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Se si muore di sanità in Calabria

La sanità in Calabria è in condizioni disastrose. La malaugurata morte di Serafino Congi, lo scorso gennaio, per colpa della mancanza di personale medico sull’ambulanza sulla quale era stato ricoverato per un infarto, è l’esito drammatico di un sistema in cui mancano le strutture ospedaliere e ci vogliono anni di attesa per visite e controlli.

A monte di tutto questo, c’è una gestione opportunistica del territorio, che ha fatto della promessa di sviluppo industriale un lascito di scheletri e colate di cemento, che viene portata avanti da una borghesia feudataria, rispetto alla quale non ha senso porre una distinzione tra ciò che è criminale e ciò che non lo è. Per la politica, la sanità è al centro degli interessi solo se questi sono privati.

Il 10 maggio è stata indetta una manifestazione a Catanzaro, per la salute e contro la malasanità, a cui parteciperanno molti comitati del territorio. Si sta finalmente andando verso un coordinamento delle vertenze legate a questo tema? O gli scandali di salute pubblica continueranno ad accendere scintille d’indignazione destinate a spegnersi nel breve tempo – magari quello utile a qualche politicante per esprimere l’ipocrisia di un cordoglio?

Ne parliamo con Claudio Dionesalvi, compagno di Cosenza.

da Radio Blackout

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