InfoAut
Immagine di copertina per il post

La lunga estate dello scontento

Che dietro l’ascesa elettorale di una destra che scavalca la tradizionale Volkspartei cristiana non ci sia esclusivamente il risentimento anti-profughi ma qualcosa di più profondo e inquietante, non sfugge infatti ai commentatori più attenti. La conservatrice Faz avverte che il successo di AfD non si spiega solo con il rifiuto della politica della cancelliera sui profughi ma riflette anche la “crescente critica alle conseguenze della globalizzazione… i cui perdenti non sono pochi… Perfino in Germania, che pure esce vincente dalla competizione con gli altri paesi, si va affermando nonostante la piena occupazione una nuova frattura sociale”. Figuriamoci quando la nuova realtà della “stagnazione secolare” si farà sentire anche sul piano economico…

Negli anni della crisi globale Angela, non a caso soprannominata “la rossa” anche dentro il suo partito, ha saputo preservare il compromesso sociale interno strappando letteralmente ai socialdemocratici, passati al neoliberismo di “sinistra”, temi e base elettorale. E coniugandolo, sulla base di un formidabile complesso manifatturiero capace di usare il digitale senza piegarsi alla sua volatilità, con una politica monetaria accorta a scala europea e una contenuta resistenza alle spinte più avventuristiche dell’alleato transatlantico, altra faccia della proiezione a Oriente verso Russia e Cina. Un riformismo nel tempo della crisi, appunto.

Tutto ciò sta franando. Non da ora: il dato elettorale lo registra, non ne è la causa. Saltata la capacità di contenere le pressioni statunitensi per una politica monetaria espansiva della Bce, e così nei fatti l’austerity in Europa; saltata con l’intervento Usa in Ucraina e le sanzioni europee la rinnovata Ostpolitik verso Mosca; saltata, con gli interventi in Libia e Siria, la possibilità di tenersi fuori dal caos mediorientale (indotto) di cui l’arrivo dei profughi, “spontaneo” solo per i beati che ci credono, e la “minaccia jihadista” sono il risvolto più eclatante. Non solo. Nel mentre Berlino si è vista costretta su tutti i dossier più caldi a piegarsi alle pressioni di Washington, dall’altra sponda dell’Atlantico non si fanno sconti al partner teutonico: dall’affare Datagate alla multa alla DB e alla Volkswagen, al Ttip (fortunatamente messo in mora dalla Brexit). Attenzione: non è che di tutto ciò non ci sia percezione e non si discuta tra la popolazione, né dovrebbe sfuggire il perché la legittima insofferenza crescente assume anche connotazioni di chiusura, se non razziste, già viste con il Brexit.

Dunque, sempre meno spazi per l’equilibrio che ha caratterizzato il lungo cancellierato di Merkel&c. La crisi è arrivata anche nel centro dell’Europa e ne vedremo delle belle.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Proteste in Siria contro Israele

In questi giorni, a partire dalla notte tra il 31 marzo e il 1 aprile, si sono verificate in Siria proteste contro Israele immediatamente scattate a seguito della notizia del passaggio alla Knesset della legge che istituisce la pena di morte per i prigionieri palestinesi.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Tra le macerie di Gaza, le ragazze reagiscono, un pugno alla volta

Nella Gaza dilaniata dalla guerra, ragazze e giovani donne ricostruiscono un club di pugilato, usando lo sport per elaborare il dolore, sfidare le norme e trovare la forza in mezzo allo sfollamento.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele introduce la pena di morte per i palestinesi

Impiccagione, nessun appello e applicazione selettiva: la norma voluta da Ben Gvir e sostenuta da Netanyahu legalizza la disuguaglianza e istituzionalizza la punizione su base etnica.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

No Kings Italy: manifestazione nazionale a Roma “Together contro i re e le loro guerre” – cronaca della giornata

Sabato 28 marzo, a Roma, la manifestazione nazionale “Together – No Kings, contro i re e le loro guerre”. Appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica dopo il concerto di ieri, 27 marzo, alla Città dell’Altra economica, sempre nella Capitale, cui hanno partecipato migliaia di persone e decine di artiste e artisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

28 marzo a Niscemi: liberiamo i territori dalla guerra

Il 28 marzo alle ore 15 torniamo a scendere in piazza a Niscemi (CL), la città del MUOS, per dire con forza no alla guerra e all’uso delle basi militari statunitensi in Italia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La guerra come risposta alla crisi di egemonia statunitense conduce alla recessione globale

L’apprezzamento momentaneo del dollaro spinto dalla domanda aggiuntiva di petrodollari occulta una fragilità strutturale dell’economia americana.

Da Radio Blackout

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Competizione USA-Cina e impatti sul mercato dell’energia

Chi guadagna dal blocco dello Stretto di Hormuz? ENI, ad esempio. Si parla di dividendi straordinari per la società di Descalzi da quando il petrolio è stabile sui 90 dollari, con oscillazioni che vanno sino a oltre i 100.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Escalation in Medio Oriente: si allarga il conflitto tra Iran, Libano e paesi del Golfo

All’inizio della terza settimana dall’aggressione israelo-statunitense all’Iran, si osserva un’ulteriore escalation del conflitto: si alza la posta in gioco e si amplia il raggio degli obiettivi colpiti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Operazioni di polizia in Tunisia contro la Global Sumud Flotilla

A partire dal 6 marzo le autorità tunisine hanno arrestato  diversi membri, attuali ed ex, della Global Sumud Flottilla e li hanno portati all’Unità Investigativa della Garde National a El Aouina, Tunis Capital.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Chi ha paura della pace?

L’Università di Pisa fa sparire il presidio di Pace dei “Tre Pini”

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Culture

FESTIVAL ALTRI MONDI ALTRI MODI – VANCHIGLIA QUARTIERE PARTIGIANO 

Di seguito l’indizione della Quarta Edizione del Festival Altri Mondi / Altri Modi “Vanchiglia Quartiere Partigiano”

Immagine di copertina per il post
Confluenza

9-10 maggio marcia popolare a difesa dei crinali dell’Appennino mugellano

Nelle scorse settimane si è tenuta una passeggiata sui crinali mugellani per esplorare i territori coinvolti nel nuovo progetto eolico industriale che dovrebbe sorgere nel Comune di Londa, in provincia di Firenze.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Non a caso Thelma Tank – Alice libera subito

È arrivata la sentenza definitiva per Alice: 12 mesi di arresti domiciliari senza possibilità di messa in prova per i fatti dell’8 dicembre 2017.