InfoAut
Immagine di copertina per il post

ALTRI MONDI / ALTRI MODI VOL.II “Viaggio al centro della Terra”

Non si tratta di cercare degli altrove impossibili, altri mondi alternativi, comunità utopiche. Il centro della Terra è qui, in un angolo di mondo inesplorato.. in altri modi di agire, di contrapporsi, di emanciparsi, tutti da esplorare.

Il mo(n)do perduto che oggi vogliamo riconquistare, ricostruire, rimodellare è quello che tratteggia la pratica di una lotta quotidiana che colpisca i nervi scoperti di un sistema che chiude spazi di possibilità per la liberazione collettiva.

Partiamo per un nuovo viaggio perché sentiamo la necessità di esplorare i centri della Terra dove si coagulano le contraddizioni più dure ma anche dove si aprono spazi per altri modi possibili. Nell’accelerazione generale data dagli eventi storici degli ultimi tempi, c’è bisogno di punti di riferimento che ci permettano di navigare nella confusione del mondo, senza perdere la rotta. Prendere il tempo per riflettere collettivamente, ognuno con il proprio portato di esperienze e ognuna a partire dal proprio itinerario di vita, pensiamo sia linfa per una formazione costante, in un presente svuotato di profondità, bombardato dalla propaganda e da messaggi distraenti.

La guerra, i femminicidi, la crisi ecologica, la sottrazione dal lavoro nel ricatto dell’esistente, la sete di verità in un panorama pseudoscientifico, sono le parole che abbiamo per descrivere il momento attuale e le sue sfide.

Per chi si pone l’ambizione di trasformare radicalmente il funzionamento della fabbrica sociale in cui siamo immersi, per chi vuole affinare lo sguardo per cogliere le occasioni, tragiche, che la Storia ci pone oggi. Per chi non si accontenta di altri mondi da immaginare ma che vuole conquistare altri modi per praticarli, offriamo l’invito per un viaggio al centro della Terra.

5 – 6 – 7 & 12-13-14 aprile in Vanchiglia

Il Centro Sociale Askatasuna presenta il Festival Altri Mondi / Altri Modi, sei giornate dedicate a temi importanti, alla cultura, all’arte, alla musica, alla socialità differente.

Il centro sociale sta vivendo un vile attacco al millimetro da parte della Questura e della Procura di Torino. Al centro di un’accusa di associazione a delinquere supportata da fantasiosi disegni volti a cancellare un’esperienza di lotta e di socialità alternativa, oggi si è aperto un percorso che potrebbe rendere lo spazio fisico del centro sociale un “bene comune”. Pensiamo che garantire la continuità di spazi come questo in quartiere e in città possa rappresentare una possibilità per resistere ai tempi bui della storia praticando altri modi di stare insieme, aprendosi alle ncessità collettive.

Call 4 Poets

“Siamo figli dell’epoca,/ l’epoca è politica” sono le prime righe della poesia “Figli dell’epoca” di Wisława Szymborska, poetessa polacca del ‘900, nota per l’immediatezza e giocosità dei suoi versi, che nonostante la forma trasparente riescono a veicolare messaggi profondi, che possono risuonare nel quotidiano di ciascuno e ciascuna.

Il messaggio di questi versi è che tutto sia politica, “non devi neppure essere una creatura umana/per acquistare un significato politico” ci insegnano le montagne della Val di Susa. “Anche le poesie apolitiche sono politiche”, anche non scegliere da che parte stare è in fondo una scelta politica, non schierarsi, non lottare per gli Altri Mondi possibili, perché “ciò di cui parli ha una risonanza,/ ciò di cui taci ha una valenza”.

L’obiettivo è scrivere delle contraddizioni della nostra epoca, di ciò che viene taciuto, violato, di diritti negati, di tutto ciò che faccia della poesia uno strumento politico e non un fronzolo per bravə ragazzə innamoratə.

Inviaci la tua poesia a fest.altrimondi@gmail.com o in dm su instagram.

Programma:

5 aprile | Transfemminismo

5 aprile Ore 16 – Spazio bimb* – Presentazione di libro per bambin* a cura della libreria Libra.

Ore 18 – Dibattito Annie Ernaux: la scrittura come strumento politico per sfidare e riformulare le norme di genere

Il femminismo intersezionale ci insegna che non esiste un modo giusto di essere femministe, di essere donne, ma che anche e forse soprattutto nel riconoscimento delle differenze possiamo trovare forme di emancipazione collettiva.

Annie Ernaux ha fatto della sua biografia racconto, consegnando alle altre donne una storia in cui potessero riconoscersi: l’aborto clandestino prima che fosse un diritto, l’asfissia della vita borghese di coppia e poi di madre casalinga, il divorzio, il rapporto complesso con la madre e la difficoltà di vedere anche in lei una femminista. Ne parliamo con Sara Durantini.

Bio Ospiti:

SARA DURANTINI – autrice della prima biografia italiana della scrittrice francese, ne esplora l’autofiction come genere letterario che offre l’opportunità di esplorare e riconsiderare l’identità sessuale e l’esperienza personale, analizzando la scrittura come strumento politico per sfidare e riformulare le norme di genere. Un’analisi oggi più che mai necessaria mentre un certo femminismo liberale si appropria sempre più dello spazio di discussione, facendoci credere che ci sia un solo modo di essere libere, autonome ed emancipate.

