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1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

da Notav.info

I primi ad agitarsi, ovviamente, sono state Questura e Prefettura, che hanno emanato la solita ordinanza prefettizia inf retta e furia, che avrebbe voluto limitare la libertà di circolazione nei territori valsusini, imponendo un “divieto di accesso appiedato organizzato” nelle zone limitrofe ai cantieri, anche in giorni in cui non sono previste iniziative (!). A seguirli, probabilmente costretti dal clima di terrore che la polizia è solita instillare attorno a qualsiasi forma di dissenso, anche i Sindaci di alcuni Comuni (si dice il peccato, non il peccatore) che ingenuamente hanno pubblicato delle ordinanze, probabilmente scritte dalla Questura stessa, per divieto di vendita di bevande in “contenitori di vetro, lattine o altri contenitori atti a offendere”.

Ovviamente forme di intimidazione non hanno minimamente interferito con la volontà dei No Tav di attraversare liberamente il proprio territorio e le iniziative del campeggio si sono regolarmente svolte come da programma.

Dopo l’accoglienza al presidio di Venaus, che è stato finalmente ripopolato da tende e giovani, ci si è spostati in località Baraccone di San Didero dove sorge il Presidio No Tav “Leonard Peltier” per iniziare con la partecipatissima presentazione del nuovo sito (presto online!) di notav.infoa cura di questa redazione, con a seguire l’apericena condiviso in stile No Tav.

I timori della controparte, conscia dell’ inutilità delle sue inosservate ordinanze, si sono palesati con la presenza di polizia in assetto anti sommossa, con blidati e idranti, praticamente ovunque fuori e attorno al cantier-fortino di quello che dovrebbe essere un autoporto. L’esibizione muscolare e spropositata di forza, solitamente si accompagna con la debolezza di un progetto non voluto dalla popolazione: solo con la militarizzazione è stato possibile realizzare quest’opera e solo la militarizzazione può far sì che continui ad esistere. Ci chiediamo se avranno intenzione, quando e se verrà inaugurato, di vincere il premio di “Autogrill più militarizzato del mondo”, circondato da filo spinato e presidiato h24 da esercito e polizia (sicuramente sarà il preferito dagli automobilisti).

Ma chi invece ha dalla sua parte la forza della ragione, non si fa certo fermare e spaventare da questo tipo di muscolarità bruta: nonostante i blocchi delle forze dell’ordine, i/le No Tav si sono spostati dal presidio e hanno fatto il giro intorno al cantiere con battiture, cori e canti per far sentire alle truppe d’occupazione che non sono le benvenute, che la Valsusa è nostra e la vogliamo difendere dalla devastazione. Anche i folletti della Clarea hanno voluto dare il loro appoggio, illuminando il cantiere con fuochi d’artificio e con parecchi metri di concertina divelta dalle reti.

Ritornati a Venaus, ci si prepara quindi alla seconda giornata di campeggio!

Oggi, ricordiamo, dalle ore 15 ci sarà la presentazione e dibattito de “La lunga frattura“, a cura della redazione di InfoAut al presidio di Venaus e dalle ore 19 aperitivo, musica e lotta al Presidio di Traduerivi, Susa.
Vi aspettiamo per una nuova giornata di lotta contro la guerra e le grandi opere!

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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