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Sudafrica:ancora scontri a Rustenberg contro la ripresa delle attività

Nei giorni scorsi l’azienda aveva tentato di far tornare alla normalità la produzione nelle miniere, proponendo ai lavoratori licenziati nel mese di ottobre di essere riassunti ma senza alcun aumento salariale.

Un vero e proprio ricatto, dunque, che andava nella direzione di provare a pacificare una situazione ormai da tempo incandescente e riprendere al più presto i profitti che in seguito alla protesta sono calati drasticamente.

La proposta è però stata respinta dalla maggior parte dei minatori, non disposti ad accettare vittorie parziali né ricatti; gli scontri esplosi ieri sarebbero nati in seguito alla scelta di alcuni lavoratori, che avevano deciso di riprendere comunque le attività e sono stati bloccati da centinaia di colleghi, che hanno impedito l’accesso al sito di Rustenberg e hanno dato alle fiamme una centrale elettrica.

A quel punto la polizia è intervenuta con gas lacrimogeni e pallottole di gomma, causando diversi feriti e arrestando altre 13 persone che vanno ad aggiungersi al lungo elenco di fermati in mesi di proteste e dure risposte da parte delle forze dell’ordine.

L’immediata ripresa dei lavori e il ritorno alla normalità auspicati dall’Amplats e dalle altre multinazionali presenti sul territorio non sembrano quindi trovare alcuno spazio in questo momento e la battaglia dei minatori, ormai diffusasi a macchia d’olio in tutto il paese, promette di dare ancora filo da torcere nelle settimane a venire.

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