Ore 20:30 – Dibattito Una prospettiva transfemminista sulla cura

Il tema della cura è oggi al centro del dibattito da diversi punti di vista. La pandemia da Covid19 è ancora vivida nei nostri ricordi, ma poco è stato fatto per prendere atto delle lezioni che ha impartito. La medicina e più in generale la salute sono sempre più soggette alla logica del profitto.

In questo dibattito ci confronteremo a partire da una prospettiva transfemminista ed intersezionale su quali potrebbero essere altri modi di intendere la sfera della cura e della salute. La traccia che ci guiderà sarà il libro di Miriam Tola e Maddalena Fragnito “Ecologie della cura. Prospettive transfemministe”.

Bio Ospiti:

MIRIAM TOLA – Miriam Tola insegna nel Dipartimento di Media e Comunicazione alla John Cabot University di Roma e alla Northeastern University di Boston. La sua ricerca intreccia studi femministi, postcoloniali, ecologia politica e cultura visuale. I suoi articoli sono apparsi o in via di pubblicazione su Theory & Event, PhaenEx, South Atlantic Quarterly, Feminist Review ed Environmental Humanities. Ha conseguito un Ph.D in Women’s and Gender Studies presso Rutgers University e lavorato come giornalista e produttrice di documentari in Italia e negli Stati Uniti.

CHI SI CURA DI TE – L’associazione “Chi si cura di te” nasce nel 2018, da un gruppo di giovani medic* riunit* dalla volontà di impegnarsi per la difesa dei diritti di tutt* l* professionist* della salute che vivono in condizioni di insicurezza e precarietà. “Chi si cura di te?” ha da poco lanciato la campagna “Medicina Transfemminista”.

Ore 22:00 – TUN (Torino Unlimited Noise) Live. From Jazz to Techno

Bio Artisti:

TUN – Trio formato da Gianni Denitto (sax), Fabio Giachino (synth) e Mattia Barbieri (batteria/drum pads) che supera i confini del genere fondendo i ritmi techno con il jazz.

6 aprile | Decolonizzazione

Ore 15:30 – Dibattito La resistenza palestinese come via per la liberazione dal neocolonialismo globale.

Apartheid, colonizzazione e genocidio. La guerra perpetrata da Israele sul territorio della Striscia di Gaza è l’emblema di un Occidente in crisi in disperata e violentissima ricerca di riconfermare il proprio primato mondiale. La resistenza del popolo palestinese rappresenta oggi la via dell’emancipazione per tutti i popoli che vogliono liberarsi dalle catene dello sfruttamento globale. Le voci che si posizionano in solidarietà al popolo palestinese sono oggi silenziate e sminuite, per dare spazio a una narrazione securitaria, di guerra e di terrore. L’uso della categoria di “terrorismo” è ciò che legittima operazioni violente e distruttrici delle potenze occidentali in nome della democrazia e del liberalismo. Un dialogo con Christian Elia, autore del libro intervista a Francesca Albanese, relatrice ONU che ha lavorato a tre Rapporti internazionali presentati tra il 2022 e il 2023, in cui ha documentato l’affermarsi di una condizione di apartheid e di occupazione neocoloniale con migliaia di vittime in territorio palestinese, e Eliana Riva giornalista e documentarista, per analizzare le condizioni che hanno portato all’oggi e collocarle in una fase generale di riorganizzazione del capitale. Allargando lo sguardo ai “confini d’Europa” presenteremo la raccolta di saggi edita dal Manifesto e curata da Gabriele Proglio, per indagare lo spazio e le articolazioni del razzismo su differenti confini. Insieme a Camilla Rebora e Marco Magnano, giornalista indipendente, faremo un focus sul Libano dalla grande esplosione al porto di Beirut, alla crisi sociale ed economica alla guerra ai confini meridionali. 

Bio ospiti:

CHRISTIAN ELIA – giornalista e autore, ha scritto di più di 40 paesi per più di 20 testate, per anni con PeaceReporter ed E il mensile. Si occupa di Mediterraneo, Medio Oriente e Balcani. Ha intervistato Francesca Albanese, relatrice dell’ ONU sui territori occupati palestinesi, oggi bandita da Israele per aver espresso solidarietà alla Palestina, nel libro dal titolo “J’accuse. Gli attacchi del 7 ottobre, Hamas, il terrorismo, Israele, l’apartheid in Palestina e la guerra.” uscito a novembre 2023.

ELIANA RIVA – giornalista, storica, Caporedattrice di Pagine Esteri, Collaboratrice su RaiStoria, Autrice del documentario Il cielo di Sabra e Chatila. Da poco è uscito il documentario “La rivoluzione di Ayten”, la storia della turca alevita Öztürk che ha passato 13 anni di cella e torture e il rischio di due ergastoli in Turchia, prodotto con PagineEsteri. Al momento sta lavorando a un nuovo documentario per dare testimonianza del genocidio in corso a Gaza. 

GABRIELE PROGLIO – professore associato di Storia contemporanea presso l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, ha curato il libro “Sui confini d’Europa. Storie di frontiere e di resistenze” uscito per Manifestolibri, raccoglie quindici saggi di studiosi, giornalisti e attivisti con l’obiettivo di tracciare un quadro completo delle frontiere che separano l’Europa dall’Africa e dall’Asia, delle strategie dì attraversamento e delle pratiche di esclusione. 

