InfoAut
Immagine di copertina per il post

L’esplosione delle spese militari italiane

Nel 2025 a 32 miliardi (di cui 13 per nuove armi).

di Francesco Vignarca, da MIL€X. Osservatorio sulle spese militari italiane

La trasmissione al Parlamento della Legge di Bilancio da parte del Governo permette, come ogni anno, di poter effettuare un’analisi delle allocazioni relative alla sfera della Difesa e degli armamenti, giungendo quindi ad una valutazione della spesa militare previsionale per il 2025.
Ovviamente tale cifra è suscettibile di aggiustamenti da implementare nei prossimi mesi: in parte perché potranno essere affinate alcune stime per il momento solo parametrizzate (grazie ad acquisizione di maggiori informazioni specifiche), in parte perché solo fra qualche mese verranno assegnati nel dettaglio alcuni fondi per il momento solo allocati nelle loro cifre complessive (ad esempio quelli legati alle missioni militari all’estero).
Come quasi sempre, tranne in alcune annualità molto particolare in cui si sono realizzate delle modifiche alle legislazioni vigenti determinate da necessità di equilibrio finanziario, la prima parte del Disegno di Legge di Bilancio, che determina gli interventi voluti dal Governo per realizzare le proprie linee politiche, è abbastanza povero di decisioni legate alla sfera della Difesa.
Anche il DDL 2112 presentato alle Camere dal Ministro Giorgetti lo scorso 23 ottobre non si discosta da questa consuetudine: nei 124 articoli che lo compongono gli unici riferimenti diretti ed espliciti ad interventi in questa sfera si trovano negli articoli 90 e 91 dedicati il primo ai programi “Strade Sicure” e “Stazioni sicure”, e il secondo al rifinanziamento del NATO Innovation Fund. Mentre gli importi relativi a questo specifico programma sono di scarsa consistenza (circa 7,7 milioni di euro) ben più rilevanti dal punto di vista finanziario (tralasciando per un momento l’aspetto operativo e politico) sono i circa 240 milioni annui (fino al 2027) che garantiscono la proroga della presenza sulle strade del contingente di circa 6.000 militari già previsto e dell’incremento di 800 unità per quanto riguarda la vigilanza sulle stazioni.

Ovviamente anche questa cifra evidenziata nel DDL, in quanto necessitante di una esplicita proroga di missione, va ad inserirsi nel totale complessivo del Bilancio del Ministero della Difesa, che costituisce il punto di partenza di base per qualsiasi stima delle spese militari. La cifra messa a disposizione del Ministero di via XX Settembre guidato dall’On.
Guido Crosetto come “bilancio proprio” evidenzia fin da subito la forte crescita (in termini assoluti e percentuali) di tali spese: per il 2025 il totale infatti si attesta su 31.295 milioni di euro, con una crescita netta di oltre 2,1 miliardi di euro (aumento del 7,31%) rispetto alle previsioni per il 2024. Per la prima volta nella storia viene dunque superata (e di gran lunga) la quota complessiva di 30 miliardi.

Al fine di comprendere la portata di questa continua (e robusta) crescita, non certo episodica, è opportuno fare alcuni confronti in prospettiva storica: nel 2016 – cioè dieci bilanci dello Stato fa – il budget proprio della Difesa era pari a 19.423 milioni di euro, mentre nel 2021 – cioè cinque bilanci dello Stato fa – si attestava su 24.541 milioni di euro.
L’aumento decennale in termini assoluti (senza tenere conto di aggiustamenti inflattivi) è stato dunque pari a quasi 11,9 miliardi (+61% nel decennio), mentre quello quinquennale (ancora una volta a valori contabili, senza trasformazioni in valori costanti per tenere conto del potere di acquisto mutato) è stato pari a 6,7 miliardi (+27,5% nel lustro). Si nota quindi un aumento medio leggermente più marcato negli ultimi cinque anni, con il salto maggiore avvenuto proprio tra il 2024 e il 2025 (l’unico con differenza in valore assoluto di più di 2 miliardi).

