InfoAut

Il giorno in cui le ronde diventarono romantiche

Il corsivo di prima pagina, nuovo gingillo editoriale, sembra ormai imporsi nei quotidiani nostrani: luoghi comuni, simpatici aneddoti, si incapsulano banalità e si infiocchettano in un grazioso quadratino all’insegna della leggerezza. Il capostipite è ovviamente “il Buongiorno” di Massimo Gramellini che, spostatosi al Corsera, ci propina ormai ogni giorno “Il Caffè” (il Buongiorno resta al degno erede Mattia Feltri) e infine c’è “L’amaca” di Michele Serra promossa in prima, e che campeggia oggi sopra la testata del giornale fondato da Scalfari. Grattando sotto il cerone di uno stile da 5a elementare, in queste mediocri composizioni ritroviamo spesso la medietà del pensiero giornalistico nostrano su cui vale quindi la pena ogni tanto attardarsi.

Oggi è proprio Serra che ci regala una perla tutta da ammirare. Al centro dell’odierno temino di Michele c’è un argomento scottante e cruciale, quello delle ronde. Un argomento da dondolare docilmente, perfetto per liberarsi di quell’immagine di “buonista” gli è stata ingiustamente appioppata. Si inizia col mea culpa nell’essere stati ingiusti verso uno strumento si nobile. C’era un’epoca, a quanto pare, in cui la sinistra “spaventata da ceffi e sceriffi” è addirittura arrivata a considerare le ronde come una palestra politica per l’estrema destra! Oggi che invece a punire  poveri e vagabondi ci pensa direttamente il decreto di un democratico ministero dell’Interno, il pericolo svanisce.  Ma sì, ma sì perché Serra ha realizzato che le ronde  “servono, al tempo stesso, alla sicurezza e alla socialità”. Innanzitutto efficienza e celerità, “un vicino di casa attento e solidale può essere più utile e tempestivo di una pattuglia dei carabinieri ”. E poi tanta gioia e buon umore, perché le ronde possono servire a… riscoprire i nostri quartieri! E quindi giù in strada col numero del 112 già sullo schermo del cellulare, a sbirciare nelle auto, a segnalare le facce troppo scure anche al riverbero della luna, non come i razzisti rancorosi e spaventati che se ne stanno barricati in casa a rintronarsi di Belpietro. Come ci spiega Serra, le ronde “in una società di blindati in casa, e di intronati da video, gruppi di persone che a turno percorrono le strade, guardando la luna e anche le finestre e i tetti, e le facce dentro le automobili, possono aiutare a sentirsi più tranquilli e soprattutto meno soli”. Per di più non è tempo di farsi tanti problemi a delegare ai cittadini, ci sono crisi e tagli, soprattutto se si tratta di “forme intelligenti di supplenza e di auto-organizzazione”

Nell’insopportabile quadretto color pastello tratteggiato da Serra si palesano alcuni dei pilastri del pensiero di sinistra contemporaneo. Un’attivazione sociale che può darsi solo in maniera reazionaria, in cui lo spleen tardo-capitalista si cura ritrovandosi in strada a dare la caccia al diverso. Un “controllo del territorio” tutto eterodiretto e funzionale allo status quo, non il controllo degli abitanti che vegliano dal basso sulle autorità e le loro conclamate malefatte (e quante ce ne sarebbero, a partire dalle grandi opere!) ma fanno da supplenza allo Stato. Infine, una ormai evidente avversione all’estetica del fascismo (“i ceffi”, “le camice verdi”) mentre se ne abbraccia la sostanza, basta che “lo sceriffo” si levi la stella per diventare cittadino. Che aggiungere? Bravo Michele, voto 10!

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

L’Ordine imperiale e la Resistenza

Quello che inizialmente sembrava voler essere una sorta di guerra lampo, come successo in Venezuela, si sta trasformando in un conflitto che durerà nel tempo, scompaginando i piani iniziali.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Ritratto di famiglia:Trump, Epstein e la Silicon Valley. Tra controllo dei corpi e nuovo ordine tecnologico

Trump pochi giorni fa al Congresso ha snocciolato una serie di orpelli discorsivi per dimostrare che tutto sta procedendo per “Rendere l’America Ancora Grande”.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Inizia la guerra totale in Medioriente? (in aggiornamento)

Questa mattina l’Iran è stato svegliato da un nuovo attacco congiunto di Israele e Stati Uniti. Numerose le città colpite e soprattutto, a finire sotto il fuoco dei missili sono state le strutture governative e dell’esercito. Non è ancora chiaro il volume distruttivo messo in atto e quanti membri dell’apparato iraniano ne abbiano pagato le conseguenze.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Costi quel che costi

Lo sgombero di Askatasuna non è (solo) un episodio di cieco rancore da parte di un governo di destra che approfitta della presa del potere per regolare i conti con l’opposizione sociale. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Iran: accettare la complessità per esserne all’altezza

Da quando è scoppiata la rivolta in Iran assistiamo all’ennesimo scontro tra tifoserie contrapposte all’interno del movimento antagonista e più in generale della sinistra di classe.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Dentro il campo nemico, contro il campo nemico. Per la solidarietà internazionalista con il Venezuela, contro la guerra che viene