CAMILLA REBORA – laureata in Lingue e Letterature Straniere e specializzata in Relazioni Internazionali e Scienze Sociali tra l’Università di Torino e l’École de Gouvernance et d’Economie di Rabat, attualmente vive a Beirut dove è impegnata nel settore della cooperazione internazionale, in particolare con progetti rivolti a donne migranti e rifugiati siriani. Svolge, inoltre, ricerche indipendenti su alcune tematiche di attualità che riguardano la regione SWANA e collabora con alcuni siti di informazione e piattaforme di ricerca. Autrice del saggio ”Libano: nella terra di mezzo” per la raccolta “Sui confini d’Europa”, cooperante e ricercatrice indipendente. 

MARCO MAGNANO – è un giornalista indipendente e cooperante basato tra Beirut e Damasco. Una vita in radio e in viaggio, si occupa principalmente esteri, Medio Oriente e Asia. Da ottobre 2023 racconta ogni giorno gli sviluppi dell’assedio israeliano su Gaza con un occhio al resto della regione e in particolare al Libano.

Ore 18 – Dibattito Riflessi neocoloniali: le periferie europee tra razzismo, islamofobia e segregazione.

Un secondo momento di dibattito sarà dedicato alla dominazione neocoloniale in Europa, dal razzismo sistemico all’islamofobia, dalla questione migratoria alla violenza poliziesca. Grazie alla partecipazione di Said Bouamama, sociologo e militante algerino, potremo approfondire la lotta del FUIQP e lo sciopero di Emmaus, in quanto esempio di autonomia nella lotta contro le violenze della polizia e dello Stato. Con Mornia Labssi del collettivo Urgence Palestine potremo porci le domande all’altezza di questa fase storica e di come la resistenza palestinese possa aprire spazi di liberazione anche alle nostre latitudini. Approfondendo quelli che sono i caratteri della colonizzazione interna, la violenza sistemica sulla linea della razza, i margini del mondo occidentale che esplodono a fronte della dominazione razziale dell’apparato poliziesco, statale e sociale. 

Bio ospiti:

MORNIA LABSSI – militante antirazzista, attiva nel collettivo Urgence Palestine nella città di Parigi, nato per mobilitarsi in sostegno alla resistenza palestinese, coordinamento cittadino che lotta per lo stop al genocidio, all’occupazione, al colonialismo e all’apartheid, per un cessate il fuoco immediato. Ha firmato l’appello insieme ad altri 1300 ricercatori e accademici per porre fine al genocidio dal titolo “Engageons-nous activement pour arrêter immédiatement le génocide et la guerre d’occupation en Palestine”. 

SAID BOUAMAMA – sociologo e militante. E’ da sempre  impegnato nelle lotte di emancipazione ed è autore di opere su questo tema. Ha scritto “Le discriminazioni razziste: un’arma di divisione di massa” nel 2010, con il collettivo Manouchian ha prodotto il “Dizionario delle dominazioni di sesso, razza e classe” nel 2012. Un punto di riferimento nel panorama delle lotte contro il razzismo e il neocolonialismo in Francia, ha partecipato alla Marcia per l’uguaglianza e contro il razzismo del 1983. Fa parte del Front Uni de l’Immigration et des Quartiers Populaires (Fronte Unito dell’Immigrazione e dei Quartieri Popolari) ed è portavoce del Comitato di sostegno ai migranti senza documenti di Lille. Il colonialismo è un’articolazione dei rapporti capitalisti e mutuando in neocolonialismo ha la possibilità di perdurare. 

Ore 21.30 – Serata danzante Gambo (ElektroAfroDisco Sound from Tum)

Bio artista:

GAMBO – Feticista, amante del vinile, nero, graffiato e che scricchiola. Li colleziona e non ne ha mai abbastanza, dal jazz alla techno passando per la disco, i mantra e il noise.  La sua passione per il djing nasce durante i rave degli anni ’90, a colpirlo è il suono e il suo potere di coinvolgimento delle masse. È l’ideatore e direttore artistico del festival sperimentale Jazz is Dead. E’ dj resident e fondatore dei progetti Magazzino Paradiso e TUM.

7 Aprile | Arte

Ore 13:00 – Pranzo condiviso di quartiere

Ore 14:30 – Classica per tutt*! Pianoforte a quattro mani e Trio Zeffiro

Ore 16:30 – Dibattito “Presentazione di “controCanto. Movimenti sociali e cura del conflitto” una collaborazione tra illustrazione e storia.”

ControCanto. Movimenti sociali e cura del conflitto, è la pubblicazione edita da Morsi Editori nata per indagare l’immaginario politico e sociale degli anni 2000 con ricerche dedicate al Movimento dei Movimenti, Onda Anomala, Movimento NO TAV in dialogo con illustrazioni originali. Il progetto di ricerca, e della sua pubblicazione, è parte di Orizzonti, un progetto del Polo del ‘900 del 2023 ed è sostenuto dal Centro studi Piero Gobetti con Arci Torino, Fondazione Istituto Antonio Gramsci, Unione Culturale Franco Antonicelli in collaborazione con Collettivo Stasis. Ne parleremo con Morsi Editore, Polo del 900, Collettivo Stasis ed alcun* illustratrici.

Bio ospiti:

MORSI EDITORE – è un’officina editoriale indipendente di fumetti, libri illustrati e progetti creativi. Nasce dalla voglia di unire realtà artistiche e culturali per creare progetti appartenenti al mondo dell’editoria militante offrendo uno sguardo radicale su politica, cultura e società attraverso mezzi di comunicazione artistica.

POLO DEL ‘900 – Il Polo è un luogo con tante anime diverse e una visione condivisa che mette al centro la storia e il pensiero critico per ragionare offrendo occasioni di conoscenza e intrattenimento che mirano al benessere collettivo e alla formazione della coscienza critica per affrontare grandi temi legati all’oggi.

