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DOLLARI E NO. GLI STATI UNITI DOPO LA FINE DEL SECOLO AMERICANO. INTERVISTA A BRUNO CARTOSIO

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Dalla prefazione di DeriveApprodi. Per leggere gli Stati Uniti degli ultimi decenni, occorre capirne l’attuale fisionomia socioeconomica e politica, quella di un paese diviso e disuguale come mai prima. Occorre analizzare le dinamiche che hanno portato all’elezione di Donald Trump, ripercorrere le discussioni intorno sulla sua figura di autocrate e ricostruire tanto la ripresa della partecipazione elettorale del 2018 che le risposte diffuse e di massa alla sua politica.

Fino all’impeachment del 2020. Per leggere l’America dopo la «fine del secolo americano», occorre tracciare le linee dell’evoluzione interna che hanno portato alla situazione attuale: dalle insorgenze sociali e la «crisi generale» degli anni Sessanta e Settanta alla svolta reazionaria veicolata dalla deindustrializzazione e la globalizzazione neoliberista. Una svolta in atto da oltre quarant’anni, iniziata sotto la presidenza Reagan negli anni Ottanta, che non ha mai smesso di rendere i ricchi più ricchi, i poveri più poveri e ridotto i ranghi della middle class. Occorre, dunque, capire che se il lavoro è cambiato con esso sono cambiate le geografie delle città: dalla Silicon Valley a San Francisco, da Manhattan a Seattle, le «classi creative» convivono con le degradate Detroit, Flint, Akron e Youngstown. Dei nuclei urbani protagonisti dell’American Century ciò che resta sono le rovine, tra le quali la fatica di resistere porta a riformare tessuti solidali e nuove esperienze di comunità di base.

“L’impressionante arricchimento dei ricchi a fronte della precarizzazione delle vite degli appartenenti alle classi lavoratrici e dell’impoverimento della cosiddetta classe media hanno prodotto una crescita abnorme delle disuguaglianze sociali e cancellato molte certezze su presente e futuro di singoli e famiglie. E l’insicurezza prolungata ha prodotto a sua volta estraniamento , isolamento e disperazione”. Se a questa situazione aggiungiamo la crisi sociale ed economica prodotta dal covid-19  che ha colpito in maniera sproporzionata la popolazione nera , ecco che si creano e si incrociano tra loro  tutte le condizioni per una tempesta perfetta. A questo bisogna aggiungere alcuni elementi: in primis il video di nove minuti girato da una ragazza di 17 anni che in poche ore ha fatto il giro del mondo che ha avuto un effetto dirompente sulla sensibilita’ delle persone , la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, e in seguito, circa 48 ore dopo , il fuoco che ha distrutto il terzo distretto di polizia a Minneapolis, che ha invece prodotto immaginario contribuendo a fare diventare globale la protesta contro le ingiustizie e il razzismo.   

“Col passare dei giorni e delle settimane, la narrazione della vera natura della rivolta continuerà a essere discussa” scrive un cronista che ha seguito da vicino la prima settimana a Minneapolis. “Ma in prima linea assisterai a incomprensibili atti di solidarietà, coraggio e, a volte, una rabbia irraggiungibile per la mancanza di umanità offerta ai neri in America. Non puoi fare un censimento durante una rivolta, ma il mio resoconto personale è che i giovani in prima linea sono stati sproporzionatamente neri e marroni, per lo più non affiliati a un’organizzazione ufficiale.

Ma la vera importante novita’ sono le seconde linee: li’ trovi anche ispanici, latinos, bianchi, asiatici, nativi americani, donne e persone anche anziane. Le giovani donne somale con l’hijab e le camicie a maniche lunghe sono particolarmente evidenti nelle manifestazioni, nelle sale per le donazioni, nel distribuire cibo, nel portare materiale medico e equipaggiamento protettivo alla stessa protesta sulla 38th Street e Chicago Avenue, il luogo dove è stato assassinato George Floyd e punto di partenza e di incontro di tutte le comunita’ in lotta in questi giorni. 

BRUNO CARTOSIO insegna Storia dell’America del Nord all’Università di Bergamo. È stato tra i fondatori delle riviste «Primo Maggio»,«Altreragioni» e «Acoma». Tra le sue pubblicazioni: New York e il moderno. Società, arte e architettura nella metropoli americana (1876-1917) (2007); Stati Uniti contemporanei. Dalla Guerra civile a oggi (2010); I lunghi anni sessanta. Movimenti sociali e cultura politica negli Stati Uniti (2012); Verso Ovest. Storia e mitologia del Far West (2018).

Intervista a Bruno Cartosio Ascolta o scarica 

{mp3remote}https://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/2020/06/Bruno-Cartosio-rivolta-USA.mp3{/mp3remote}

Come officinaprimomaggio.eu ha messo a punto un opuscolo , una sorta di raccolta di inchiesta , saggi e documenti sulla rivolta e la mobilitazione in atto negli Stati Uniti. https://www.officinaprimomaggio.eu/uprising-voci-dagli-usa/

Altri materiali 

https://blacklivesmatter.com/

https://itsgoingdown.org/

https://mappingpoliceviolence.org/

https://eamonwhalen.substack.com/p/a-broken-windows-police-station

Da Radio Onda d’Urto

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