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Migliaia di No Tav in corteo: da 30 anni dalla parte della ragione!

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15.000 No Tav in corteo con un messaggio chiaro: né qui né altrove, né ora né mai!

Un lungo serpentone No Tav si è snodato per le strade della bassa Valle di Susa – da Rosta ad Avigliana – per ribadire la forza delle ragioni che da ormai 30 anni oppongono questa valle e la sua popolazione al progetto dell’alta velocità. Una manifestazione partecipata e composita, in cui spiccava la presenza dei tanti comitati locali che negli anni si sono moltiplicati tra i comuni valsusini, così come la voce delle diverse lotte territoriali che da un capo all’altro dell’Italia si oppongono a un sistema di grandi opere inutili e dannose: dai No Tav del Terzo Valico, ai No Muos (che in contemporanea scendevano in piazza a Ragusa per una manifestazione regionale), ai No Tap arrivati dal Salento. Tante le bandiere palestinesi che sventolavano in mezzo a quelle col treno crociato, così come i messaggi di solidarietà con la lotta del popolo curdo e la rivoluzione della Siria del Nord.

Mentre la questione delle grandi opere torna ad affacciarsi nel calderone del dibattito politico del venturo governo giallo-verde, il movimento No Tav ha riaffermato con grande serenità e determinazione lo spirito che l’ha sempre guidato in questa lotta: non ci sono governi amici e il movimento continuerà sulla sua strada, portando avanti questa battaglia con le pratiche che gli appartengono, senza alcuna delega.

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Tanti gli interventi che si sono alternati dal palco allestito nella piazza di arrivo del corteo, ad Avigliana. Tra questi quello dei No Tav – Terzo Valico, che hanno sottolineato come la lotta contro il sistema delle grandi opere sia una sola da Nord a Sud e che il voltafaccia pentastellato su questo tratto dell’alta velocità sarà una ragione in più per proseguire l’opposizione con ancora più determinazione. Nella piazza di arrivo è stata anche ricordata la lotta contro il sistema delle frontiere (che proprio nelle ultime ore ha fatto una nuova vittima al confine italo-francese), in una Valle che da sempre nella propria battaglia riconosce quella per la libertà di movimento e la libera circolazione delle persone.

Una bella giornata di lotta, con tante voci e un messaggio chiaro: battersi contro il Tav significa difendere non solo la Valle di Susa ma il futuro di tutte e tutti, perché ogni euro buttato in opere inutili e dannose è denaro pubblico sottratto alle vere priorità del paese!

 

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