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Milano: oltre 10mila per il corteo Defend Rojava

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Un corteo giovane e determinato quello che oggi ha attraversato le strade di Milano gridando la propria contrarietà alla guerra scatenata dalla Turchia di Erdogan contro l’esperimento rivoluzionario della Siria del Nord.

Oltre diecimila le persone in piazza con bus da tutto il Nord Italia. Ad aprire il corteo uno spezzone di donne, molte le bandiere e i riferimenti ai movimenti NonUnaDiMeno e Fridays for Future e una significativa presenza della comunità curda.

Il corteo nel suo percorso ha sanzionato con modalità differenti molte delle aziende complici della Turchia: da Intesa San Paolo, coinvolta nella vendita di armi, a Facebook, responsabile dell’oscuramento dei media indipendenti e dei soggetti politici e sociali che sostengono e solidarizzano con la rivoluzione confederale del Rojava.

La manifestazione infine ha condotto un avvicinamento determinato al consolato turco difeso da un’imponente schieramento di polizia, lanciando in direzione del consolato ortaggi, razzi e fumogeni. Davanti al consolato è stato anche dato alle fiamme un manichino che rappresentava Erdogan.

Se oggi, dopo il patto Puntin – Erdogan il conflitto in Siria del Nord è stato quasi completamente silenziato, una piazza viva e con una grossa presenza giovanile dimostra quanti abbiano a cuore le sorti dei popoli coinvolti nella rivoluzione del Rojava. Molti gli interventi che rilanciano sul corteo nazionale del prossimo primo novembre a Roma.

 Nota dolente della giornata, è stata la possibilità non realizzata di bruciare le distanze, qualche centinaio di metri, tra le transenne e l’ambasciata presidiata dalle forze dell’ordine. Cassando la volontà del corteo di raggiungere la sede milanese che rappresenta il sultano Erdogan.

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