InfoAut
Immagine di copertina per il post

COMUNICATO STAMPA COMITATO DI LOTTA POPOLARE SULLE RESTRIZIONI AI 12 NO TAV

Fu una giornata di lotta, di sfida alle mafie Sì Tav e al loro apparato militare, cui le FFOO risposero con violenza estrema, lanciando gas lacrimogeni al CS non appena tentammo di avvicinarci alle reti, non senza cercare il ferito e magari il morto tra i manifestanti (in particolare puntando ripetutamente alla testa dei No Tav le granate lacrimogene). Un compagno perse un occhio per questo motivo, mentre Yuri, 16 anni, del Komitato Giovani No Tav, oscillò tra la vita e la morte per 24 lunghissime ore, per poi ristabilirsi soltanto parzialmente dopo mesi di cure. Ha infine completamente perso l’udito da una delle orecchie.

Questa repressione fu brutale e premeditata, dimostrando ancora una volta che, quando interessi troppo grandi sono in ballo, la democrazia dell’austerity non esita a mettere a rischio la vita delle persone, pur di procedere nei suoi intenti. Proprio in quei giorni, d’altra parte, si insediava il governo Monti che, per voce del ministro Passera, ribadiva il carattere prioritario e irrinunciabile del Tav: non ci stupimmo, visto che i tecnocrati che ci governano hanno il compito preciso di scaricare i costi della crisi su tutti noi, per massimizzare ancora una volta i profitti di una cricca di parassiti capitalisti. Di una simile visione della società, e di simili interessi, il Tav è uno dei costituenti esemplari.

Oggi, ancora una volta, la magistratura torinese si schiera contro la Val di Susa, imponendo restrizioni ai movimenti di 12 compagni colpevoli soltanto, come tutti noi, di avere difeso la nostra terra. Per l’ennesima volta, e a sette mesi dall’operazione coordinata da Caselli il 26 gennaio, si mostra di credere che le denunce e i processi possano fermare un movimento popolare di massa, un movimento resistente, che non arretrerà di un metro dopo questa operazione, come non ha arretrato dopo le precedenti. Operazione tanto più grave perché assume carattere persecutorio nei confronti di un compagno del Comitato di Lotta Popolare, Giorgio, che soltanto ieri aveva visto gli arresti domiciliari commutati in divieto di dimora in alcuni comuni della valle; da oggi gli si impone l’obbligo di dimora a Bussoleno e quello di permanenza presso la propria abitazione tra le 21 e le 7. Provocazione tanto più evidente perché un altro indagato, Max, è stato “prelevato” nella notte al campeggio di Chiomonte per la notifica di un obbligo di dimora mentre Luca, giovane del Comitato, è stato prelevato a casa sua, caricato in macchina e portato in Questura a Torino.

Nulla di tutto questo fermerà il movimento o incrinerà la sua convinzione nelle proprie ragioni. Nulla di tutto questo cambierà la nostra opinione sul Tav e sulla necessità di una resistenza aperta contro di esso. Nulla di tutto questo cambierà la storia di vergognose violenze di polizia che ha contraddistinto la giornata dell’8 dicembre 2011. Nessuna denuncia e nessun processo intaccherà la fermezza del movimento nella lotta: ci vorranno tempo e sacrifici, ma infine una per una le recinzioni del cantiere verranno giù.

Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Bisognidi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un 25 aprile di lotta!

Da Torino a Pisa, passando per Milano e Roma la giornata del 25 aprile è stata partecipata in maniera significativa in tutta Italia. Proponiamo alcuni racconti della giornata.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Strike Days a Prato

Dal 17 aprile sono in corso gli strike days, una serie di scioperi e picchetti a oltranza organizzati e promossi dal sindacato di base Sudd Cobas per denunciare e combattere lo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici a Prato.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Primo Maggio a Torino: La loro guerra non la paghiamo!

