InfoAut
Immagine di copertina per il post

Lander spedito ai torturatori spagnoli

Estradato il giovane indipendentista basco accusato, senza prove, di aver bruciato un autobus vuoto undici anni fa

Estradato nel pomeriggio Lander Fernandez, 33 anni, indipendentista basco che viveva a Roma dov’è stato arrestato inseguito da un mandato per terrorismo spiccato dallo Stato spagnolo. All’alba la polizia l’è andato a pescare nella casa occupata alla Garbatella dove si trovava ai domiciliari. Da diversi giorni, la casa era tenuta d’occhio dai suoi compagni per scongiurare almeno che l’estradizione prendesse le sembianze di una rendition, di un sequestro di persona.

Tre ore dopo il fallito blitz, Lander è a via Genova, la questura della Capitale. Decine di persone gridano il suo nome sotto la finestra della Digos nella quale si trova con i suoi legali e con alcuni parlamentari che hanno preso a cuore il “caso basco a Roma”. Verso le 17 la situazione precipita. I blindati di polizia e carabinieri chiudono da tutti i lati via Genova, i celerini impediscono a chiunque di entrare ed uscire. Federica Daga, la parlamentare grillina che fin dalla mattina presto è stata al fianco di Lander e dei suoi avvocati, esce visibilmente commossa. I legali avevano chiesto qualche giorno in più per avere il tempo di fare una richiesta di sospensiva al Tar dell’estradizione firmata il 16 aprile e sembrava, nel corso della giornata, che ci fossero segnali positivi.

Lander verrà condotto a Ciampino dove un aereo militare lo porta in Spagna. I suoi compagni sfilano in corteo fino all’Ambasciata di Madrid presso il Vaticano, in Piazza di Spagna.

Lander Fernandez Arrinda viene arrestato a Roma Una quindicina di agenti – passamontagna e pistole spianate – il 13 giugno 2012 alle ore 8.30 fuori dal suo appartamento mentre andava dai suoi avvocati. Nessuna sentenza di condanna definitiva è stata emessa nei suoi confronti visto che in Spagna non è prevista la contumacia.

Nella piccola folla una signora è seduta su una sedia rimediata da uno degli uffici dei pompieri. E’ la madre di Lander e, accanto a lei, c’è Arkaitz, il fratello dell’attivista accusato di aver preso parte a un corteo nel 2002 e di aver preso parte all’incendio di un autobus. «Un autobus vuoto», precisa la donna che sorride al cronista quando questi gli chiede scusa se le si rivolge con la lingua di uno stato invasore.

Arkaitz racconta a Popoff le pressioni della polizia politica contro suo fratello: «Nel maggio 2009 lo andarono a prendere a scuola. Erano agenti in borghese. Lo minacciarono, o avrebbe fornito loro i nomi dei compagni oppure avrebbero dato corso all’accusa che pendeva su di lui». Iniziò per Lander un periodo piuttosto angoscioso per il pressing della polizia. «Continuò a studiare ma lo accompagnavano i suoi amici. Alcuni giorni dopo, quattro agenti gli tesero un agguato in un vicolo dietro casa nostra. Lo avevano zittito con un fazzoletto in bocca. Fuggirono solo quando i vicini si accorse di quello che stava capitando. Lui decise di denunciare pubblicamente e, subito dopo la conferenza stampa, gli fu notificata l’inchiesta contro di lui». Ma di prove nemmeno l’ombra nel fascicolo consegnato alle autorità italiane. Solo una testimonianza estorta con la tortura, un caso eclatante di tortura raccolto e documentato dal relatore speciale dell’Onu Theo Van Boven nell’informativa del 30 marzo 2005 alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il procedimento scaturisce da una dichiarazione estorta al suo coimputato Aingeru Cardano, membro della presunta organizzazione denominata “Kale Borroka”, che, sempre secondo l’accusa, collaborerebbe con l’organizzazione terroristica denominata Eta. Questi disse che Lander era sul luogo del reato durante il cosiddetto periodo di “incomunicacion”, 13 giorni in balìa dell’Audiencia nacional senza che poter nominare un avvocato, accedere a un medico di fiducia o informare la famiglia. L’Audiencia Nacional è il tribunale speciale creato sulle ceneri del Top, il Tribunale franchista dell’Ordine Pubblico.