Per arrivare alla stima reale di spesa militare (sempre in accordo con la metodologia Mil€x da noi adottata da qualche anno ed esplicitata in questa pagina) è necessario poi effettuare alcuni ricalcoli per riflettere in maniera aderente alle reali operatività militare alcuni costi o interni al Ministero della Difesa ma con scopi differenti (quindi da sottrarre) o esterni allo stesso Ministero e quindi da aggiungere.

Le sottrazioni riguardano in primo luogo la parte non militare dell’impiego operativo dei Carabinieri all’interno della Missione 1 (Difesa e sicurezza del territorio – 005) di cui viene conservata solo una quota relativa al dispiegamento nell’ambito delle missioni militari all’estero.
Per alcuni anni il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa ha esplicitato tale cifra, da alcuni anni non più presente: per la valutazione previsionale 2025 Mil€x ha dunque utilizzato una parametrizzazione media derivata dalle annualità per cui tale dettaglio era disponibile, mantenendo dunque nell’ambito della spesa militare circa 590 milioni di euro appartenenti al Programma: 1.1 (Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza).
Una ulteriore sottrazione deve poi essere compiuta per la cifra totale (494 milioni) del Programma 2.1 (Approntamento e impiego Carabinieri per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare) inserita nella Missione 2 (Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente – 018).
Effettuati questi scorpori, la parte preponderante del “bilancio proprio” della Difesa che rimane nel perimetro delle spese militari è relativa ai costi diretti, soprattutto per il personale, delle tre Forze Armate (5,95 miliardi di euro per l’Esercito; 2,3 miliardi di euro per la Marina; 2,87 miliardi di euro per l’Aeronautica).
Aggiungendo anche la quota prima calcolata per i Carabinieri impiegati nelle missioni all’estero si arriva ad un totale del personale operativo effettivo di 11,7 miliardi di euro.
Il totale delle voci non operative, ma più di natura gestionale centrale e politica, è invece di 2,6 miliardi di euro così suddivisi: 1,3 miliardi di euro per lo Stato Maggiore della Difesa, poco più di 50 milioni di euro per il Gabinetto del Ministro, 745 milioni di euro per gli uffici amministrativi e di bilancio della Difesa (216 milioni dei quali riferiti a trasferimenti correnti verso l’estero per somme dovute in particolare per obblighi NATO) e circa 506 milioni di euro per costi di altra natura (trattamento di ausiliaria, indennità varie, rifornimenti, servitù).

Infine, nel “bilancio proprio” della Difesa proprio una quota sempre più rilevante (letteralmente esplosa negli ultimi anni e principale responsabile degli aumenti prima descritti) è quella relativa agli investimenti per nuovi sistemi d’arma.
Per la prima volta nello stato previsionale per il 2025 tale cifra è spezzata in due tronconi a seguito della separazione tra Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale Armamenti voluta dal Ministro Crosetto, che ha richiesto la creazione di un nuovo Programma contabile (1.10 “Pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare”) nell’ambito della Missione 1.
Sommando a tale voce – che vale da sola 2,6 miliardi di euro di cui poco meno di 2,3 direttamente legati ad acquisizioni dirette di materiali e sistemi per lo strumento militare – quella di 7,1 miliardi (6,7 per acquisizioni dirette) relativa al programma 1.5 (Pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti militari ed infrastrutturali) legato a SegreDifesa si deriva una quota totale di fondi a disposizione diretta della Difesa per i programmi di acquisto di nuovi sistemi d’armamento di oltre 9,7 miliardi di euro.
Ma per valutare in maniera complessiva i fondi destinati all’investimento e al procurement militare occorre effettuare una delle aggiunte alla spesa militare extra bilancio della Difesa: quella relativa ai fondi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (ex Ministero dello Sviluppo Economico).
Nel bilancio di tale Ministero è infatti presente un intero Programma (1.9 “Interventi in materia di difesa nazionale” pari a circa 2,9 miliardi di euro) ed un capitolo inserito in un altro Programma (il 7423 “Interventi nei settori industriali ad alta tecnologia” dell’1.8, pari a circa 330 milioni di euro) che portano il totale globale delle spese per la realizzazione dei programmi armamenti previste nel 2025 ad un record storico che sfiora i 13 miliardi di euro (12.983 milioni per la precisione).
Anche per questo rilevante aspetto specifico la portata della continua e significativa crescita si può valutare con dati in prospettiva storica: i costi complessivi per gli investimenti in nuovi armamenti erano pari a 7,3 miliardi di euro nel 2021 (cinque bilanci fa) configurando dunque un balzo nel quinquennio di ben il 77%. Scorporando da questa cifra i costi relativi al personale che (nei due Ministeri) gestisce i programmi di procurement si ottiene un totale “puro” di investimento per armi diretto all’industria militare di 12.485 milioni di euro.