COLLETTIVO STASIS – collettivo artistico e associazione culturale con base a Torino. Tra musica elettronica e visual art organizzano eventi, workshop, suonando e creando installazioni.

Ore 19 – Aperitivo

Ore 20 – Proiezione “Piero Gilardi” di Daniele Segre (Italia 2018, 50′) con dibattito a seguire. Segre e Gilardi l’eredità che ci lasciano due grandi artisti militanti contemporanei”

La figura di Piero Gilardi e il racconto della sua esperienza artistica e attivista documentata dall’occhio critico di Daniele Segre, regista cinematografico e teatrale. Un omaggio a due artisti torinesi, recentemente scomparsi, che hanno saputo utilizzare l’arte in modo critico e attivo, da una parte hanno reso l’arte parte attiva della realtà, dall’altra l’hanno resa parte fondamentale della lotta militante contro la società capitalista; entrambi hanno saputo dar voce e schierarsi dalla parte delle comunità oppresse.Ne parliamo con Orietta Brombin, curatrice, ed I Cammelli Produzione.

Bio Ospiti:

ORIETTA BROMBIN – Curatrice AEF|PAV Parco Arte Vivente, Centro sperimentale d’arte contemporanea, Torino. Fa parte del Network ZonArte – lo spazio e il tempo dove il pubblico incontra l’arte contemporanea.

I CAMMELLI PRODUZIONE – I cammelli nascono nel 1981 dopo 40 anni di successi nel mondo del cinema d’autore, nel 2012 si rinnovano con un progetto ambizioso: riunire in una singola struttura differenti professionalità nel campo della scrittura, della produzione e della post produzione audiovisiva.

Ore 22 – Queer Comedy con Fraciche  “Un gay, una lesbica e una trans entrano ad Aska”.

Il progetto “Fraciche” nasce a Roma nel maggio del 2022, da un’idea di Frad, Simonetta Musitano e Le Recensioni non Richieste, con uno scopo: creare spazi comici in cui le persone queer possano sentirsi rappresentate, in cui sono finalmente le cosiddette “minoranze” a prendere il microfono per demolire lo status quo. La “Queer Comedy” è esattamente come la Standup Comedy solo che stavolta, a ridere, siamo noi.

Ma anche tu dai, e fattela na risata! 

“Ma c’è davvero bisogno di una serata di standup queer?”

Se te lo domandi, ce n’è davvero bisogno. 

ATTENZIONE: le prime file potrebbero avvertire l’irresistibile bisogno di distruggere il Patriarcato

12 aprile | Ecologia

Ore 16 – Spazio bimb* – Presentazione di libro per bambin* a cura della libreria Libra.

Ore 18 – Dibattito Noi e la natura o noi è la natura? Relazioni di sostenibilità e transizione ecologica

Se vogliamo tendere all’obiettivo di cambiare la direzione verso la quale il sistema capitalistico sta conducendo -globalmente- il livello ecosistemico, occorre risignificare la nostra relazione con la natura, comprendendo a fondo cosa implichi questa interconnessione. 

Analizzare degli scenari possibili, comprendere le leve che oggi permettono di praticare un vivere diverso (relazionarsi diverso con ciò che ci circonda) diventano punti imprescindibili dai quali partire. Alessandro Pignocchi ci accompagna in un viaggio antropologico tra lotte territoriali, battaglie autoctone per la difesa del vivente, per aprire la porta a nuove possibilità di coabitare ed (r)esistere nella società. 

Oggi la controparte sta confezionando un mondo ridipinto di green, come testimoniano le nuove misure europee in ambito di economia agricola e il Green New Deal, che troppo poco hanno  a che fare con una reale transizione ecologica ed energetica come ci spiegheranno meglio Dario Padovan e Francesca Uleri. 

E così i fondi per un avvenire più sostenibile diventano utili per costruire enormi parchi eolici o fotovoltaci in terreni fertili dove coltivare il nostro cibo o abbattono alberi e cementificano parchi per disegnare la città del futuro.  

Queste trasformazioni in chiave verde non arrivano senza i soliti costi da scaricare sui territori, costi che evidenziano ancora di più come la crisi economico-sociale di oggi non possa facilmente essere messa sotto il tappeto  e come il rapporto con il vivente (che siano alberi, montagne, l’acqua) stia andando a deteriorarsi.  

I costi in un clima e in un mondo che va alla deriva arrivano in diverse forme: estrattivismo selvaggio per accaparramento di terre rare e fonti energetiche; il finanziamento di progetti imposti dall’alto che non tengono conto delle esigenze dei territori; la richiesta di modificare i modelli di produzione agricola a fronte di costi e mercati insostenibili. 

Apriamo il dibattito con chi quotidianamente si batte e lotta per costruire dal basso forme di denuncia di queste dinamiche, ma anche tutela e salvaguardia la salute dei territori e di chi li abita. Analizziamo le cause di questi meccanismi e organizziamoci insieme per trovare delle vie d’uscita per una maggiore vivibilità nel senso più sistemico, interdisciplinare e collettivo  del termine. 

