InfoAut
Immagine di copertina per il post

Solo chi lotta vive! #RenziScappa

Un esempio è il filo diretto tra il post-terremoto e il progetto Ombrina Mare: non si può sempre delegare e aspettare che la politica istituzionale (non) faccia quello che gli si chiede. Di fronte ai ricatti, le ingiustizie e la devastazione ambientale è necessario scendere in piazza uniti e dimostrare di essere una forza.

La manifestazione contro Renzi ha creato proprio questo, una nuova forza sociale di un Abruzzo unito. Territori diversi che hanno prima di tutto in comune la volontà di decidere del loro presente e del loro futuro senza essere calpestati ed umiliati, affamati e devastati.

Il vero successo della giornata di ieri, oltre alla “cacciata di Renzi”, è stato infatti il coordinamento e la condivisione con tanti altri soggetti che sono scesi in piazza in risposta al nostro appello e con cui abbiamo condiviso pratiche e rivendicazioni. Per questo rispediamo al mittente (la classe politica aquilana, ormai preoccupata solo di mantenere la propria poltrona ossequiando come sempre il nuovo sovrano) qualsiasi distinzione tra aquilani e non. La sola distinzione è tra chi ha scelto di stare dalla parte delle cricche, dei petrolieri, delle clientele, e di rinchiudersi a discutere in un palazzo mentre la cittadinanza veniva caricata dalla polizia in maniera totalmente ingiustificata e gratuita.

Questo risultato, che segna il consolidamento di una rete sempre più forte a livello regionale, non sarebbe mai stato possibile senza un instancabile lavoro sotto traccia che abbiamo continuato a portare avanti in questi anni, con caparbietà e passione. Le tante assemblee ed incontri a CaseMatte, sui conflitti ambientali regionali, su Collemaggio e la ricostruzione, sulla precarietà, oltre al confronto con tante realtà del mondo della scuola, del lavoro, dell’associazionismo, delle vertenze locali e nazionali. E’ un lavoro lungo e spesso faticoso, ma che si nutre della consapevolezza del fatto che la devastazione ambientale, la precarietà, la giustizia sociale sono battaglie nate da una stessa rabbia, ancor più viva in una generazione come la nostra che sente di non avere più nulla da perdere, ma tutto da strappare. Ed è per questo che l’immagine più bella che conserveremo della giornata di ieri è quella di aver protestato fianco a fianco con i ragazzi di Zona22, gli studenti (tanti ed aquilanissimi), il movimento No Ombrina, il comitato No Snam, il comitato No Biomasse di Bazzano e Paganica, e i tanti pezzi del mondo dell’associazionismo.

A L’Aquila la manifestazione è servita probabilmente soprattutto a chi non c’era. C’erano infatti per lo più gli aquilani che in piazza ci sono sempre stati senza mai tirarsi indietro. Ma da troppo tempo in generale a L’Aquila ormai si ha la sensazione di essere in balia di qualcosa di inestricabile, troppo forte, troppo complesso, troppo sbagliato.

Dopo le rivolte e le manifestazioni del 2010 in città è iniziato un terribile riflusso accompagnato da un generale senso di impotenza, si è come assopiti e stanchi di reagire. Il motto di tanti pare sia divenuto “si salvi chi può”, e chi resta cerca di raccomandarsi alla meglio al politico locale, cedendogli sempre più potere e accontentandosi delle briciole per sopravvivere.

La manifestazione del 25 agosto contro Matteo Renzi è stata un grido di liberazione dalla frustrazione alla ricerca di un nuovo protagonismo sociale, rimbombato tra i vicoli della zona rossa. In centinaia ci siamo riappropriati di quelle strade e quelle vie, tuttora in gran parte abbandonate dal 6 aprile 2009, che lo Stato aveva deciso di presidiare e vietare con tanto di reparti antisommossa. Sembrava di rivivere l’incubo del G8!

 

Ecco come questo Governo ha manganellato gli aquilani che manifestano. La polizia dopo non averci capito niente ha caricato violentemente ed in maniera ingiustificata davanti al GSSI dove era in corso l’incontro con Renzi. Questa è come appare in Italia la democrazia oggi: non si ammettano contestazioni da parte di una città in ginocchio (triste emblema di un intere Paese) che però oggi si è sollevata insieme insieme all’Abruzzo tutto, che grida forte il proprio NO all’ennesima devastazione del territorio abruzzese con la piattaforma petrolifera Ombrina e allo scellerato viadotto della Snam.


