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Genova, 30 Giugno Corteo Antifascista

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IL NOSTRO ANTIFASCISMO HA RAGIONI STORICHE ED IDEALI

Il 30 Giugno del 1960 fu necessario l’intervento del popolo per impedire che un congresso neo fascista si celebrasse nella nostra città, mentre il governo dell’epoca (Tambroni, D.C.) ne richiedeva addirittura l’ingresso in maggioranza.

A soli 15 anni dalle ultime stragi nazi-fasciste, partigiani, operai e studenti non si girarono dall’altra parte e imposero il rispetto per i martiri delle stragi causati dalla canaglia fascista.
Il fascismo nacque 40 anni prima, fu allora teorizzato e finanziato da industriali, latifondisti e dalla chiesa contro gli scioperi per i diritti dei lavoratori, l’avanzata del leninismo e della rivoluzione che in quel momento sembrava possibile.

Oggi i mandanti sono gli stessi: seppur dopo evoluzioni teoriche e strumentali, è ancora il potere economico (oggi dominato dall’impersonale potere finanziario) che scatena la paura e arma i fascisti, condannando i lavoratori alla precarietà, fino ad arrivare al Jobs Act dei giorni nostri.

Il 30 Giugno 1960 la Resistenza antifascista, mai sopita, celebra la vittoria di una battaglia di piazza. Ogni giorno, e in particolare il 30 Giugno e il 25 Aprile, dobbiamo ricordare che la guerra continua.

Certo i topi escono sempre dalle fogne, si nutrono di miseria e paura e generano altre bestie. Cambiano nomi e strategie, in doppiopetto, divisa o camicia nera, restano comunque la fogna di sempre. Autoritarismo, razzismo, omofobia, sessismo e nazionalismo sono le caratteristiche comuni ad ogni forma di fascismo. Semplici ed elementari slogan e parole d’ordine che hanno da sempre il potere di dare un senso al rancore e al disagio sociale. Risposte stupide a domande sbagliate.

Nascono così due dei decreti legge tra i più odiosi e fascisti degli ultimi anni, il decreto sull’immigrazione e quello sulla sicurezza, che portano la firma di Minniti (PD): il primo peggiora, e di molto, le condizioni di vita dei migranti rendendo più difficile il raggiungimento dello status di rifugiato ma non solo, il secondo è l’ennesima arma che lo stato introduce per eliminare fisicamente dai territori chi lotta opponendosi ad una quotidianità sempre più inaccettabile in tutti i frangenti.

Oggi il fascismo che dobbiamo combattere è soprattutto quello che anestetizza le coscienze, che rende egoisti e schiavi dei consumi superflui. Il dominio della finanza sfrutta uomini e donne per produrre e poi per vendergli le merci arricchendosi sempre di più ad ogni passaggio.

Quest’economia dello sfruttamento intensivo di ogni cosa è fascismo.
La tratta dei migranti è fascismo.
Le mafie ed i metodi mafiosi sono fascismo.
L’isis e ogni organizzazione stragista è fascismo.
Lo sfruttamento cinico delle risorse naturali è fascismo. L’imposizione delle grandi opere è fascismo.

Il nostro antifascismo deve rappresentare la volontà di realizzare il sogno di una società refrattaria ad ogni fascismo, lo deve espellere. L’opposizione fatta in piazza è necessaria ma rappresenta un momento della lotta. Sarà però la militanza quotidiana che renderà possibile la costruzione della società che vogliamo.

Venerdì 30 Giugno tutti in piazza come allora.
Tutti insieme senza bandiere dietro allo striscione su cui scriveremo GENOVA ANTIFASCISTA.

Riprendiamoci una giornata. Riprendiamoci le strade e dimostriamo che Genova non è cambiata e contro il fascismo si mobilita compatta e senza paura.

ORE 19.00 CONCENTRAMENTO IN PIAZZA ALIMONDA.

Qui Evento Facebook di Genova Antifascista.

 

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