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Argentina: Ancora negazionismo, ad un giorno dall’anniversario del colpo di stato il Governo ha demolito un monumento allo scrittore Osvaldo Bayer

Invece di occuparsi dello stato delle strade di fronte all’abbandono delle opere pubbliche, la Viabilità Nazionale è stata utilizzata come strumento di provocazione nell’ambito di un nuovo anniversario dell’ultimo colpo di stato.

Questo martedì, soltanto un giorno dopo un nuovo anniversario del sanguinoso colpo di stato perpetrato il 24 marzo 1976, il governo di Javier Milei ha demolito un monumento a Osvaldo Bayer, storico, giornalista e autore di La Patagonia Ribelle, che era situato all’ingresso della città di Río Gallegos, Santa Cruz.

Nell’amministrazione di ultradestra, il pessimo stato delle strade di fronte all’abbandono delle opere pubbliche non fa parte dell’agenda della Viabilità Nazionale. Né le grandi buche, né la mancanza di pittura, né la segnaletica in cattivo stato. Al suo posto, l’organismo incaricato della costruzione e manutenzione delle vie a livello nazionale è utilizzato per la “battaglia culturale” che porta avanti il governo nazionale.

A poche ore dal 24 marzo, Viabilità Nazionale ha demolito il monumento in omaggio ad Osvaldo Bayer che era stato inaugurato 2 anni fa, durante la gestione di Alicia Kirchner come governatrice di Santa Cruz.

Commissione per la Memoria degli Scioperi del 1920-1921 – Río Gallegos

Da parte della Commissione per la Memoria degli Scioperi del 1920-1921 di Río Gallegos, ripudiamo quanto successo con l’immagine di Osvaldo Bayer che stava all’entrata della nostra città capitale.

Consideriamo che sia una vendetta di coloro che rivendicano il genocidio avvenuto negli Scioperi Patagonici. Un massacro perpetrato dai gruppi di potere e il loro braccio armato che fucilarono 1.500 persone che desideravano una vita migliore per loro e le loro famiglie.

Fu grazie all’enorme apporto di Bayer,  e delle sue indagini che gli costarono vari anni della sua vita, che fu permesso di trarre dall’oblio, quanto avvenuto a Santa Cruz tra il 1920 e il 1921 e, inoltre, di rivendicare la causa giusta di quello sciopero operaio che commosse tutta la Patagonia e il resto del paese.

Allora, non è casuale che, ad un giorno dal 24 Marzo, e a 49 anni dal golpe civico, ecclesiastico, militare ed imprenditoriale, si porti a termine l’abbattimento dell’immagine di Osvaldo Bayer, come una vendetta di coloro che rivendicano tutti i genocidi avvenuti in Argentina e in particolare in Patagonia. Sono coloro che oggi sono nello stato e vogliono una “Storia Completa”, come una falsa discussione. Se così volessero, dicano dove sono le fosse comuni, per ritrovare i resti di coloro che furono fucilati nel 1921 e quanti furono giustiziati nel massacro.

Non è nemmeno causale che questo 25 marzo, festeggino la caduta del monumento di Bayer, quando è il “Giorno del Lavoratore della Stampa”, come lo fu Osvaldo e il suo prezioso lavoro di indagine, che gli costò l’esilio durante la dittatura militare.

Allora, noi che rivendichiamo la memoria di quegli scioperanti, con più ragione e con più forza dobbiamo continuare a lottare per impedire che occultino quello che realmente avvenne a Santa Cruz, perché è impossibile che possano riuscirci con l’abbattimento di un monumento.

Come disse Bayer:

“Voglia che il silenzio patagonico non sia più ferito dall’eco dei proiettili; voglia che il paesaggio patagonico non soffra più il corsetto di frontiere inventate dall’egoismo umano, e si estenda dall’Atlantico al Pacifico come nel sogno di Bolivar; voglia che l’uomo e la donna patagonici possano allevare i propri figli in mansuetudine e allegria, e respirare le sue arie e aromi con tranquillità di sapersi sicuri nella propria dignità; voglia che la natura patagonica possa continuare a crescere la propria fauna e la propria flora come quando c’erano i suoi abitanti naturali, che staranno sempre affacciati a vigilare dalle coste, dai laghi e dalle cordigliere cosa facciamo della loro madre terra.

L’ingiustizia con le sue armi da fuoco continua a stabilire la legge. Se continua così, non rimarrà alcun dubbio che continueranno a sorgere altre Patagonie ribelli”.

25 marzo 2025

Resumen Latinoamericano

Traduzione a cura del Comitato Carlos Fonseca

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