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I Si Tav scendono in piazza: una vittoria No Tav

Doveva essere la risposta del fronte Sì Tav. La dimostrazione che, nonostante anni di cantieri, proteste e contestazioni, attorno alla Torino-Lione esistesse un consenso ampio e capace di mobilitarsi. Eppure ieri a Torino, si sono presentate forse 200 persone, pure secondo la Digos. Boni, probabilmente rimandato più volte in matematica nella sua carriera scolastica, ne conta 700: ma anche se fosse, il risultato non cambia.

Da No Tav Info

Non è servito lo slogan: «No alla violenza, sì alla Tav» che voleva legare il sostegno all’opera alla condanna della “violenza dei No Tav” e presentarsi come risposta politica in netta contrapposizione a chi si oppone alla Torino-Lione. L’esito, però, è difficile da trasformare nella prova di forza che evidentemente si cercava.

Anche la fotografia della politica istituzionale è triste. Il Pd non c’è, così come il sindaco Stefano Lo Russo. Non c’è Calenda. Ci sono Alberto Cirio (che ci aspettavamo si sarebbe presentato con pìc e pala), Maurizio Marrone – che non ha perso di fare polemica da campagna elettorale come è solito fare il suo partito – e i soliti rappresentanti delle forze che hanno aderito al presidio che da anni utilizzano la stessa retorica trita e ritrita su progresso e legalità (anche se il più pulito c’ha la rogna).

Raccontano che la Torino-Lione sarebbe sostenuta da un consenso ampio, trasversale, scontato. Che il dissenso sarebbe soltanto il rumore di una minoranza, mentre il territorio e la società avrebbero ormai scelto da che parte stare.

Avevano un’occasione ghiotta per dimostrarlo. Eppure…anche chi si dice Sì Tav evidentemente si sono vergognati di partecipare (a parte chi ha la faccia di tola, per dirlo garbatamente). La credibilità evidentemente non è di casa.

Quando non supportati da dichiarazioni o comunicati diffusi enormemente a mezzo stampa, ecco che le carte in tavola vengono svelate. Bastava una piazza a chiarirlo.

Siamo molto inteneriti dalla narrazione di questo grande flop, su cui davvero neanche ci sentiamo di infierire troppo data la sua insignificanza. È questo il dato da evidenziare. Non il numero di persone ma che il presidio di ieri non fosse per nulla incisivo. Sicuramente servito per fare un bel bagno di realtà, anche se, così come l’ormai obsolescenza dell’opera, non lo ammetteranno mai.

L’intento della giornata era dimostrare di essere forti, coesi e presenti in grande numero sul territorio. Di essere la maggioranza schiacciante che dimostra l’utilità e la realizzabilità dell’opera.

Purtroppo, cari Sì Tav, la piazza ha raccontato proprio un’altra cosa.

Non vorremmo metterci sulla competizione numerica e qualitativa – ma forse anche sì – però ci piace pensare ai bei volti sorridenti delle 20mila persone di quel giorno, giovani e diversamente giovani insieme, che dopo più di trent’anni di opposizione all’opera, hanno partecipato alla Marcia del 25 luglio che tanto vi premeva stigmatizzare.

Valutate voi dove sta il futuro.

Noi intanto ci prepariamo alla bellissima Marcia Popolare che ci sarà sabato da Sant’Ambrogio ad Avigliana, a trent’un anni di distanza dalla prima manifestazione No Tav del 1995, che proprio era partita dallo stesso paese.

Ciao Mino (Gioa-chi?), ciao!

A sarà düra, per voi!

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pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

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