Ma evidentemente la rabbia e la voglia di liberazione erano tali che abbiamo deciso di sfidare l’ordine militare imposto e raggiungere la sede del GSSI senza paura, opponendo i nostri corpi alla violenza dei manganelli e degli scudi. Qualcosa che, siamo certi, ha scosso le coscienze di molti con buona pace di chi si limita come al solito a criticare da lontano, dicendo che sarebbe stato meglio così o colà o che addirittura Renzi non va contestato perché ci deve dar soldi. Ma davvero siamo arrivati a questo? A credere alla vecchia favola che se stiamo buoni ci accontentano, mentre in realtà a L’Aquila si muore di miseria, di disoccupazione, di una precarietà lavorativa ed esistenziale unica? La ricostruzione dell’Aquila è un diritto, i soldi per completarla ci spettano! Inutile quindi stare dietro il balletto di numeri dei finanziamenti che arrivano e non arrivano. E’ importante anche il come si sta ricostruendo questa città e come ci si vive adesso, il ‘come fare’ per viverci meglio ORA.

Il coraggioso corteo di ieri ha dimostrato prima di tutto a noi stessi che la ricostruzione sociale dell’Aquila non avverrà grazie all’ANCE o al Sindaco Cialente ma alzando la testa ogni giorno, creando sulle strade tra le persone percorsi di auto organizzazione e necessario conflitto. Pensiamo che la giornata di protesta contro Renzi abbia messo un primo tassello in tal senso, l’inizio di un nuovo percorso. Non ci interessa per ora esser minoritari.

Infatti nonostante i vari meccanismi di autodifesa per non ammettere a se stessi la nostra condizione miserevole, degna espressione della classe politica locale che dovrebbe rappresentarci, siamo certi che ieri sia stato rotto un sonno che durava da anni e che garantiva una pace sociale imposta per non disturbare i manovratori della ricostruzione. Questo ci interessa.

Siamo certi che oggi la sollevazione di ieri darà i suoi effetti anche nella dimensione più locale. Per esempio ha ricordato a tutti che si può contestare anche duramente, che si può e ci si deve mettere in gioco per cambiare le cose, anche insieme a chi porta avanti vertenze da altri territori perché in realtà ci riguardano e perché insieme siamo più forti.

Esistono nemici a cui, se uniti, si può far capire di non essere graditi. Chiaro che il nemico politico non è solo Renzi ma anche chi in Abruzzo e a L’Aquila si rende responsabile ogni giorno di politiche che ci condannano alla macelleria sociale, alla miseria e alla devastazione dei territori. Bisogna riapprendere e riconoscere questo nemico. E far sì che alla giornata del 25 agosto seguano nuovi percorsi condivisi che diano forza ai territori in lotta.

L’Aquila sta morendo dentro, la sollevazione di ieri insieme agli altri territori d’Abruzzo insegna che è ancora possibile lottare, essere protagonisti della ricostruzione e del proprio futuro. In un’espressione è ancora possibile sentirsi vivi.

 

Leggi il comunicato stampa dei No Ombrina – L’Abruzzo ama il suo mare e la sua terra, Renzi i petrolieri

 

da 3e32

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Crisi Climaticadi redazioneTag correlati:

aquilacontestazionelottanombrinarenzirenzi scappa

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Piano energetico italiano: il ritorno al carbone

E’ ormai chiaro che gli obiettivi fissati dal PNIEC, il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima, con scadenza 2025, per rispettare gli obiettivi europei di decabonizzazione, verranno disattesi. 

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Il paradosso delle Cer: nate per il territorio, ora nel mirino delle grandi aziende dell’energia

Le Comunità energetiche rinnovabili sono orientate alla democratizzazione della produzione energetica, la legge infatti impedisce alle grandi multiutility di entrare a farne parte. Ma le complicazioni che la loro gestione comporta stanno offrendo alle grandi aziende un’occasione di appropriarsi anche di questo modello energetico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

TAV e A32: le grandi opere come infrastruttura del potere mafioso

L’inchiesta pubblicata da Domani sulle “locali” di ‘ndrangheta nel Nord-Ovest non racconta nulla di nuovo per chi guarda da anni la Valsusa senza voltarsi dall’altra parte: conferma che la ‘ndrangheta in Piemonte non è un corpo estraneo, ma una presenza stabile, organizzata, radicata. Non è una presenza marginale, ma una struttura consolidata che si è inserita stabilmente nei territori e nei settori chiave dell’economia.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La frana in Molise e il prezzo della speculazione sui territori

Nonostante le aspettative tragiche del nostro governo, che prevedeva mesi e mesi di lavori per ripristinare la viabilità della costa adriatica, l’autostrada e la ferrovia nei pressi di Petacciato sono state riaperte entro 5 giorni dalla frana. Questo, tuttavia, fa emergere forti contraddizioni circa il monitoraggio e la tutela dei territori a rischio idrogeologico.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Una nuova offensiva estrattivista sulla Nostra America

Un giorno dopo di aver insediato il proprio Governo, il nuovo presidente di destra cileno José Antonio Kast ha ritirato 48 decreti supremi relativi a questioni ambientali emessi durante la precedente gestione e che erano sotto esame della Controlleria Generale.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La Pasqua resistente delle giovani: 4-5-6 aprile campeggio studentesco No Tav