Dal 1978 ad oggi più di diecimila attivisti baschi hanno denunciato di avere subito torture nelle caserme di polizia. Per questo molte organizzazioni internazionali come Onu, Amnesty International e Human Rights Watch hanno denunciato questo particolare regime, invitando lo Stato spagnolo a rispettare la Carta Internazionale dei Diritti dell’Uomo e la Convenzione contro la Tortura.

Il 22 aprile, per Lander, s’è svolta una manifestazione popolare nel suo quartiere di Bilbao, Santuchu. E stasera il suo nome è risuonato allo stadio di San Mames dov’era ospite il Barça. «Il negoziato non c’è mai stato – dice ancora Arkaitz – la repressione è utile a distrarre l’opinione pubblica dalla crisi, dalla disoccupazione record. Il governo ha paura della destra, dentro e fuori il partito popolare, se dovesse fare dei passi in direzione del negoziato».

 

di Checchino Antonini 

per popoff.globalist.it

 

Riportiamo qui sotto il comunicato emesso nella serata di ieri dal Comitato Un Caso Basco a Roma

Oggi Lander è stato estradato. Per un anno il nostro comitato ha combattuto perché fossero rispettati i suoi diritti, mobilitandosi e sensibilizzando l’opinione pubblica con rabbia e determinazione. Interrogazioni parlamentari, appelli e articoli di denuncia sulla stampa, dibattiti sui temi della prigionia politica e sulla tortura nei Paesi Baschi, azioni pubbliche di protesta.

Tutto questo è stato fatto per denunciare il pretestuoso stato di eccezione adottato dallo Stato spagnolo contro i militanti politici baschi. Un’anomalia che lo Stato italiano ha tacitamente avallato costringendo Lander a dieci mesi di domiciliari e infine riconsegnandolo a uno Stato più volte ammonito da organismi internazionali e dall’UE per gli atroci trattamenti riservati a chi abita le sue carceri.

Nonostante l’impegno e la costanza della nostra lotta, Madrid ha potuto perpetrare  l’ennesima operazione repressiva, le cui fondamenta non risiedono nel vizio giuridico ma nel pregiudizio politico. Lander ora è a Madrid; nulla sappiamo circa le sue attuali condizioni e l’udienza del suo processo. Ciò che possiamo dare per certe sono  la passione umana e la tenacia politica che continueranno ad animare la nostra campagna, la cui riuscita non sarà la sola liberazione di Lander, ma l’amnistia per tutti i prigionieri politici baschi costretti nelle carceri spagnole e francesi in condizioni disumane e prive di dignità.

27.04.2013

 

Uncasobascoaroma

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Conflitti Globalidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Editoriali

E’ la bolla: quanta energia nelle mani dei padroni

Stiamo entrando mani e piedi in un sistema di capitalismo finanziario in cui l’energia è la principale merce di scambio.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Cimici al carcere delle Vallette

In questi giorni, a seguito di alcuni articoli di giornale e in particolare dai racconti di alcuni detenuti recentemente usciti dal carcere torinese Lo Russo e Cutugno, sono emerse nuovamente le criticità sanitarie e di vivibilità minima della Casa Circondariale.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

La vera faccia dei data center: cosa succede in Piemonte?

Di seguito l’indizione del dibattito organizzato dai comitati e dai cittadini che si stanno attivando a Torino sul tema dei data center insieme all’Assemblea Universitaria di Scienze di UniTo.

Immagine di copertina per il post
La Fabbrica della Guerra

Data Center a Modena: dati in pasto alla guerra

Brescia, 18 agosto 2026. Festa di Radio Onda d’Urto. Temperature da fornace padana, nell’estate più lunga, torrida e faticosa mai registrata in Italia. Insieme a noi, sotto la tensostruttura dove si svolge il dibattito, decine e decine di persone.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

La banalizzazione della montagna

Un articolo di Luca Rota – attento conoscitore delle nostre montagne e del loro ambiente naturale – offre lo spunto per ragionare su una problematica di attualità: il turismo.