Consideriamo che la decisione di un’intervento militare contro il Venezuela sia una, e probabilmente la più contundente, delle risposte statunitensi a ciò che si può definire la crisi del comando imperiale americano.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Manovra 2026 – parte due. Ancora più austerità

Riprendiamo e aggiorniamo il nostro contributo sulla Legge di Bilancio 2026 alla luce del maxiemendamento approvato nel mese di dicembre, che ha scosso in modo evidente la coalizione di governo.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Sgombero di Askatasuna: chi fa i piani e chi fa la storia

Lo sgombero di Askatasuna non può essere trattato come un semplice atto di repressione da parte di un governo di ultradestra.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Leva-tevi

Germania, Francia ed Italia stanno reintroducendo la leva militare, ad oggi su base volontaria, domani chissà.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il lavoratore inesistente

La retorica della destra sul movimento “Blocchiamo tutto” ci racconta meglio di ogni saggio la visione dominante sul ruolo dei lavoratori e delle lavoratrici nella società: farsi sfruttare, consumare e stare muti.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

CONTRO GUERRA IMPERIALISTA E SIONISMO DAX RESISTE

CON LA STESSA RABBIA E IMMUTATO AMORE Era il 16 marzo 2003 quando Davide, Dax, Cesare è stato ucciso a coltellate da mani fasciste. Vent’anni fa, il 27 agosto 2006, Renato Biagetti viene assassinato sul litorale romano dalle stesse lame. Da allora le storie di Dax e Renato si sono intrecciate, da allora compagni e […]

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il frame della repressione: nuove prove smontano la versione del poliziotto aggredito a Torino

Nuove foto, video e testimonianze mettono in discussione la versione dell’agente ferito durante il corteo del 31 gennaio a Torino. Una sequenza di pochi secondi diventata il frame mediatico che ha alimentato la narrazione dell’emergenza e aperto la strada al nuovo decreto sicurezza del governo Meloni. A circa un mese dai fatti, una ricostruzione esclusiva realizzata da Dario Morgante per VD News

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Asse del Caos

da Machina

La guerra contro l’Iran segna un ulteriore salto nell’escalation mediorientale guidata da Israele e Stati Uniti. Le ritorsioni iraniane sulle infrastrutture energetiche del Golfo mostrano quanto fragile sia l’equilibrio globale costruito su petrolio e rotte commerciali. Sullo sfondo emerge un progetto più ampio dell’«Asse del Caos»: indebolire e frammentare gli Stati della regione, con conseguenze difficilmente controllabili.

Immagine di copertina per il post
Contributi

Iran: intervista a Rassa Ghaffari

L’intervista svolta a Rassa Ghaffari, sociologa all’università di Genova di origine iraniana, Paese in cui ha vissuto e lavorato e dove continua a mantenere uno stretto contatto, ci parla di una situazione complessa e che lascia intravvedere delle rigidità significative che sostanziano quella che sta venendo definita da più parti una fase di “resistenza esistenziale” per i Paesi che rappresentano un freno all’avanzata sionista e un’opzione per chi resiste in Palestina.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Continua la guerra americana ed israeliana in Medio Oriente: aggiornamenti su Libano e Iran

L’escalation a cui Israele e Stati Uniti sottopongono il Medio-Oriente dopo l’aggressione contro l’Iran continua a produrre effetti su scala regionale, e uno dei fronti più esposti è il Libano.

Immagine di copertina per il post
Culture

Imperialismo Digitale

Riprendiamo da Scienza in rete Imperialismo digitale. Economia e guerra ai tempi delle piattaforme e dell’IA di Dario Guarascio, pubblicato da Laterza ed uscito nelle librerie il 6 febbraio, affronta uno dei nodi centrali del nostro presente: il connubio sempre più marcato tra digitalizzazione dell’economia, concentrazione del potere tecnologico e crescente bellicismo come dimensione strutturale dell’ordine […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guerra in Iran: “coalizione Epstein”?

La complicità delle grandi banche nei confronti di Epstein è un fatto, lo scrive Lorenzo Tecleme in un articolo dal titolo Jeffrey Epstein, la banca che lo ha sostenuto e la banalità del male apparso su Valori.it e racconta degli interessi tra banche come JP Morgan e altre nel supportare i traffici illegali e violenti di Epstein.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Si riaccende il fronte tra Pakistan e Afghanistan

Tra il 26 febbraio e il 2 marzo sono avvenuti raid pakistani contro l’Afghanistan riaprendo il fronte tra i due Paesi, la guerra tra i due paesi è ancora in corso, e ancora non si hanno previsioni su una fine certa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Livorno: ancora mezzi militari imbarcati su navi dirette a Tangeri

Sei mezzi militari imbarcati su una nave porta-container della Hapag-Lloyd, la Kobe Express, direzione Tangeri (solito scalo utile ad aggirare la legge 185/90).

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’Hub toscano dentro l’escalation in Medioriente? Basi, ferrovie e le domande che nessuno ci fa

Qualcuno ha deciso che il territorio tra Pisa, Livorno e San Piero a Grado debba diventare un nodo strategico della macchina militare occidentale. Non è un’ipotesi: è quello che emerge leggendo contratti pubblici, documenti NATO e piani di investimento europei. Ma la domanda che nessuna istituzione ci pone è semplice: lo vogliamo?

da No Base