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Bologna: te la ricordi la rabbia dei facchini?

Stamattina a presidiare i cancelli della Granarolo, multinazionale dei latticini c’erano ancora loro: i facchini che insieme a precari, studenti, e centri sociali per tre mesi (maggio, giugno e luglio) avevano dato battaglia dopo essere stati licenziati per aver scioperato. La loro determinazione aveva portato ad un’accordo siglato dalla prefettura bolognese in cui si individuava un percorso fatto di scadenze diversificate attraverso il quale le controparti assicuravano la riassunzione dei facchini con tanto di date e nomi delle aziende coinvolte. La firma dell’accordo era posta come condizione necessaria affinché venisse riconosciuta la C.i.g. ai lavoratori. I facchini e il loro sindacato Si.Cobas avevano deciso di firmare consapevoli di essere di fronte all’ennesimo ricatto. Avevano definito la firma ma come un momentaneo assestamento, e posizionamento, durante una battaglia che avrebbero immediatamente ripreso qualora i patti non fossero stati rispettati. Detto Fatto! Allo scadere delle date previste dall’accordo , in mancanza di una sua applicazione, i facchini han voluto ma4ntenere la loro parola. La dignità sta anche in questo: negli impegni presi! Lo ripetono in continuazione, offesi dall’ennesimo comportamento offensivo tenuto dalle istituzioni e della produttiva cooperazione emiliana! “Quello di stamani è solo un avvertimento” dicono i facchini, e aggiungono che deve suonare forte e chiaro al tavolo prefettizio che nuovamente verrà convocato in questi giorni. In ogni caso l’assedio continuerà fino a che tutti non saranno riassunti. E i facchini con i loro compagni sono sempre di parola…

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