In questi giorni si è svolto in Val di Susa il campeggio studentesco al presidio dei Mulini.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Vento, smarino e camion: la tempesta perfetta

In questi giorni il vento ha soffiato di nuovo forte sulla Valsusa. Raffiche che attraversano i paesi, sollevano polveri, entrano nelle case. È un fenomeno naturale, certo. Ma basta guardare a ciò che accadrà nei prossimi anni per capire che quel vento non sarà più lo stesso.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Un altro Salento. Carta non solo turistica

Siamo abituati al racconto del Salento come luogo idilliaco, alla narrazione romantica fatta di scorci magnifici, sabbie dorate, erbette di campo e ricci di mare, anziani sorridenti e giovani abbronzati. Ma le cose stanno davvero, soltanto, così?

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Torino-Lione, Delmastro: No Tav come la Mafia.

Ai prossimi politicanti di passaggio: continuate pure a parlare e ad accusare, ma fate attenzione, perché poi tutto torna indietro.
Voi passate. Vi bruciate, vi riciclate, sparite. Il movimento No Tav dovrete per sempre metterlo in conto.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Tratta Avigliana-Orbassano. Il “Comitato di supporto” e il gioco delle tre carte: interramento, illusioni e rimozioni

Mercoledì 18 marzo in Regione Piemonte è partito il “Comitato di supporto” per la tratta nazionale Avigliana-Orbassano.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

25 APRILE OVUNQUE MILANO È PARTIGIANA

In continuità con il percorso cittadino avviato ormai quattro anni fa, svincolato dalla retorica delle istituzioni che per troppo tempo hanno sfilato insieme ai sionisti in testa al corteo, svuotando il 25 aprile del suo significato conflittuale e partigiano, anche quest’anno dalla piazza arriva un’indicazione politica chiara: il corteo appartiene a chi riporta i valori […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salvini contestato a Livorno per il suo sostegno allo stato sionista

Dopo due settimane di mobilitazioni, in una data simbolica come quella del 7 ottobre, Salvini è arrivato a Livorno.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Contestazione agli Stati Generali della natalità: non siamo macchine per la riproduzione, ma corpi in lotta per la rivoluzione.

Questa mattina la Ministra Eugenia Roccella è stata contestata da un nutrito gruppo di studentesse e di studenti delle scuole superiori provenienti da tutta Italia e da differenti collettivi.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Livorno è antifascista!

Giovedì 2 Maggio il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini è venuto a Livorno per presentare un suo libro, vergognosamente ospitato all’interno del cinema teatro “4 Mori”..

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Messina: il movimento No Ponte contesta Salvini

Il Movimento No Ponte ha contestato il Ministro delle infrastrutture che oggi a Messina si è dovuto rinchiudere su un traghetto per la sua passerella politica. All’arrivo di Salvini è avvenuto un lancio simbolico di carta igienica. Cori anche contro la CISL che ha organizzato l’evento.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

Non Una di Meno: Comunicato Stampa sui fatti avvenuti al Salone del Libro di Torino

Riteniamo estremamente grave la manipolazione mediatica perpetrata dalla ministra Roccella sulla contestazione al Salone Del Libro e la gestione repressiva delle forze dell’ordine, che rappresentano un precedente pericoloso verso ogni manifestazione di protesta.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Il governo Meloni e noi. Appunti per la militanza..

Dopo i primi mesi di legislatura “democraticamente” eletta, cerchiamo di fotografare una prima parziale, ma quanto mai necessaria, analisi dei paradigmi, vecchi o nuovi che siano, su cui le istituzioni cercano di costruire la loro attuale legittimità di governo.

Immagine di copertina per il post
Sfruttamento

Torino: 4 Novembre Processo contro Glovo, riders in lotta

Il 4 novembre alle ore 10 si terrà l’udienza contro la multinazionale del food delivery Glovo, per questo è stato chiamato un presidio dentro e fuori il tribunale di Torino in solidarietà con i riders in lotta.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Crisi di governo: lo spettacolo imbarazzante della politica italiana

Ieri pomeriggio (13 febbraio) Renzi ha comunicato ufficialmente il ritiro delle due ministre di Italia Viva dal governo: Elena Bonetti (Pari opportunità) e Teresa Bellanova (Agricoltura), più il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto. Sembrerebbe il preludio della fine del Governo Conte, ma non poniamo limiti alla ‘creatività parlamentare’ della politica italiana, infatti nonostante il ritiro […]

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Cosenza: in tremila per “Stutamu Salvini”

La Calabria si conferma una terra difficile per il Capitone. In più di tremila ieri si sono ritrovati in Piazza dei Bruzi a Cosenza per la manifestazione contro Matteo Salvini. Un corteo composito e variegato con famiglie, giovani, settori popolari e una nutrita presenza della curva del Cosenza. La mobilitazione era andata crescendo nei giorni […]