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Bologna – Sgomberato Hobo

Nuovo momento di attacco e criminalizzazione alle lotte interne all’università di Bologna. Oggi è infatti stato sgomberato, con grande sforzo di forze dell’ordine, Hobo, nuova esperienza appena nata in città sulle parole d’ordine della lotta all’università-azienda e alla falsa meritocrazia made in Dionigi. Hobo aveva occupato lo spazio delle serre dimesse della ex facoltà di Agraria nei giardini di Via Filippo Re, in piena zona universitaria.  

Stupisce in negativo il fatto che dopo molti anni,- circa 30 – sebbene in una situazione anomala come quella della grande area che ospita gli spazi occupati da Hobo, che le forze dell’ordine siano entrate in università. Una responsabilità politica che Dionigi e sodali devono assumersi, come devono assumersi il carico di tutti gli attacchi che stanno facendo nei confronti di chi vorrebbe deviare la traiettoria di un ateneo e di una città in decadenza verso una ripresa all’insegna delle lotte e della giustizia sociale. 


Il corteo per rispondere allo sgombero,  chiamato per le 11 in piazza Verdi, dopo qualche minuto si è subito diretto verso l’area di Filippo Re (dove era sito Hobo) l’ingresso della quale è stato blindato da polizia e carabinieri in assetto antisommossa che non hanno esitato a spintonare in malo modo – prendendo anche a pugni – i manifestanti che successivamente si erano spostati a bloccare il traffico su via Irnerio.

Il corteo si è quindi diretto dentro al rettorato trovando ancora una volta chiuso l’ingresso verso gli uffici del rettore davanti al quale la protesta è continuata. L’università ha permesso alla polizia e alla digos di entrare anche in rettorato dove però non si sono registrate tensioni in quanto i manifestanti avevano già guadagnato l’uscita dirigendosi verso la facoltà di Lettere e Filosofia dove hanno occupato un aula per dare vita ad una assemblea di valutazione della giornata e di rilancio sulle prossime iniziative.

In attesa che Hobo torni a vivere da qualche parte in zona universitaria, possiamo già dire con certezza che questo ennesimo sgombero non fermerà certo la voglia trasformatrice di attraversa in maniera critica l’ateneo di Bologna..

 

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