Bio ospiti:

ALESSANDRO PIGNOCCHI – Ex ricercatore di scienze cognitive, Alessandro Pignocchi si è dedicato al fumetto, all’ecologia politica e all’attivismo, in particolare con Soulèvements de la terre. Ha partecipato alla lotta dello Zad di Notre-Dame-des-Landes, che ha riportato in “La recomposition des mondes”. In “Ethnographies des mondes à venir” (Etnografie dei mondi a venire), insieme a Philippe Descola esamina il significato politico di questo tipo di esperimento comunalista. Nei suoi “Petits traités d’écologie sauvages”,(Piccoli trattati di ecologia selvaggia) immagina un mondo in cui l’animismo degli indios amazzonici è diventato il modo di pensare dominante, mentre un antropologo jivaro cerca di salvare le ultime tracce della cultura occidentale e del capitalismo industriale. 

DARIO PADOVAN – professore di Sociologia all’Università degli Studi di Torino, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società. Dal 2022 è direttore del Centro di Ricerca sui Cambiamenti Socio-Ecologici e la Transizione Sostenibile – Crisi – coordinato dall’Unito. È membro fondatore del Centro di Ricerca Interuniversitario su Ecologia, Politica e Società coordinato dall’Università di Pisa, direttore del master in “Sostenibilità socio-ambientale delle reti agroalimentari” e coordinatore della Cattedra Unesco sullo Sviluppo Sostenibile dell’Università di Torino. Le sue ricerche e i suoi studi hanno approfondito tematiche differenti, dalla storia delle scienze sociali alla sociologia del rischio, ma ha sempre mantenuto un focus sull’analisi delle coppie dicotomiche natura/cultura e ambiente/società. Più recentemente ha concentrato i suoi studi sull’Antropocene, la regolazione del metabolismo urbano e la transizione energetica.  

FRANCESCA ULERI – ricercatrice in Sociologia dell’Ambiente e del Territorio, svolge attività di ricerca con focus sulle trasformazioni agrarie contemporanee e delle aree rurali. Dal 2020 al 2022 ha lavorato al progetto “Ricambio generazionale in agricoltura e transizione alla multifunzionalità nelle Aree Interne italiane” (Gruppo Studi Rurali – Università di Bolzano). Tra i progetti recenti “Ruralità in movimento tra immaginari nuovi e mobilità multiple” (Università di Torino). È stata visiting researcher presso l’Inter-American Institute for Cooperation in Agriculture (La Paz-Bolivia) e il gruppo di Sociologia Rurale dell’Università di Wageningen (Paesi Bassi).

Ore 22 – Concerto Alberto Gurrisi After Dark 4tet featuring Emanuele Cisi

Un quartetto guidato dall’organista Alberto Gurrisi, uno dei più autorevoli specialisti di Hammond italiano, all’insegna di un sound tipicamente “Blue Note”, intriso di swing e soul, come nella migliore tradizione degli Organ Trio. Alla tromba il giovane talentuoso Cesare Mecca, già padrone di una conoscenza tecnica e di un linguaggio sorprendenti. Enzo Zirilli, uno dei più richiesti batteristi sulla scena italiana ed europea, è il cuore percussivo del gruppo. Infine, special guest, il sassofonista tenore Emanuele Cisi, considerato uno degli ambasciatori del jazz italiano nel mondo, dal suono e dallo stile inconfondibili. Il repertorio si basa su composizioni originali di alcuni dei grandi rappresentanti della storia del Jazz degli anni ‘60, e da standard  rivisitati e reinventati.

13 aprile | Lavoro

Ore 16 – Dibattito Rifiuto del lavoro e scioperi di massa: quali prospettive per una fuoriuscita dal ricatto del lavoro? 

Nella ristrutturazione del capitale oggi la tendenza generale è quella di dare per scontata l’impossibilità di un’organizzazione di parte, di “classe”, nell’ambito del lavoro. Con lavoro si intende la capacità umana messa a servizio del profitto, in qualunque sua forma. La domanda che vogliamo porci è se oggi esista uno spazio praticabile che, dal rifiuto del lavoro per sottrazione ad esso agli scioperi che oltrepassano le forme sindacali classiche, ci sia una breccia da approfondire. In qualità di soggetti che hanno l’ambizione di trasformare le condizioni del presente ci possiamo avvalere di un metodo, quale l’inchiesta, in quest’occasione vogliamo comprenderne le potenzialità e l’attualità. 

Nella prima parte della discussione con Felice Mometti, approfondiamo le ondate di scioperi e di nuova sindacalizzazione negli USA dentro e contro il sindacato, in quanto anticipazione possibile di fenomeni di massa, da Amazon all’indotto dell’automotive. Proseguiremo con Francesca Coin e Sandro Busso che ci illustreranno i contributi che, nell’ambito della sociologia, indicano il passaggio verso un nuovo paradigma che individua il lavoro come universalmente riconosciuto in quanto sfruttamento e dominio. 

Bio Ospiti:

FRANCESCA COIN – sociologa e femminista, si occupa di lavoro e diseguaglianze sociali. Ha lavorato come professoressa associata nel dipartimento di Sociologia dell’università di Lancaster, nel Regno Unito. Ora insegna nel Centro di competenze lavoro welfare società del dipartimento di Economia aziendale sanità e sociale (Deass) della Supsi, in Svizzera. Scrive su «internazionale» e «L’Essenziale». Nel 2023 ha pubblicato Le grandi dimissioni. Il nuovo rifiuto del lavoro e il tempo di riprenderci la vita, per Einaudi. 

SANDRO BUSSO – Professore Associato, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società, Università di Torino. Si occupa di sociologia politica, disuguaglianze e vulnerabilità, politiche sociali e del terzo settore. Ha scritto nel 2023 “Lavorare Meno. Se otto ore vi sembran poche.” per Edizioni Gruppo Abele, ha curato l’edizione italiana di “Disciplinare i poveri”. Paternalismo neoliberale e dimensione razziale nel governo della povertà” di Soss J., Fording R. e Schram S., del 2022 con Eugenio Graziano. 