Le ultime aggiunte di fondi che permettono di arrivare al totale di spesa militare previsionale per il 2025 riguardano le spese di circa 1,21 miliardi per le missioni militari all’estero (Stima del 90% del totale del Programma: 4.1 “Missioni internazionali” della Nota di previsione MEF pari a 1.345.000.000€) e la stima di 4,5 miliardi di spesa pensionistica militare (le nostre stime precedenti erano a circa 4,25 miliardi ma sono state aumentate per effetto inflativo e a seguito di valutazioni indirette derivate dagli aggiustamenti segnalati su DPP per elaborazione Bilancio in chiave NATO a partire da Bilancio integrato).
La somma complessiva di queste voci porta ad una valutazione – secondo la metodologia Mil€x – della spesa militare italiana diretta per il 2025 a 32.023 milioni di euro, ulteriore record storico con un aumento del 12,4% rispetto al 2024 (+3,5 miliardi in un anno) e del 60% sul decennio (rispetto alla spesa valutata da Mil€x per il 2016 di 19.981 milioni di euro (a valori correnti)

Aggiungendo poi ulteriori due voci di costi indiretti (da noi stimati in qualche caso in passato, ma non che si possono anche non inserire nel totale per coerenza di confronto) legati a costi ed investimenti (dentro e fuori bilancio Difesa) per basi militari e alle quote di compartecipazione per spese di natura militare in ambito UE si potrebbe aumentare il totale complessivo di un ulteriore miliardo, giungendo quindi a superare i 33 miliardi di euro.
Considerando per valida (anche se in realtà appare eccessiva) la stima del PIL previsionale 2025 presente nel NADEF ciò equivale ad un rapporto di spesa militare sul PIL dell’1,42% se consideriamo i soli costi diretti e dell’1,46 se invece si inseriscono anche gli ultimi costi indiretti segnalati. Va qui notato come le stime Mil€x si sono sempre storicamente allineate, con scostamenti tutto sommato minimi, ai ricalcoli di spesa militare che il Ministero della Difesa esegue, esplicitandoli nel DPP, per organizzazioni come l’OCSE (200 milioni di differenza con Mil€x per il 2024) o istituti di ricerca come il SIPRI (600 milioni di differenza con Mil€x per il 2024) con le nostre stime sempre più conservative rispetto a quelle calcolate dal Ministero stesso anche con altre metodologie.
Una grossa differenza si evidenzia invece con il conteggio effettuato per il cosiddetto “bilancio in chiave NATO” che, per quanto riguarda il dato 2024, vedeva una differenza di ben 3,8 miliardi in più per tale valutazione rispetto a quella prodotta dall’Osservatorio Mil€x. Se tale forbice dovesse mantenersi anche per il 2025, considerando l’aumento che abbiamo registrato e dettagliato a partire dalle Tabelle della Legge di bilancio, il rapporto sul PIL della spesa militare con valutazione NATO (quella che conta per l’Allleanza Atlantica come parametro per il raggiungimento del famoso 2% – non vincolante) potrebbe arrivare ad attestarsi a circa l’1,58% cioè in forte crescita (diversamente da quanto previsto nelle valutazioni esplicitate nel Documento Programmatico della Difesa).

NB In tutta questa analisi (condotta congiuntamente da Francesco Vignarca ed Enrico Piovesana) vengono tenuti in considerazione le cifre di Competenza per l’anno 2025, non quelle relative ai flussi di cassa.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

armicrosettogoverno meloniguerraspesa militare

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Flottiglia sotto attacco! Mobilitiamoci insieme!

