InfoAut
Immagine di copertina per il post

Virus di stato al sapore di silicio

||||

In pieno caos da pandemia il parlamento italiano si è premurato di approvare le ultime modifiche alla normativa sull’utilizzo delle intercettazioni.

 

Le origini della legge vanno cercate ai tempi in cui il ministro della giustizia era Orlando il presidente del consiglio Renzi, poi mutato in Gentiloni e non c’erano tracce di coronavirus all’orizzonte. L’intervento del governo era stato ampiamente richiesto da più parti dell’apparato della giustizia statale. L’Italia è uno dei paesi che fa più facilmente uso di intercettazioni all’interno delle indagini per vari tipi di reati.

L’utilizzo dell’orecchio tecnologico delle procure per captare le conversazioni telefoniche nel corso del tempo è diventato un elemento naturale del panorama quando si parla di indagini. Dai tempi di manipulite passando per l’epoca Berlusconi le intercettazioni hanno avuto anche i loro momenti di protagonismo e sono state oggetto di contesa politica. Ma nonostante gli alti e bassi nel dibattito pubblico le caratteristiche tecniche sono rimaste sostanzialmente invariate. Un cavo di rame (anni 90) o virtuale (oggi) inserito nel mezzo di due cornette telefoniche.

Ma nel 2017 le procure avevano da tempo incominciato a far uso di un nuovo attrezzo per le indagini e per l’occasione è stato varato un nome sufficientemente accattivante. Captatore informatico, trojan di stato o malware di stato a seconda delle frequentazioni. Infatti nonostante la proverbiale arretratezza dell’apparato statale nelle tecnologie attorno alla sorveglianza è fiorito un mercato estremamente florido e vivace in cui l’Italia occupa una posizione centrale a livello internazionale. Grazie ad un* misterios* hacker not* come Phineas Fisher nel 2015 abbiamo scoperto come un azienda milanese chiamata hackingteam abbia rifornito apparati repressivi di mezzo mondo di strumenti per infettare i dispositivi digitali. Malware a disposizione delle polizie.

Una rivoluzione copernicana per le intercettazioni che fino all’arrivo del digitale erano relegate ad un funzionamento puramente passivo e legato ad un dispositivo. Prima si poteva solo ascoltare una conversazione tra due telefoni di cui almeno uno deve essere stato precedentemente messo sotto controllo. Ora l’universo delle possibilità diventa interessante, una volta inoculato il malware all’interno del dispositivo digitale (pc, ma più verosimilmente uno smartphone) si possono estrarre dati (foto, video, chat, etc) e anche attivare funzionalità (microfono, videocamera, localizzazione, etc) fino ad inserire file.

Fino ad oggi gli elementi di indagine raccolti con tali strumenti finivano sotto la voce “prove anomale“. Una facile scappatoia che ha permesso alle procure di portare nei processi molti elementi raccolti con più o meno “fantasia” ed illegalità. Ma nella maggior parte dei casi le informazioni estratte facendo uso dei malware non raggiungono le aule di tribunale, ma vengono semplicemente tenute nel privato dell’indagine. Questo perchè un abuso di prove anomale risulta fastidioso da digerire per l’apparato della giustizia e spesso spinge i procedimenti fino alla cassazione cosa che ha spinto quest’ultima ha pretendere dal legislatore un po’ di chiarezza su come si dovrebbero usare.

Ad accendere la luce ci ha pensato il ministro Orlando varando la prima legge tesa a normare, regolare e normalizzare l’utilizzo dei captatori. Ma l’ingresso in vigore è stato rimpallato nel corso dei mesi e degli anni successivi tra i diversi governi. Oggi abbiamo a che fare con quella che sembra la versione definitiva. L’utilizzo dei captatori informatici è stato limitato ad indagini per mafia, terrorismo o reati contro la pubblica amministrazione le cui pene superino i cinque anni.

Una delle questioni più spinose quando i malware vengono maneggiati a livello legislativo è quella della sua incredibile potenza rispetto ad altri strumenti del mestiere repressivo. Un telefono è capace di registrare qualsiasi conversazione in una distanza ragionevole oltre che a monitorare spostamenti, interazioni e dispositivi vicini. Inoltre è impossibile decidere a priori cosa è pertinente all’indagine e cosa invece rientra nella sfera privata dell’individuo, ammesso e non concesso che abbia senso parlare di privacy in una legge che vuole normalizzare le intercettazioni.  Quindi nel testo della legge viene inserito un limite a quali intercettazioni debbano e possano essere trascritte negli atti del procedimento. Le trascrizioni irrilevanti saranno scartate dal PM e dal Gip, ma su richiesta della difesa potranno essere re-inserite negli atti se ritenute pertinenti.

L’ultimo elemento inserito nella legge è la possibiltà di riutilizzare le intercettazioni ottenute nella cornice investigativa di un procedimento in altri. Purchè le altre indagini siano sempre per reati per cui si sarebbe potuto autorizzare un intercettazione.

Il mercato della sorveglianza non conosce crisi e grazie ad incentivi per videocamere, malware e strumenti di analisi il piatto in cui mangiare si ingrandisce costantemente.

 

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Approfondimentidi redazioneTag correlati:

CAPATATORE INFORMATICOintercettazioniMALWARE DI STATO

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Ucraina, l’imperialismo e la sinistra.

