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Virano: “I cantieri Tav e l’Europa non ci impiccano il 30 giugno”

Certo è vero che a parte la sua figura, rappresenta il governo e il ceto politico che sostiene il tav ( e tutta la lobby che gli gravita attorno) e quindi non dovrebbe essere l’unico a vergognarsi ma dovrebbero esserlo in molti, ma tant’è.

Per non fare l’ennesima figuraccia promette che in settimana renderà pubblico lo studio costi-benefici dell’opera in modo da contrastare i dati, gli unici che circolano, che il movimento da tempo fa circolare. Non abbiamo dubbi che il suo studio dirà che l’opera conviene e salverà l’Italia dal tracollo ma dobbiamo sapere tutti che così non è.

Il furto di territorio e di denaro pubblico che la Torino Lione rappresenta non ha eguali, forse nemmeno il ponte di Messina raggiungeva tali propositi.

E’ facile per chi vuole far circolare e distribuire miliardi di euro a partiti e lobby dimostrare come il flusso delle merci aumenterà con la nuova linea, che tutto il mondo passerà da Lione e che la Val Susa ha la sua occasione della vita, e via discorrendo.

Anche quando ci diranno che ci sarà una commisione apposita che vigilerà sulle infiltrazioni mafiose ci toccherà, come facciamo da tempo, spiegare che non è il problema della mafia che s’infiltra negli appalti il vero problema, ma bensì un sistema mafioso che fa si che le opere pubbliche siano un vero e proprio finanziamento pubblico (lecito) a partiti e lobby.

Insomma non c’è nulla di nuovo sotto il sole di Virano e Governo, ma permetteteci di dire che oltre tutto non sono nemmeno seri. Ci incalzano (noi e l’opinione pubblica) con scadenze e date x e poi non ne rispettano nessuna; parlano del movimento come un fenomeno da trattare solo con la polizia (o con l’esercito come voleva il Pd), e plaudono alle inchieste che il loro amico Caselli imbastisce sul nulla.

Insomma, il gioco è truccato, come avviene frequentemente nel nostro paese e meno male che c’è chi non ci bada e resiste, come noi, che abbiamo capito di essere l’unica garanzia per il nostro futuro (e quello di tutti/e), e quanti hanno deciso di dire la propria partecipando ai referendum.

Staremo a vedere, intanto nella Libera Repubblica della Maddalena, la paura non è di casa.

da: notav.info

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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