al rientro dalle vacanze di Natale migliaia di studenti si sono ritrovati con edifici  gelidi, pericolanti e situazioni insostenibili.

Roma: Tre giorni di cortei e picchetti spontanei: “Fondi per le scuole subito”

Gli studenti e le studentesse di diverse scuole hanno dato vita a cortei spontanei e a picchettaggi di protesta chiedendo le risorse necessarie  che garantiscano i riscaldamenti, soprattutto durante le settimane più gelide, la sicurezza degli edifici pericolanti o con problemi strutturali importanti.  Questioni basilari che dovrebbero essere assicurate in ogni paese civile.

Le responsabilità del sindaco Raggi riguardano principalmente il ritardo delle ordinanze “scuole calde”. I provvedimenti non sono stati recepiti in tempo per poter garantire ambienti riscaldati all’apertura delle scuole del 9 gennaio. Ma in generale le amministrazioni locali e il Governo della Buona Scuola hanno la responsabilità di un sistema scolastico che sia dal punto di vista formativo che di quello strutturale fa acqua da tutte le parti.   Lo scorso autunno diverse scuole sono state sgomberate dalle forze dell’ordine perchè gli studenti protestavano contro la Buona Scuola. Oggi, quelle occupazioni sembrano essere state più che mai legittime e lungimiranti di fronte  ad una classe dirigente che ha dimostrato ancora una volta di utilizzare le risorse pubbliche in maniera sbagliata. I milioni d’euro destinati alle grandi opere inutili, alle aziende per gli sgravi fiscali per permettergli di utilizzare manodopera giovanile a basso costo potrebbero essere, invece, utilizzate per sanare gli edifici scolastici e garantire un’istruzione di qualità. Un inizio d’anno gelido, insomma, da tutti i punti di vista. Intanto, gli studenti continuano la loro protesta, anche questa mattina molte scuole sono rimaste chiuse perchè gli studenti si sono rifiutati di entrare dando vita a cortei diffusi in città.

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