In questa intervista con Rob Ferguson, il ricercatore e scrittore ucraino Volodymyr Ishchenko discute i nodi sorti nel suo libro Towards the Abyss: Ukraine from Maidan to War e altre pubblicazioni

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 3

Siamo partiti parlando di agency di questa parte della classe borghese, dei loro sistemi valoriali, fino a spingerci ad analizzare un CEO come Thiel. Tuttavia, non va persa la bussola per muoversi dentro questo marasma ultra-destro. Le tendenze del capitale, la sua necessità continua di rivoluzionare i propri strumenti di estrazione del valore, prescindono da qualsiasi nome e cognome, da qualsiasi nome d’azienda, da qualsiasi ideologia, rimane la stessa da secoli: lo sfruttamento del lavoro vivo separato dalle sue condizioni oggettive.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Albania tra crisi di potere e rappresentanza: uno sguardo più ampio

Pubblichiamo un contributo di Immigrital, Cua Torino e Cua Pisa in merito agli avvenimenti in Albania degli ultimi mesi.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Spunti contro la società pacificata

Riprendiamo questa intervista comparso originariamente su Machina.org in avvicinamento al Festival Altri Mondi Altri Modi che si terrà a Torino, quartiere Vanchiglia, a partire dal 22 aprile. In questa occasione un dibattito che si terrà dal titolo “Militarizzazione e Sicurezza nella Deriva Autoritaria” vedrà tra gli ospiti anche Enrico Gargiulo.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 2

Mencius Moldbug è lo pseudonimo di Curtis Guy Yarvin, un informatico, teorico politico e blogger statunitense. È il fondatore di Urbit finanziato tra gli altri da Peter Thiel stesso, oltreché essere un suo grande mentore (come il CEO di Palantir lo è di JD Vance).

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia / 1

L’approfondimento dal titolo “L’illuminismo oscuro di Peter Thiel. Note per una genealogia” si sviluppa in tre parti che pubblicheremo in sequenza.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista all’Accademia della Modernità Democratica 

Abbiamo svolto questa intervista all’Accademia della Modernità Democratica per approfondire il contesto più ampio relativo alla guerra all’Iran e il punto di vista delle comunità curde sui territori coinvolti e che potenzialmente verranno coinvolti nelle dinamiche di guerra guerreggiata. 

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Intervista a Youssef Boussoumah: “i militanti anti-imperialisti devono rispondere all’appuntamento con la storia”

Abbiamo svolto questa lunga intervista a Youssef Boussoumah, militante di lungo corso di estrema sinistra, anti-imperialista e decoloniale che oggi contribuisce al progetto di informazione autonoma Parole d’Honneur e di QG Décoloniale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of America”: chiudere i conti, o quanto meno provarci

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento sulla nuova politica Usa in Latino America, a cura della redazione. Qui la prima puntata. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“Shield of Americas”: l’Impero annuncia la guerra in America Latina

Pubblichiamo, in due puntate, questo speciale a cura della redazione sul progetto imperialista Usa, targato Trump, diretto verso l’America Latina. Nella prima parte, si approfondirà il progetto “Shield of America” e il nuovo corso interventista portato avanti dagli Stati Uniti. Nella seconda parte ci si concentrerà sulla portata politica della nuova fare apertasi con il rapimento di Maduro e l’assedio di Cuba, analizzando le implicazioni e i compiti che potenzialmente ci si pongono di fronte. Buona lettura!

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il grido di Alfredo Cospito: “Il vostro diritto è barbarie medievale”

Inchiesta Sibilla, assolto Alfredo Cospito. Ovviamente non sapremo mai i costi di questa inchiesta perché sul tema vige una sorta di segreto di Stato. In nome della sacra lotta al terrorismo, pure in tempo di repressione senza sovversione, procure e apparati investigativi fanno quello che vogliono e legittimano le barbarie del 41bis. di Frank Cimini da L’Unità. […]

Immagine di copertina per il post
Formazione

L’azienda italiana che può localizzare una persona in ogni angolo del mondo

Tykelab offre i suoi servizi tramite la ben più nota azienda di intercettazioni RCS.  RCS e Tykelab sviluppano uno spyware, Hermit, in grado di prendere il controllo del tuo smartphone e ascoltare tutto ciò che dici. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sorvegliare e punire, anche a sprezzo del ridicolo. Succede a Modena

Perché la digos spia due pensionati modenesi? La denuncia del Comitato Verità e Giustizia per i Morti di Sant’Anna

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Askatasuna: intercettati abusivamente i difensori

La denuncia dei legali al processo: la procura ha lasciato trascrivere centinaia di colloqui con gli assistiti, quando la legge non lo consente

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

L’uso strumentale delle intercettazioni in Italia: quali sono le regole e quale utilizzo ne viene fatto?

E’ ancora scontro a distanza tra il ministro della giustizia Carlo Nordio e le toghe – i magistrati italiani – principalmente sul tema delle intercettazioni ma anche sulle riforme a più lungo termine, come l’abuso d’ufficio.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Guardian: «Microsoft è stata arruolata dai servizi segreti Usa»

Ogni giorno ha la sua rivelazione. Quella delle ultime quarantotto ore riguarda la Microsoft. A pubblicarla è stato il quotidiano inglese «The Guardian», che ha raccontato, sia su carta che sul suo sito Internet, la collaborazione della società di Redmond con il programma Prism della National Security Agency (Nsa) nelle intercettazioni della corrispondenza telematica degli […]