Questa notte la Global Sumud Flottiglia è stata attaccata dalla marina israeliana a più di 900 Km dalle coste di Gaza. Le barche sono state assaltate dai motoscafi dell’IDF e le persone a bordo arrestate.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Salpa la Flottilla da Augusta! Buon vento!

Ieri la partenza dal porto di Augusta oltre 60 imbarcazioni di nuovo verso Gaza. Riceviamo un video da parte di Simone del Gruppo Autonomo Portuali che ricorda l’attualità dei valori della resistenza e la necessità della lotta contro sionismo, colonialismo e imperialismo, in occasione del 25 aprile. Intanto le navi della flottilla sono partite per […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino, Vanchiglia, Festival Altri Mondi / Altri Modi: video del dibattito “Orizzonti di guerra: imperialismo e resistenza”

Si è conclusa la prima settimana di Festival Altri Mondi / Altri Modi che riprenderà dal 28 Aprile al 3 Maggio con la programmazione. Pubblichiamo il video del dibattito che si è tenuto domenica 26 Aprile con Youssef Boussoumah e Brahim Baya. Un momento di riflessione attorno alla lettura della guerra imperialista, quali sono le […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Città in guerra: dalla distruzione sistematica dello spazio urbano alla sua occupazione militare

Dalla Sarajevo degli anni 90 fino a Gaza, la guerra attraversa le città e le trasforma. I conflitti contemporanei assumono una dimensione sempre più urbana, sia nei teatri di guerra aperta sia nei contesti apparentemente in “pace”. Da Radio Blackout L’operazione militare israeliana contro Gaza ha dimostrato che i bombardamenti e le demolizioni puntano alla sistematica distruzione degli […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Shannon, uomo arrestato per il C-130: danneggiato aereo militare USA

Le denunce di Mick Wallace sull’uso militare dello scalo irlandese si intrecciano con il danneggiamento di un aereo americano: un episodio che riporta al centro il ruolo controverso di Shannon tra guerre, deportazioni e diritti umani, mettendo in discussione la neutralità di Dublino. Da Les Enfantes Terribles Le parole di Mick Wallace riaprono una ferita […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palestina, colonizzazione armata e guerra permanente: uccisi ragazzi in Cisgiordania, Gaza spezzata dalla “linea gialla”

Coloni armati seminano morte nei villaggi palestinesi, aumentano violenze e sfollamenti in Cisgiordania. Nella Striscia Israele consolida l’occupazione del 53% del territorio trasformando la zona cuscinetto in frontiera militare stabile. Da Osservatorio Repressione La violenza contro i palestinesi prosegue senza tregua, tra l’espansione coloniale in Cisgiordania e la progressiva spartizione militare di Gaza. Nelle ultime […]

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: i primi passi di una fragile tregua

Dopo oltre un mese di quotidiani attacchi israeliani contro Beirut e soprattutto contro il sud del paese, si apre una nuova tregua tra Israele e il Libano. La tregua, mediata dagli Stati Uniti, ha visto per la prima volta in oltre 30 anni contatti diplomatici diretti tra Israele ed il governo libanese, ma resta estremamente fragile e reversibile poiché, ancora una volta, non scioglie i nodi politici e militari alla base del conflitto. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Jesus Trump e i suoi vassalli.

Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nella Commissione von der Leyen, nota per i suoi endorsement all’invio di armi in Ucraina e in generale votata alla sedicente necessità di riarmo per difendersi da qualche fantomatica minaccia all’Europa, prende parola anche sullo scenario bellico in Asia Occidentale. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Palantir e il capitale europeo: chi investe?

Chi finanzia le tecnologie della sorveglianza e della guerra? Ne parliamo con Daniele Grasso, data journalist di El País e dell’ICIJ, a partire da un’inchiesta sugli investimenti europei nel colosso Palantir di Peter Thiel.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Editoriali

Giovani Contro

Oggi la politica istituzionale in toto inizia ad avere un timore, ossia quello di vedere nei “giovani” un settore capace di organizzarsi, incidere e non avere alcuna fiducia nei confronti della delega e della politica dei partiti.