FELICE MOMETTI – scrittore e autore di articoli per il Manifesto e Connessioni precarie, ha curato “La normale eccezione. Lotte migranti in Italia. La gru di Brescia, lo sciopero del primo marzo, la tendopoli di Manduria.” con Maurizio Ricciardi, edizioni Alegre. Per Into the Black Box, progetto di ricerca collettivo che adotta la logistica quale prospettiva privilegiata per indagare le attuali mutazioni politiche, economiche e sociali, ha pubblicato un articolo dal titolo “Amazon tra lotte e organizzazione della produzione sociale negli USA”. Sullo stesso tema ha pubblicato un articolo per Connessioni Precarie dal titolo “Le improbabili genealogie di uno sciopero”. Lotte di classe dentro e contro il sindacato” per approfondire gli scioperi americani e le loro influenze sulla forma del sindacato nella fase attuale. 

Ore 18 – Workshop Inchiesta e ricomposizione nel panorama del lavoro odierno

Nella seconda parte del dibattito approfondiamo il concetto della composizione di classe come metodo indispensabile alla prassi militante grazie al contributo di Salvatore Cominu. A partire dalle analisi su alcuni epifenomeni dell’oggi, dai forconi ai gilet gialli passando per gli agricoltori in lotta, come nuove modalità di sciopero del ceto medio in crisi oggi, ci interrogheremo sugli strumenti a disposizione. Insieme ai collettivi di inchiesta militante europei, vogliamo calare nella pratica delle lotte le possibilità, che attraverso il metodo dell’inchiesta, possiamo esplorare in differenti dimensioni: dal lavoro salariato alla devastazione ambientale passando per l’ambito della cura e della salute. Faremo un focus con il personale sanitario che si è mobilitato per Gaza, in quanto emblema di un presente di guerra in cui la capacità umana sottratta al sistema di dominio è una conquista e un orizzonte di possibilità.

SALVATORE COMINU – ricercatore indipendente e studioso della composizione di classe. I suoi lavori si concentrano sull’analisi dei soggetti che si muovono nella società con particolare riferimento al patrimonio interpretativo consegnatoci da Romano Alquati. Società iperindustriale, lavoro cognitivo e industrializzazione, analisi critica su startup e co-working sottomesse all’onda lunga di una retorica del capitalismo popolare, sono solo alcuni dei temi trattati nei suoi articoli apparsi su Commonware, Effimera, Machina. Per Machina ha scritto “Che cos’è la composizione di classe?”, impianto utile all’analisi dei soggetti rivoluzionari, o potenzialmente tali, dell’oggi. 

STRIKE – collettivo di inchiesta militante con base in Francia. L’inchiesta militante per le lotte e realizzata nelle lotte, si differenzia dall’inchiesta giornalistica o sociologica. In questo caso il metodo scelto per indagare i movimenti e le contraddizioni attuali, da parte di soggetti provenienti da differenti ambiti, con l’obiettivo di creare scambio in campi a volte inesplorati, è occasione di incontro e lotta. Si occupano di logistica, estrattivismo e terre rare, ecologia, lavoro, agricoltura, salute e molto altro. 

NOTES FROM BELOW – è un collettivo di inchiesta operaia inglese che si occupa di emancipazione della classe operaia dal capitalismo e dallo Stato. I contributi si dividono in tre tipi: Inchiesta, che implica una ricerca originale sulla composizione della classe, i Bollettini, scritti da lavoratori militanti, Teoria, prospettive sulla lotta di classe e della sua parte più avanzata. 

RETE SANITARI PER GAZA – medici, infermieri e personale sanitario in mobilitazione per il cessate il fuoco immediato e definitivo a Gaza con particolare attenzione alla solidarietà verso il personale sanitario e all’impossibilità di svolgere il proprio lavoro negli ospedali a Gaza, obiettivo dei bombardamenti israeliani. 

Ore 21:30 – “La barba di Marx” monologo di Matteo Saudino “Barbasophia”

Matteo Saudino insegna da vent’anni Filosofia e Storia nei licei di Torino ed è l’ideatore del popolare canale YouTube «BarbaSophia», che conta oltre 310.000 iscritti e 45 milioni di visualizzazioni. Autore di manuali di educazione civica, storia e filosofia, ha pubblicato la raccolta poetica Fragili Mutanti (2012) ed è coautore con Chiara Foà di Il Prof fannullone (2017), Cambiamo la scuola (2021) e Scuolitudine (2022). Ha pubblicato con Salani Sofia Express (2023) e per Vallardi La filosofia non è una barba (2020) e Ribellarsi con filosofia (2022), da cui è tratto lo spettacolo teatrale Vite Ribelli (2024). È autore del podcast

14 aprile | Scienza e società

Ore 13 – Pranzo condiviso di quartiere

Ore 14:30 – Reading delle poesie della Call4Poets con accompagnamento musicale di tanghi e chitarra flamenca

Ore 16 – Dibattito La scienza è in crisi? Tra intelligenza artificiale, fisica dei dati, guerra e cambiamenti climatici: quale rapporto tra società e tecnologia”

