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Quale futuro per la Cina post-Covid?

Nel novembre 2022 in Cina si sono succedute a breve distanza due grandi ondate di protesta che non hanno scosso solo l’opinione occidentale ma anche quella cinese, riuscendo a superare la censura statale: la rivolta degli operai della fabbrica di Iphone Foxconn e quella cosiddetta “dei fogli bianchi” estesa in tutto il paese. Entrambe affondano le loro radici nella gestione della pandemia di Covid-19 in Cina da parte del governo di Xi Jinping, il quale ha fatto della strategia “Zero Covid” il cardine delle sue azioni politiche.

Se nel caso della Foxconn il tentativo di contenere il virus intaccando il meno possibile la produzione, arrivando a rinchiudere i lavoratori nella fabbrica, è culminato in un escalation di rivolte dentro l’azienda stessa, le proteste contro la politica Zero Covid, iniziate in seguito al mancato soccorso delle persone coinvolte nell’incendio di un palazzo a Urumqi per il rispetto dei protocolli sanitari, erano invece dirette contro Xi Jinping e il Partito Comunista Cinese.

Dal dicembre 2022 sono state allentate le misure di confinamento imposte dalla politica Zero Covid, ma quali sono le ragioni dietro a questa scelta? E quali porspettive ci sono per il futuro della Cina?

Ne abbiamo parlato con Gabriele Battaglia, giornalista freelance vissuto undici anni a Pechino: Audio Player

Qui un altro podcast sulle proteste dei fogli bianchi a cura de “La fine della storia”: https://radioblackout.org/podcast/white-paper-revolution/

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