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Lettera ai notav da un’amica della Carnia

1) E’ giusto cercare di capire, di informarsi, di trasmettere quante più conoscenze possibile alla gente che ancora non sa, però molto spesso è inutile chiedersi PERCHE’, perchè vogliono costruire questo o quel mostro, quale è la giustificazione per uno scempio Risparmiamo le forze perchè in realtà è una domanda inutile: il mostro di turno non serve a niente, serve solo a qualcuno che ne trarrà denaro o potere.

2) Ricordati che per quanto poco facciate (sembra sempre di non fare abbastanza), è sempre moltissimo, perchè in un silenzio assordante, anche una piccolissima voce diventa un rumore deflagrante; una piccola campana fuori dal coro è cosa preziosissima. La gente, comincia a domandarsi come mai qualcuno la pensa diversamente e si incuriosisce, si interroga.

3) Per quanto poca eco possiamo suscitare, per quanto poco seguito possiamo ottenere, facciamo molta, molta paura al potere; anche in Val di Susa le braci hanno covato sotto per anni e poi, quando nessuno se lo aspettava, è divampato l’incendio. Il lavoro che facciamo non è MAI inutile; oggi si semina e domani chissà, con un pò di sole e un pò di pioggia…

4) Ciò che facciamo va oltre alla speranza di ottenere qualcosa, di poter salvare qualcosa; è un istinto profondo e irrevocabile, per cui non sarebbe possibile, per molti di noi, fare diversamente. Agire e l’unica possibiltà che ci viene data dalla nostra coscenza. Coscenza che ci porta giorno per giorno ad una maggior conoscenza e quindi ad una maggiore responsabilità; sì perchè una volta che sai, ti senti responsabile anche per quelli che non sanno.

5) Non possiamo aspettarci nulla dai politici i quali vivono ormai completamente avulsi dalla realtà.

6) Stiamo elaborando, quasi senza volerlo, un nuovo metodo di condivisione, discussione ed elaborazione; sta nascendo dai movimenti, un nuovo modo di fare politica. Stiamo affossando il sistema verticistico, per recuperare “spazi orizzontali” a cui avevamo rinunciato e di cui non avevamo da tempo più consapevolezza. Il risultato più importante della nostra lotta, sarà la ritrovata capacità di lottare.


Ira

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