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India, in 50 milioni dicono ‘no’ alle multinazionali straniere

In un paese in cui il sistema commerciale è basato sul piccolo commercio, questo potrebbe significare la fine di numerosi negozi. Le grandi multinazionali potevano fino ad ora vendere all’ingrosso al piccolo commercio; con questa riforma, il governo permetterà invece alla grande distribuzione di avere un rapporto diretto con il consumatore. La giustificazione di tale scelta, sempre la stessa: migliorare l’economia del paese, ovviamente a scapito dei lavoratori e a beneficio degli interessi monetari. Unitariamente, nella giornata di oggi, si sta svolgendo anche uno sciopero degli autisti degli autobus e dei mezzi pesanti che protestano contro l’aumento previsto del 14% del prezzo del gasolio.

Numerosi sono i presidi e i cortei in varie città. Le persone che sono scese in strada hanno dato il via ad una serie di azioni atte a bloccare e paralizzare le città indiane. L’efficacia della protesta si sta dimostrando soprattutto negli stati settentrionali di Uttar, Pradesh e Bihar dove risultano essere molte le fabbriche, gli uffici e le scuole che sono rimaste chiuse mentre nelle ultime ore, la polizia indiana ha arrestato almeno una dozzina di manifestanti che hanno occupato la stazione principale degli autobus nell’Andhra Pradesh.

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