Negli ultimi anni è tornato ad affermarsi nella quotidianità di tutti noi un orizzonte distopico. Alla costruzione di questo immaginario contribuiscono diversi fattori: dalla guerra in Ucraina a quella di Gaza, dalle pandemie alla crisi climatica. Un ruolo in questa rappresentazione del futuro prossimo lo rivestono anche lo sviluppo di nuove tecnologie, di cui probabilmente la più nota è la cosiddetta “Intelligenza Artificiale”. Nelle chiacchiere da bar spesso saltiamo alle conclusioni: immaginiamo scenari alla Terminator o Blade Runner, con le macchine che si ribellano ai loro creatori. Ma di cosa stiamo parlando realmente? Questa visione distopica rischia di oscurare le implicazioni concrete che lo sviluppo di nuove tecnologie del genere hanno sulla nostra società. Alcune preoccupazioni più serie possono riguardare il ruolo di queste tecnologie nell’aumento dello sfruttamento, dell’estrazione di valore dall’umano e dalla natura, del controllo e del disciplinamento di massa. Questa confusione si inserisce in un quadro più generale di quella che potremmo definire banalizzandola “crisi della scienza”: una sfiducia sempre più aperta nei confronti della sua capacità di rendere le nostre vite migliori. La società secondo la narrazione dominante sembra polarizzarsi sempre di più tra tecnoentusiasti acritici e sostenitori delle pseudoscienze. Ma è davvero così? Si tratta di una crisi che scala tutti i livelli fino ad arrivare ad esprimersi all’interno della comunità scientifica stessa. Prendiamo ancora il caso della crisi climatica: nonostante questa sia per la gran parte degli scienziati una evidenza conclamata le soluzioni non sono altrettanto chiare, perché si scontrano con la logica del valore. Dunque quali sono le cause di questa crisi e quali gli orizzonti? Con Daniela Tafani, Daniele Gambetta ed Alessandro Ferretti approfondiremo criticamente lo scenario tecnologico e scientifico che si sta delineando. Con Emiliano Gentili e Federico Giusti (in collegamento) affronteremo l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo del lavoro e le forme di regolazione europea. 

Bio ospiti:

DANIELA TAFANI – insegna Etica e politica dell’intelligenza artificiale e Storia della filosofia politica all’Università di Pisa. È vicepresidente della Società italiana di Studi Kantiani. Si occupa della filosofia morale e politica di Kant e di etica e intelligenza artificiale. Tra i suoi lavori recenti: What’s wrong with “AI ethics” narratives (“Bollettino telematico di filosofia politica”, 2022); Automaticamente illegali”. Una proposta per i sistemi di intelligenza artificiale (“Bollettino telematico di filosofia politica”, 2022).

DANIELE GAMBETTA – laureato in matematica e data science, negli anni ha collaborato con varie riviste e testate giornalistiche su approfondimenti scientifici e tecnologici. Curatore dell’antologia Datacrazia (D Editore, 2018). Attualmente è dottorando in Intelligenza Artificiale.

ALESSANDRO FERRETTI – ricercatore presso il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino. Si è occupato spesso di fisica dei dati. Durante la pandemia si è concentrato con particolare attenzione sulla diffusione del virus nelle scuole. 

EMILIANO GENTILI – docente alla scuola secondaria, è un attivista e uno studioso di problematiche economiche e sociali.

FEDERICO GIUSTI – delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell’anticapitalismo, dell’antimilitarismo.

Ore 18 – Presentazione “Non esistono gli individui, esiste la società” di Cronache Ribelli

“Non esiste la società, esistono solo gli individui”.

Nessuna frase meglio di questa, pronunciata da Margaret Thatcher, identifica perfettamente uno dei cardini dell’ideologia neoliberista: quello per cui l’unico metro con cui giudicare i comportamenti umani è la responsabilità individuale. Una visione che tende a negare costantemente il fatto che l’uomo sia un animale sociale e che tutte le sue azioni, come ci insegnano le scienze umane, vadano studiate, analizzate e valutate all’interno dei contesti che le influenzano, le normano e le producono. La psicologia sociale, in particolare, può aiutarci a comprendere quali caratteristiche e situazioni rendano le persone specificatamente sensibili all’influenza sociale.
In questo libro, il cui titolo – provocatoriamente – ribalta l’asserzione della “lady di ferro”, gli autori sfidano l’idea che i comportamenti umani siano esclusivamente il risultato di scelte personali. Viceversa, attraverso il racconto di alcuni esperimenti e studi celebri, sottolineiamo il ruolo cruciale che aspetti come il conformismo, l’autorità, le dinamiche di gruppo e gli stereotipi hanno nello sviluppo di determinate dinamiche.
Solo comprendendo l’origine dei nostri comportamenti, infatti, potremo pensare di modificarli al fine di migliorare la società in cui viviamo.

Bio ospiti:

CRONACHE RIBELLI –  Nel giugno del 2016 nasce il collettivo “Cannibali e Re” che, attraverso le piattaforme social, si pone l’obiettivo di creare uno spazio di racconto storico alternativo a quelli classici poiché mette al centro della sua narrazione le vicende delle classi popolari, delle minoranze e delle soggettività oppresse. Grazie all’importante seguito ottenuto principalmente su Facebook, nell’aprile del 2018 il progetto diventa anche editoriale con l’uscita di Cronache Ribelli, un almanacco di storie autoprodotto. Si tratta del primo libro prodotto dall’omonima casa editrice.

