InfoAut
Immagine di copertina per il post

Turchia: la battaglia della foresta contro la miniera di carbone

Per due anni, gli abitanti della regione di Muğla hanno tenuto sotto controllo 315 ettari di bosco, dove la società turca YK Energy sta cercando di espandere la sua miniera di carbone.

L’abbattimento degli alberi nella foresta di Akbelen, nel distretto di Milas della provincia di Muğla, per l’apertura di una cava di carbone, è iniziato il 29 luglio quando la polizia turca ha raggiunto il campeggio degli abitanti del villaggio e degli ambientalisti che protestano contro la compagnia mineraria.

La gendarmeria e la polizia hanno circondato le tende degli abitanti del villaggio all’alba, prima che iniziasse il taglio degli alberi. A nessuno è stato permesso di entrare o uscire dall’area e coloro che sono venuti da altre province per sostenere i manifestanti sono stati attaccati con gli idranti della polizia.

Le autorità hanno arrestato 18 persone, tra cui gli avvocati locali İsmail Hakkı Atal e Leyla Bilgen. La gendarmeria ha attaccato coloro che volevano impedire l’abbattimento degli alberi con idranti e gas lacrimogeni.

La gendarmeria ha chiuso molte strade che portano alla foresta di Akbelen. Gli abitanti del villaggio hanno quindi invitato tutti a recarsi nella foresta e hanno bloccato la strada dove gli alberi tagliati venivano trasportati dai camion.

Alcune ore dopo, la gendarmeria ha revocato il blocco nella foresta, ma ha voluto effettuare controlli di identità alle entrate e alle uscite. Chi si è opposto al controllo è stato attaccato con gas al peperoncino e manganelli. Almeno 4 persone sono state picchiate e detenute.

“Alcuni attivisti sono stati ricoverati in ospedale, mia nonna è svenuta durante uno scontro con la Polizia, continueremo a resistere”, afferma Esra Isik, portavoce di un comitato ambientalista locale.

Muğla vive “sotto la morsa” di tre centrali elettriche – Yatağan, Kemerköy, Yeniköy – da 40 anni, afferma la BFF.

Secondo un rapporto dell’Ong Climate Action Network Europe, negli ultimi 35 anni sono stati abbattuti otto villaggi per costruire miniere di carbone destinate a rifornire le centrali.

Per mantenere in funzione gli ultimi due impianti, YK Energy – che nel 2014 è stata acquistata dal gruppo turco Limak e da IC Ictas – sostiene che le riserve di lignite sotto la foresta di Akbelen devono essere estratte.

Dato che le centrali sono state costruite per funzionare con le proprietà chimiche delle riserve di carbone locali, l’azienda afferma che solo questo carbone può essere utilizzato.

“Queste centrali sono di importanza strategica per la Turchia, in quanto producono in media il 2,5% della domanda di elettricità del Paese e circa il 62% dell’elettricità utilizzata nella costa turca del Mar Egeo, un’importante risorsa per l’industria turistica del Paese – ha dichiarato un portavoce di YK Energy – se le attività minerarie non riprenderanno nel sito di Akbelen entro settembre 2023, la produzione di elettricità terminerà nel 2024″.

Nel 2020, il ministero delle Foreste ha concesso a YK Energy il permesso di espandere la miniera a cielo aperto in 780 acri di foresta nell’area di Akbelen.

Ma le comunità locali, stufe della distruzione ambientale, hanno intentato una causa per opporsi alla decisione.

Già nel nel luglio 2021, gli operai forestali che lavoravano per conto di YK Energy sono entrati e hanno abbattuto 30 alberi e questo ha spinto la popolazione locale a vigilare 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

I gruppi turchi per i diritti civili hanno descritto la battaglia per la protezione della foresta come una “lotta contro la violazione da parte della Turchia dei suoi obblighi ambientali” ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dell’Accordo di Parigi del 2016.

“L’attacco alla foresta di Akbelen è un grave intervento sul diritto della popolazione locale… di vivere in un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto gruppi tra cui l’Associazione per il monitoraggio dell’uguaglianza dei diritti e l’Associazione Iniziativa per i diritti.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

ambientalismocarboneCRISI CLIMATICAdevastazione ambientaleFOSSILEturchia

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Siamo sempre qui!