Ripubblichiamo l’indizione per lo spezzone sociale del Primo Maggio torinese frutto del percorso cittadino Torino è Partigiana.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Reddito del merito? Occhiuto: non idoneo. Torna al prossimo appello

Il presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha presentato la sua proposta di reddito di “merito”: un contributo economico mensile destinato alle studentesse che manterranno una media dal 27 al 30. Una misura che si presenta come riparativa nei confronti dell’emigrazione giovanile, ma che in realtà non fa altro che aumentare competizione e disuguaglianze.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni

L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Fuori e contro. Lotte del margine o campo largo.

In un contesto fortemente influenzato dalla guerra e dalle politiche governative di riarmo che sottraggono risorse al sociale, le condizioni materiali di vita di una crescente fetta della popolazione sono in peggioramento, tra rincari e carenze strutturali del welfare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Da Cosenza, dai Sud, una nuova sfida comune

A Cosenza abbiamo dato vita a due giorni di discussione e confronto importanti, dando seguito al percorso collettivo iniziato a Messina negli scorsi mesi e facendo insieme un ulteriore passo in avanti. Eravamo in tante, da ogni parte dei sud.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

25 Aprile in ogni città

Una raccolta di indizioni delle giornate di mobilitazione che in tutto il Paese vedranno iniziative e manifestazioni per il 25 aprile: il tema è la contrapposizione alla guerra, alla crisi energetica ed economica, per unirsi dal basso e organizzarsi a partire dai territori.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Noi la guerra non la paghiamo

Ripubblichiamo il testo della campagna lanciata dall’Assemblea Studentesca di Torino in merito ai rincari, in particolare legando la questione dell’aumento dei prezzi dovuto alla crisi energetica causata dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, alla necessità di un trasporto gratuito.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Referendum: dalla questione della giustizia agli incubi della guerra

Diciamocelo: quella cartina d’Italia con la distribuzione dei “No” e dei “Sì” al referendum di ieri ci ha dato una bella soddisfazione. Ma forse il problema della giustizia ha avuto un’importanza relativa sul risultato.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Terzo giorno di navigazione sulla Flottila

Un messaggio video arriva da Simone del Gruppo Autonomo Portuali dal terzo giorno di navigazione verso Gaza.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

25 APRILE OVUNQUE MILANO È PARTIGIANA

In continuità con il percorso cittadino avviato ormai quattro anni fa, svincolato dalla retorica delle istituzioni che per troppo tempo hanno sfilato insieme ai sionisti in testa al corteo, svuotando il 25 aprile del suo significato conflittuale e partigiano, anche quest’anno dalla piazza arriva un’indicazione politica chiara: il corteo appartiene a chi riporta i valori […]

Immagine di copertina per il post
Editoriali

“Make America Great Again”: il sogno è diventato un incubo

Trump sembra sia riuscito a trasformare il sogno Maga in un pantano, e molti dei sostenitori di quel progetto iniziano a prendere le distanze seriamente messi di fronte al fallimento e all’incoerenza del presidente.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Inizia in Germania il processo all* “5 di Ulm”

Cinque giovani attivist* con base a Berlino sono stat* arrestat* l’8 settembre 2025 in relazione a un’azione presso la Elbit Systems di Ulm, in Germania. L’obiettivo dell’azione era quello di interrompere il flusso di armi verso Israele.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Libano,Israele non si ferma continuano bombardamenti e demolizioni

Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso ieri la giornalista libanese Amal Khalil del quotidiano Al Akhbar e ferito una fotografa che la accompagnava.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Aziende di tutta la Silicon Valley, unitevi!

Qualche giorno fa l’azienda Palantir ha pubblicato sul proprio profilo X un manifesto in 22 punti su quanto riguarda società, Silicon Valley, tecnologia e gestione del potere. In realtà si tratta di una estrema sintesi del libro The technological Republic scritto a quattro mani da Alex Karp e Nicholas Zamiska.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Oltre un solo uomo: perché le guerre di Israele non finiranno con Netanyahu

Per rompere questo paradigma, i palestinesi devono generare una leva, una leva reale. Questa non può derivare da inutili negoziati o da appelli al Diritto Internazionale a lungo ignorato.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Spagna: Il Movimento Antirepressione di Madrid svela un’altra poliziotta infiltrata

L’agente della Polizia Nazionale Spagnola per più di un anno è stata infiltrata in nell’organizzazione propalestinese MAR e in un partito politico.