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Niscemi – In cinquecento per dire No al Muos!

La Sicilia dice No al Muos e lo fa scendendo in piazza! 

Il sistema di telecomunicazioni satellitare Muos permette la comunicazione, da ogni parte del globo, di tutti gli utenti militari mobili, rappresentando di fatto una delle più avanzate tecnologie impiegate nella guerra del capitale. 

Il Muos è collegato a livello planetario da quattro grandi stazioni terrestri detti ground station che captano i link di tutte le comunicazioni globali di questo sistema. Queste stazioni, una volta istallate, attraverso impianti di trasmissione ad altissima frequenza (banda Ka) e potenza, (nella fattispecie 3 antenne radar con parabole da 18.4 metri di diametro), che emettono costantemente dei fasci elettromagnetici, comunicano con i satelliti in orbita consentono di pilotare droni militari anche a distanza, qualunque sia la loro posizione e la loro destinazione. 
Il Muos rappresenta il tentativo imposto dall’alto di realizzare un’opera nociva per la popolazione locale ( le onde elettromagnetiche provocano devastazione del territorio e provocano gravi malattie) utile solo alle logiche di profitto che stanno dietro alle guerre volute dagli Usa. Guerre che dietro la retorica “umanitaria” o “antiterroristica” nascondono gli interessi di chi non si fa scrupoli pur di accumulare capitali. 

Il corteo ha attraversato le strade del paese ed è infine confluito nella piazza principale, dove si è trasformato in un’assemblea pubblica, che ha divulgato le ragioni dell’opposizione alla realizzazione del Muos. Al corteo era presente anche uno spezzone dei NoTav palermitani che ha ribadito come  le lotte popolari portate avanti dalla Val Susa e dal movimento No Tav contro la Grande Opera inutile abbiano dimostrato come sia possibile, dal basso, impedire che i nostri territori diventino merce da svendere al padrone di turno ed oggetto di devastazione,  per una reale autodeterminazione dei popoli che quei territori li abitano. Questa eredità oggi è stata raccolta dal movimento No Muos che già da tempo si muove nella stessa direzione scrivendo giorno per un giorno una nuova pagina di lotta e di resistenza popolare.

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