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Terzo Valico: avvisi di garanzia per il 22 febbraio a Pozzolo Formigaro

Una giornata di lotta popolare in cui centinaia di persone (e non venticinque) decisero insieme di fare un gesto liberatorio togliendo le recinzioni del Cociv a protezione dell’area destinata a diventare la più grande cava apri/chiudi del progetto del Terzo Valico.

Ora a distanza di poco più di due mesi la Procura contesta a venticinque persone dei comitati piemontesi (donne e uomini, giovani e anziani) i reati di manifestazione non autorizzata, invasione di terreni e danneggiamento. L’ennesimo provvedimento giudiziario nei confronti del movimento mentre le ditte subappaltanti che eseguono i lavori per conto del Cociv sono lasciate libere di fare quello che vogliono nonostante abbiano curricula da mettere i brividi.

E’ evidente come si voglia trasformare la questione Terzo Valico in un problema di ordine pubblico. La politica ha fallito e non è stata in grado di convincere la popolazione della bontà del Terzo Valico. In sua suplenza sono arrivati i manganelli e la magistratura nell’estremo tentativo di fiaccare una resistenza popolare ventennale che ha ripreso forza negli ultimi due anni emmezzo.

Chi pensa in questo modo di fermare il movimento si dovrà come sempre ricredere. Le denunce sono state messe in conto da chi ha deciso di difendere la propria terra, la propria salute e quella dei propri figli dal rischio amianto. Si dovranno rassegnare, la lotta contro il Terzo Valico terminerà solo quando rinunceranno a costruire un’opera inutile dall’impatto ambientale e sociale devastante.

 

Da No Tav Terzo Valico

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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