Ore 20 – Aperitivo e DjSet di Daniele Gambit

Ore 21:30 – Presentazione “Riti di passaggio. Cronache di una rivoluzione rimossa. Portogallo e immaginario politico 1974-1975” di Sandro Moiso e Giulia Strippoli

Bio ospiti:

SANDRO MOISO – è redattore di Carmillaonline e autore di La guerra che viene (2019); coautore di Immaginari alterati (2018, con L. Cangianti e A. Daniele); curatore di All That Mattered Was Sensation (2019, di James Ballard), L’epidemia delle emergenze (2020, con J. Orlando), Guerra civile globale (2020) e L’insurrezione immaginaria. Valerio Evangelisti autore, militante e teorico della paraletteratura (2023, con A. Sebastiani). Storico ed esperto di questioni belliche e di politica internazionale, nonché di storia, letteratura, cultura e musica del Nordamerica.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Culturedi redazioneTag correlati:

Altri Mondi / Altri ModiaskatasunaCONTROCULTUREfestivalvanchiglia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Culture

Le ultime parole scritte da Malcolm X riguardavano il sionismo. Ecco cosa disse

Per Malcolm X, il sionismo era indissolubilmente legato al più ampio colonialismo europeo. In un passaggio poco conosciuto scritto poco prima del suo assassinio, affermò chiaramente che vedeva il sionismo non solo come una minaccia per la Palestina, ma per l’intero Terzo Mondo.

Immagine di copertina per il post
Culture

Oscar 2024: celebrità e stelle del cinema chiedono cessate il fuoco a Gaza

Numerose celebrità e stelle del cinema di Hollywood di alto profilo hanno manifestato il loro sostegno e la loro solidarietà ai palestinesi della Striscia di Gaza, chiedendo un cessate il fuoco sul tappeto rosso degli Oscar 2024.

Immagine di copertina per il post
Culture

Alle radici della Rivoluzione industriale: la schiavitù

E’ considerato come uno dei più noti storici dei Caraibi, insieme a Cyril Lionel Robert James, soprattutto per il suo libro intitolato “Capitalismo e schiavitù”, appena pubblicato in Italia da Meltemi editore.

Immagine di copertina per il post
Culture

Art Not Genocide: oltre ventimila artisti firmano contro la presenza israeliana alla Biennale di Venezia

«Offrire un palcoscenico a uno Stato impegnato in continui massacri contro il popolo palestinese a Gaza è inaccettabile».

Immagine di copertina per il post
Culture

Immagini di classe. Produzione artistica, operaismo, autonomia e femminismo

Jacopo Galimberti, Immagini di classe. Operaismo, Autonomia e produzione artistica, DeriveApprodi, Bologna 2023

Immagine di copertina per il post
Culture

Dune nell’immaginario di ieri e di oggi

Dune può dirsi un vero e proprio mito contemporaneo capace di segnare profondamente l’immaginario collettivo

Immagine di copertina per il post
Culture

La propaganda di Israele nel più popolare sport americano

Israele ha approfittato dei 123 milioni di telespettatori, il massimo dallo sbarco sulla Luna del 1969, che hanno visto la finale del campionato di Football americano, per fare propaganda.

Immagine di copertina per il post
Culture

L’ecosocialismo di Karl Marx

Disponibile la tesi di dottorato del filosofo giapponese Kohei Saito, pubblicata dalla casa editrice Castelvecchi.

Immagine di copertina per il post
Culture

Contadini

La premessa: alla base di tutta la nostra vita c’è la produzione agricola.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Richiesta sospensione al CSM per Bucarelli, pm anti-No Tav

Ancora guai per il PM Enzo Bucarelli, che negli ultimi anni si è distinto per le persecuzioni nei confronti dei No Tav.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

L’ASL di Torino si preoccupa dell’inagibilità dello stabile di corso Regina Margherita 47: chi c’è dietro tanta solerzia?

A seguito dell’avvio del percorso per fare diventare Askatasuna “bene comune” siamo venuti a conoscenza, attraverso i media, di un fatto particolarmente anomalo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Askatasuna: siamo ancora qua… eh già!!

Prendiamo parola a seguito dell’inizio del percorso di co-progettazione che porterà il pian terreno e il giardino del centro sociale a diventare bene comune.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Askatasuna: “Così è, ci pare”

Abbiamo aspettato qualche giorno prima di prendere parola davanti alla delibera sull’Askatasuna emessa dal Comune di Torino. Fatecelo dire, le reazioni scomposte a cui abbiamo assistito ci hanno fatto ridere sotto e sopra i baffi.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna: giustizia ad orologeria?

Questa mattina compagne e compagni di diverse realtà politiche cittadine, tra cui la nostra, hanno ricevuto misure cautelari venendo svegliati la mattina presto dalla Digos.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: Askatasuna “bene comune”.

E’ di due giorni fa la delibera passata al Comune di Torino che ha avviato il percorso per rendere “bene comune” il centro sociale Askatasuna, spazio sociale che esiste da 27 anni sul territorio cittadino.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Askatasuna: “Così è, se vi pare”

“Apriamo spazi al quartiere per i bisogni collettivi!” così 27 anni fa scrivevamo su uno striscione il giorno in cui in tante e tanti occupavamo il Centro Sociale Askatasuna.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Pennivendoli a “mano armata”. Sulla mediatizzazione delle motivazioni della Cassazione sul caso Askatasuna

Passato il Santo Natale, riesplode la canea mediatica contro il centro sociale Askatasuna e il movimento Notav.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Ispezione al centro sociale Askatasuna: Meloni e Salvini ordinano, la Questura esegue

Riprendiamo il comunicato del Centro Sociale Askatasuna su quanto accaduto questa mattina con l’ennesima operazione da parte della questura di Torino atta a colpire i movimenti sociali.