Immagine di copertina per il post
Formazione

Blocchi nei licei in Francia: la protesta continua e si espande

Da meno di una settimana in Francia tutti i licei di periferia di Parigi e di altre grandi città sono bloccati dai picchetti degli studenti che, insieme a professori e assistenti all’educazione, hanno messo al centro la questione della formazione.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: c’era una volta Bosco Ospizio, ora è il tempo delle ruspe della Conad

Ruspe e polizia nel Bosco Ospizio di Reggio Emilia, dove un progetto edilizio minaccia un’area verde ricca di biodiversità. Il quartiere resiste e il presidio incontra la lotta No Tav: esperienze diverse che si riconoscono nella difesa dei territori.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Antifa: sentenza d’appello a Budapest, mentre Parigi conferma l’estradizione di Gino verso la Germania

Sentenza a Budapest, mercoledì 30 settembre 2026, nel processo d’appello ai danni di Maja T., Gabri e Anna, tre delle persone antifasciste nel mirino della repressione ungherese per aver partecipato – nel febbraio 2023 – alle manifestazioni contro il raduno neonazista del cosiddetto “Giorno dell’onore”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Rivolta al Don Bosco di Pisa: un carcere invivibile, tra sovraffollamento, degrado e sorveglianza

I detenuti denunciano su TIK TOK il peggioramento delle condizioni di vita e la presenza di dispositivi di sorveglianza nelle celle. Fuori dal carcere centinaia di familiari e solidali chiedono notizie. «Tutti sanno come entrano i telefoni e le altre sostanze».

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Smascherare il merito

Smascherare il merito è un’iniziativa che si è tenuta il 28 e 29 maggio 2026, due giorni di interventi e assemblee organizzati dallə studentə della Normale e della Sant’Anna, le scuole superiori universitarie di Pisa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Garvaghy Road non ha ceduto

Alle 8:15 la Portadown District Lodge era ancora schierata al cancello di Drumcree Church, ombrelli aperti contro una pioggia che il meteo aveva promesso puntuale. Un’ora dopo era già rientrata nella Orange Hall di Carleton Street. In mezzo, sette ore di una notte che l’Irlanda del Nord pensava di essersi lasciata alle spalle nel secolo scorso.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo: un inizio di mobilitazione verso e oltre il corteo contro il riarmo del 24 ottobre

Ripubblichiamo il resoconto della due giorni del 19-20 settembre tenutasi a Torino contro il riarmo uscito dalle varie realtà che portano avanti il coordinamento cittadino.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La fine del genocidio è la fine del sionismo”. Appello per scendere in piazza per la Palestina il 10 ottobre

Diffondiamo l’appello dei Giovani Palestinesi d’Italia per una mobilitazione nazionale sui territori il 10 ottobre 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Houthi alla conquista di Mocha. La situazione nel corridoio energetico globale e il possibile ingresso di nuovi attori

Tra il 9 e il 10 settembre il movimento politico-militare scita libanese Ansar Allah (detti comunemente Houthi Yemeniti) ha preso in controllo di Mocha, una città portuale affacciata su una delle più importanti rotte marittime del pianeta, lo stretto di Bab el-Mandeb.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Serbia: sionismo e nazionalismo nei Balcani. Un approfondimento dopo il funerale di Mladić

A partire dai funerali “quasi” di Stato di Ratko Mladić, il comandante delle truppe serbe colpevoli del genocidio di Srebrenica morto in detenzione all’Aia, facciamo il punto sulla politica interna ed estera della Serbia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano: “Israele sta radendo al suolo una fascia del sud del paese”. Il collegamento da Beirut con il giornalista Pasquale Porciello

In Libano, l’esercito di occupazione israeliano continua a intensificare i bombardamenti nel Sud del Paese nonostante l’accordo quadro firmato a Washington lo scorso 26 giugno, primo accordo diretto tra i due paesi in quarant’anni.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Torino è contro il riarmo

Ripubblichiamo l’indizione della due giorni del 19-20 settembre 2026 che si terrà a Torino organizzata dall’assemblea cittadina Torino Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Hanover: finto think tank utile a diffondere propaganda israeliana

Un’inchiesta originariamente svolta dal Guardian ha svelato il meccanismo utilizzato da un finto Think tank – inesistente in quanto senza sede, senza indirizzi né referenze – “Hanover” che allena l’intelligenza artificiale nella creazione di propaganda ad hoc in favore di Israele e del suo operato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cuba: acqua, medicinali, carburante, energia elettrica. Il peso del bloqueo nella vita quotidiana.

A Cuba la crisi economica e sociale ha raggiunto livelli sempre più drammatici.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Israele dichiara guerra anche agli aquiloni di Gaza

Dopo aver distrutto scuole, ospedali e case, Israele trasforma anche il gioco dei bambini palestinesi in una «minaccia letale». Aquiloni di carta senza esplosivi vengono equiparati ai droni e diventano il nuovo pretesto per minacciare bombardamenti e sfollamenti nella Striscia.