Si è conclusa una grande giornata di lotta per la Val di Susa. Il movimento No Tav, a distanza di 15 anni dall’esperienza Libera Repubblica della Maddalena e dal 3 luglio, ha dimostrato ancora una volta che ha la forza di arrivare là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

25 luglio: in marcia verso i cantieri della devastazione

Quindici anni fa, il potere politico ed economico decise di trasformare la Val di Susa in una zona di sacrificio e in un laboratorio di militarizzazione per imporre un’opera già rifiutata dall’intera comunità nel 2005.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Seconda giornata del weekend di lotta No Tav: confronto, socialità e preparativi per l’Alta Felicità

Prosegue il Campeggio di Lotta No Tav al presidio di Venaus. Dopo la prima giornata, aperta dall’inaugurazione del nuovo sito di notav.info dall’iniziativa di lotta a San Didero, il secondo giorno è stato dedicato al confronto politico, alla socialità e alla presenza nei luoghi della resistenza.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

1° giorno di Campeggio di lotta: da Venaus a San Didero

Si è concluso ieri sera il primo giorno del Campeggio di Lotta No Tav, appuntamento estivo che ogni anno anima la Valle e desta sempre grande preoccupazione per la controparte.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

No Tav: estate di mobilitazione in Val Susa, dal campeggio di lotta all’Alta Felicità

Sarà un’estate di mobilitazione del movimento No Tav in Val di Susa con una serie di appuntamenti che accompagneranno le prossime settimane. Si parte dal 17 al 19 luglio con il tradizionale Campeggio di lotta a Venaus, tre giorni di iniziative, dibattiti e momenti di presidio nei luoghi simbolo.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tre giorni in Basilicata a Luglio su energia, territori e resistenze

Riceviamo e pubblichiamo un invito a partecipare a tre giorni in Basilicata a Luglio: “Spinoso Piazza di Energia Civica: Petrolio, Salute, Democrazia”

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La “giusta misura” della propaganda di la Repubblica per Telt

Confessiamo una certa invidia. Non capita tutti i giorni di vedere un reportage trasformarsi, senza quasi che il lettore se ne accorga, in un opuscolo promozionale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Crisi climatica: il peso del consumo di suolo e il costo umano delle isole di calore. Intervista a Paolo Pileri

Ancora caldo estremo in Europa, soprattutto in Spagna, alle prese oggi con temperature fino a 44 gradi tra Aragona, Catalogna e Valencia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Sull’ennesimo rogo nell’area industriale di Lamezia

L’ennesimo rogo che colpisce l’area industriale di Lamezia non è un incidente da archiviare come una tragica fatalità.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

27 giugno e 3 luglio 2011: 15 anni di lotta e di resistenza

Ci sono date che non appartengono al passato. Date che, ogni anno, tornano a ricordarci non soltanto ciò che è accaduto, ma ciò che siamo ancora chiamati a fare. Il 27 giugno e il 3 luglio 2011 sono due di queste.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina: aggiornamenti dalla Global Sumud Flottilla in viaggio verso la Turchia

La ripartenza dall’isola greca arriva dopo l’assalto subito da parte dell’esercito israeliano che nella notte tra il 29 e il 30 aprile scorsi ha danneggiato più di una ventina di imbarcazioni e arrestato alcuni degli attivisti.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Global Sumud Flottilla di nuovo in viaggio!

Come annunciato più volte la flottilla non si arrende!

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Piano energetico italiano: il ritorno al carbone

E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Futuro senza futuro: nuovo PRG e verde urbano nella Torino della “riqualificazione”

«Torino ha l’ambizione di superare la contrapposizione asfittica tra innovazione competitiva e coesione sociale. E la tutela ambientale sarà la piattaforma orizzontale. Non cerchiamo modelli, saremo il modello»

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Se Harry scoperchia il vaso di Pandora

Siamo con le mani e i piedi nel fango, a Locri come a Catanzaro Lido, nelle aree interne e sulle coste, costretti a contare i danni devastanti provocati da un evento naturale atteso da giorni, non improvviso.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Le proteste in Iran colpiscono al cuore la legittimità del regime. Riusciranno nel loro intento?

La Repubblica Islamica ha sempre dato prova di creatività nel sopravvivere. Ma questa volta deve affrontare richieste che non possono essere placate con concessioni materiali.