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“Vietato contestare il Salone dell’auto”: la Questura vieta la biciclettata cittadina nel centro di Torino

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato di Extinction Rebellion Torino, Fridays for Future, Fiab Torino Bike Pride, Toroller Collective, Clacsoon.

Questo weekend la mostra a cielo aperto, per i movimenti climatici un’assurdità dopo il caldo di quest’estate

Da venerdì 11 a domenica 13 settembre il centro di Torino sarà reso “un grande palcoscenico dedicato all’automobile”, come riportato sul sito stesso del Salone dell’auto, che torna in città con il supporto del Comune e della Regione Piemonte. I movimenti per il clima hanno da subito contestato la scelta di celebrare l’automobile in questo modo nella nostra città, soprattutto dopo un’estate caldissima che forse non è ancora finita.

Per questo sabato Fridays For Future, insieme ad altri movimenti e associazioni cittadine che promuovono la mobilità sostenibile, ha lanciato un corteo in bicicletta – una pedalata con partenza alle 15.30 dai Giardini Reali – con l’intenzione di attraversare piazza Castello e piazza San Carlo, per chiedere trasporti pubblici efficienti, piste ciclabili e strade sicure. Tutto vietato durante le interlocuzioni con la Questura, che ha confinato il corteo lontano dalle piazze dove si svolge il Salone.

“Abbiamo inviato un primo preavviso che prevedeva di attraversare piazza Castello e piazza San Carlo” affermano gli attivisti. “Ci siamo poi trovati costretti a inviarne uno senza questi passaggi, altrimenti la manifestazione sarebbe stata prescritta”.

Per i movimenti, l’evento celebra un modello di mobilità che ha segnato profondamente la storia della città: a Torino si contano circa 900 morti l’anno legati alla scarsa qualità dell’aria e altre 30 vittime, oltre a migliaia di feriti, per incidenti stradali. Un modello – sottolineano gli attivisti – che si è rivelato anche economicamente fallimentare per il territorio, con la famiglia Agnelli-Elkann che negli anni ha progressivamente delocalizzato la produzione, lasciando a Torino smog e disoccupazione.

La manifestazione intendeva denunciare la distanza del grande evento dalle reali esigenze dei cittadini: Torino viene ancora indicata come la capitale dell’automotive, nonostante la produzione a Mirafiori sia ai minimi storici. Proprio questa settimana Stellantis ha previsto tre giorni di stop per mancanza di componenti.

Gli organizzatori ricordano inoltre come, nonostante una richiesta esplicita di Fridays For Future di non organizzare più il Salone, l’edizione di quest’anno preveda anche una sfilata di supercar nel cuore della città, a fronte dei 12 feriti registrati nell’edizione 2024 e dei 4 morti avvenuti negli ultimi giorni in Italia in eventi automobilistici analoghi. 

“Quest’anno il Salone è stato anticipato. Sembra lo abbiano fatto apposta per fare assaporare ai turisti il nostro caldo torrido: quest’estate ci ha mostrato gli effetti devastanti del riscaldamento globale. Celebriamo l’automobile e un modello di sviluppo che ci sta portando verso la catastrofe climatica come se niente fosse” afferma Simona di Fridays.

Crisi industriale, crisi climatica e un salone che sembra scollato dalla realtà. Tutto questo in un contesto di repressione, aggravato – secondo gli organizzatori – dal rischio di sanzioni comprese tra 1.000 e 10.000 euro per chi non rispetta il percorso imposto: un potere enorme in mano alle Questure, che possono decidere dove e come si manifesta adducendo vaghe motivazioni di “ordine pubblico”.

“Queste limitazioni sono la conseguenza diretta del Decreto sicurezza adottato lo scorso febbraio” sostiene Carlo, attivista per il clima. “Al Sindaco chiediamo: quale idea di città vuole portare avanti? Davvero questa è la gestione dell’ordine pubblico che si immagina?”

Realtà promotrici della contestazione:

  • Fridays For Future Torino
  • Extinction Rebellion Torino
  • Fiab Torino Bike Pride
  • Toroller Collective
  • Clacsoon

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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