InfoAut

Infoaut 3.0

Dopo una lunga incubazione, siamo orgoglios* di presentarvi la nuova versione di Infoaut, infoaut 3.0: più articolata, ricca di contributi multimediali e rubriche di analisi. Per offrirvi un’informazione ancora più puntuale e approfondita sugli orizzonti nazionali e internazionali di lotta.
Un’informazione necessariamente di parte, come è sempre stata quella prodotta (e riprodotta) su questo portale. Lontana dalla presunta obiettività del media mainstream, nella ricerca costante e appassionata di una narrazione attestata sul filo delle lotte e un’analisi ‘altra’ del quadro sistemico.

Negli ultimi anni Infoaut ha coperto con puntualità – offrendo un punto di vista ‘forte’ e schierato – i principali cicli di lotta che hanno attraversato il paese così come le esperienze più interessanti e  dirompenti sullo scenario internazionale: il movimento dell’Onda e la resistenza della popolazione palestinese ieri, i movimenti di quest’autunno-inverno fino alla prova di forza giocatasi su Mirafiori, fino alle improvvise e radicali sollevazioni maghrebine di questi giorni. Non mancando mai di seguire e accompagnare tutte le fasi di quei movimenti i cui siamo profondamente coinvolti (No Tav e movimenti a difesa dei territori, conflitti nel e sul sapere, le lotte metropolitane in difesa di spazi di libertà e aggregazione).  

Con questo spirito, e con questo bagaglio, approdiamo oggi alla nuova versione di Infoaut (la terza in soli quattro anni!): un portale nuovo e versatile, per rispondere ad un’esigenza di crescita e approfondimento, nostra come dei nostri utenti-compagni-collaboratori, cercando di dissolvere la linea di demarcazione tra produttori e fruitori di informazione su cui si fonda la divisione sistemica del lavoro comunicativo.

Per questo invitiamo e sollecitiamo alla continuazione di quel proficuo lavoro di scambio reciproco che in questi anni si è sviluppato con molti di voi che ci hanno seguito, suggerito, criticato e arricchito di contributi e punti di vista interessanti.
Migliaia di visitatori al giorno, dalle 100 alle 200 mila visite ogni mese, questi risultati ci ripagano della fatica quotidiana con cui cerchiamo di costruire un polo di riferimento politico e comunicativo aggiornato, capillare e puntuale.

Fight & Stay Tune on Infoaut 3.0!

per contatti, info e collaborazioni: news@infoaut.org

Bologna: bologna@infoaut.org
Modena: modena@infoaut.org
Palermo: palermo@infoaut.org
Pisa: pisa@infoaut.org
Torino: torino@infoaut.org

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Editorialidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

100 mila in piazza solo a Torino

Anche in occasione dello sciopero generale, chiamato grazie all’Unione Sindacale di Base, Torino ha saputo dare un segnale forte.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Pisa: Rivendicazioni della Sapienza Occupata. “Noi la guerra non la paghiamo”

Ripubblichiamo il comunicato del Collettivo Universitario Autonomo di Pisa in merito alle rivendicazioni dell’occupazione avvenuta a conclusione del corteo del 30 ottobre in occasione dello sciopero generale.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Abbiamo la ragione e la forza

Nella giornata di ieri, 30 ottobre, abbiamo partecipato allo sciopero generale che ha coinvolto moltissime città in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Prendiamoci il futuro

Oltre 10mila persone sono scese in piazza a Livorno in occasione dello sciopero generale e dello sciopero internazionale dei porti contro carovita, guerra e riarmo. Oltre un milioni di persone scese in piazza in tutta Italia.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Sciopero generale: l’Italia si blocca

Giornata di sciopero generale: numeri ancor più massicci delle prime manifestazioni dell’autunno scorso. Blocchi in tutta Italia e cortei da decine di migliaia di persone, dalle metropoli alle province.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Yuossef Siher, il primo detenuto politico della magistratura predittiva italiana

Riprendiamo questa interessante analisi di McSilvan apparsa su Codice Rosso per restituire una chiave di lettura della vicenda legata a Youssef Siher.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Francia verso l’acte III

Il movimento contro il carovita e la crisi sociale in Francia non accenna ad arrestarsi.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Pisa: IL 30 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE – Insieme possiamo bloccare tutto

Lo sciopero generale del 30 ottobre, proclamato da USB e sostenuto da tanti sindacati di base, è l’occasione per reagire a una crisi che pesa ogni giorno sulle nostre vite.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino verso lo sciopero generale

Riprendiamo indizione della mobilitazione da parte dei coordinamenti cittadini di Torino per Gaza e Torino contro il riarmo in vista della mobilitazione dello sciopero del 30 ottobre. In allegato anche un registrato delle voci del 24 ottobre a cura di Radio Blackout.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate e deportate da Israele

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle cinque attiviste italiane arrestate lo scorso 22 ottobre dalle forze di occupazione israeliane a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata, e successivamente espulse dal Paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Meloni fallisce: l’Italia vuole tutto

L’Italia si sta ribellando al carovita di guerra ed è ciò che i giornali e il governo non possono ignorare. Centinaia di migliaia di persone sono tornate a manifestare anche sabato 24 ottobre da nord a sud, mettendo evidentemente in crisi Meloni e la sua cricca.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il 30 ottobre scendiamo in piazza uniti!

Il 30 ottobre sarà sciopero generale. Sarà una grande occasione per tornare in piazza, in tanti e tante, in tutte le piazze d’Italia per far sentire la voce di questo grande movimento che sta nascendo contro la guerra e il carovita. Grazie all’Unione Sindacale di Base ci sarà la possibilità per molti di poter scioperare e non entrare a lavoro e a scuola.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Italiani veri

Contro il carovita, contro il caro carburante e quindi anche contro la guerra. Piazze di molte città d’Italia in questo 17 ottobre si sono riempite in aperta opposizione al governo Meloni, causa della crisi sociale dilagante. Piazze piene anche oggi quindi, dopo una giornata di mobilitazione studentesca significativa per tutto il Paese.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

I giovani lo sanno.

Oltre 40 città si sono mobilitate nella giornata di sciopero studentesco di venerdì 16 ottobre. Il tema è chiaro: contro la guerra e contro chi vuole mandarci in guerra. Una guerra che si traduce in crisi sociale e impoverimento a tutti i livelli, la scuola è uno di questi.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Elezioni 27: i partiti di fronte alla guerra e le basi materiali del movimento 

Le elezioni del 2027 si avvicinano, nessuno sa ancora bene quando saranno, ma la macchina elettorale e la conseguente campagna martellante è già partita alla grande.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

UniTo: dentro l’università della guerra digitalizzata e lo human-washing. Accogliamo le sfide del presente.

L’anno accademico a Torino si apre con la decadenza di 19 clausole etiche in materia di dual-use e accordi bellici. Proviamo ad analizzare più da vicino cosa questo significa e di che processo si fa portavoce. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

La morte del lavoro

Oggi scrivere dell’omicidio sul lavoro di Andrea Moretti, operaio rocciatore, non è facile.