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All’ Istituto Scappi di Casalecchio (BO) 14 sospensioni per il boicottaggio delle Invalsi!

Anno dopo anno, dopo aver lanciato un forte messaggio di opposizione alle prove Invalsi, abbiamo riscontrato un alto numero di boicottaggi in tutta Italia.
Esprimere il nostro dissenso nei confronti di questi beceri test, che sono strettamente ricollegabili al fallimentare modello di “Buona Scuola” di Renzi e alla conseguente mercificazione del sapere, è legittimo ed è un nostro diritto.
Nessun professore o dirigente scolastico può minacciare i suoi studenti con sanzioni disciplinari semplicemente perché esprimono il loro parere politico contrario a delle prove che non fanno altro che categorizzare gli studenti e gli istituti di cui fanno parte.

Nonostante questo, in seguito al boicottaggio delle prove Invalsi somministrate il 12 Maggio, alcuni ragazzi dell’Istituto Alberghiero Scappi di Casalecchio si sono ritrovati ad affrontare sanzioni disciplinari imposte dalla dirigente scolastica, la quale ha arbitrariamente deciso di sospenderli con obbligo di frequenza per sei giorni senza neppure riunire un consiglio di classe.
L’unica colpa dei ragazzi è di essersi opposti a delle prove che non sono obbligati a svolgere e annullano completamente il loro pensiero critico e razionale, limitando la possibilità di esprimersi di fronte a delle sterili domande a risposta multipla.

Per far ritirare queste sanzioni disciplinari gli studenti e studentesse hanno intenzione di appellarsi al Garante degli studenti e nel caso di una risposta negativa, rivolgersi poi all’Ufficio Scolastico Regionale per fare ricorso.

Questa potrebbe considerarsi, per vie legali, come la soluzione più veloce, se solo le persone che dovrebbero rivalutare le sanzioni non fossero le stesse che hanno deciso di imporre lo svolgimento delle prove Invalsi (cioé una parte del Consiglio d’Istituto).
Malgrado queste sanzioni disciplinari, non lasceremo che questi presidi Sceriffo ci impongano di mercificare il nostro sapere e il nostro pensiero critico.
Continueremo a lottare contro al modello della buona scuola, per favorire la scuola del sapere.

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