InfoAut
Immagine di copertina per il post

Primo sequestro delle BR

3 marzo 1972

Idalgo Macchiarini, dirigente della Sit-Siemens viene rapito da quattro uomini in tuta blu con il volto coperto da un passamontagna.

Lo tengono nel furgone che usano per rapirlo giusto il tempo per scattargli una fotografia. Due pistole puntate alla testa e un cartello al collo con scritto:

“Brigate Rosse mordi e fuggi. Niente resterà impunito. Colpiscine uno per educarne cento. Tutto il potere al popolo armato.”

Nel tardo pomeriggio del 3 marzo un commando BR formato da Moretti, Franceschini, Bonavita e Cattaneo sequestra l’ingegner Macchiarini. Lo aggrediscono per strada: lo percuotono con calci e pugni, lo caricano su un furgone, lo ammanettano, e gli appendono al collo un cartello con la stella a cinque punte. Poi, mentre Franceschini e Cattaneo tengono le pistole puntate alle tempie del prigioniero, Moretti gli scatta alcune foto. Subito dopo l’ingegnere viene liberato – l’operazione è durata in tutto mezz’ora. Una delle foto scattate al sequestrato, con un comunicato di rivendicazione firmato BR:

«Macchiarini Idalgo dirigente fascista della Siemens processato dalle BR. I proletari hanno preso le armi. Per i padroni è l’inizio della fine»

viene mandata all’agenzia Ansa di Milano.

L’indomani il quotidiano “l’Unità” riporta la notizia sotto il titolo: «Banditesca provocazione antioperaia».

Una delle due pistole era una semiautomatica Browning della seconda guerra mondiale.

Poco lontano viene trovato il volantino ciclostilato con le motivazioni politiche dell’aggressione.

Ricordando l’episodio, Curcio dirà che non potevano continuare a bruciare vecchie automobili e pneumatici Pirelli, e per questa ragione avevano pensato a un gesto nello stile dei Tupamaros: un breve sequestro dimostrativo-punitivo di un personaggio simbolo particolarmente odiato, da immortalare in una fotografia che avrebbe riprodotto in milioni di copie, su tutti i giornali, il messaggio brigatista. All’uscita della fabbrica, in mezzo a tanti operai due brigatisti avevano avvicinato Macchiarini, intimandogli di non fare storie, avvertendolo di essere armati, e ordinandogli di seguirli su un furgoncino, un 850 FIAT, in cui venne tenuto per qualche ora continuando a circolare per Milano.

Ottenuta la “libertà provvisoria”, Macchiarini denuncia la brutalità dei suoi aggressori, che da parte loro faranno ritrovare l’orologio, un Omega d’oro «del detenuto, da questi perso durante il vano tentativo di divincolarsi», precisando nel volantino di accompagnamento che il prigioniero «non è stato oggetto di violenze fisiche, salvo quelle indispensabili», e che le minacce dichiarate alla stampa dal dirigente industriale «sono insensate e frutto di irrazionale terrore».

L’episodio genera un duro comunicato del sindacato, mentre l’«Avanti!» lo ignora e «l’Unità» titola un articolo a una colonna Grave provocazione alla Sit-Siemens di Milano, parlando di una «banditesca provocazione». Inoltre, il quotidiano del PCI definisce per la prima volta le BR, qualificandole come segue:

Una fantomatica organizzazione che si fa viva in momenti di particolare tensione sindacale con gravi atti provocatori, nel tentativo di far ricadere sui lavoratori e i sindacati le responsabilità di atti e iniziative che nulla hanno a che vedere con il movimento operaio e le sue lotte.

Nonostante molte organizzazioni di sinistra, anche extra-parlamentari, si schierino contro l’azione, Potere Operaio affermerà:

«Un commando operaio è passato, per la prima volta nella storia della classe operaia italiana, ad un sequestro. Noi annotiamo solamente che la recezione di questo atto, a livello di classe operaia, è stata positiva. Il salto di qualità nella gestione della lotta che questa azione dimostra, va perciò annotato. Sembra che nella classe operaia milanese, che oggi è all’avanguardia del movimento complessivo, l’articolazione fra azione di massa ed azione di avanguardia risulti ormai un fatto acquisito.

Guarda “CANCELLI DELLA MEMORIA 2 (il Che ed Andrea Pazienza)“:

Guarda “MICHÈ – Ex brigatista con la rivoluzione proletaria nel cuore, sulla cattiva strada con Antonello“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Porto, basi e stazioni: così la Toscana si prepara alla guerra

Ripubblichiamo un contributo che approfondisce l’articolazione della guerra sul territorio toscano a firma Linda Maggiori e apparso su L’Indipendente. Un materiale da accompagnare a HUB – Bollettino della militarizzazione e delle resistenze dei territori, a cura del Movimento No Base e altre realtà di Pisa, Firenze, Livorno, La Spezia e Carrara, in vista della due giorni che si terrà a Livorno il 21-22 febbraio “Per realizzare un sogno comune” di cui è uscito qui il programma completo.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Napoli: conferenza stampa del corteo regionale “Amore che resiste” di sabato 14 febbraio

Conferenza stampa ieri mattina a Napoli per lanciare la manifestazione in difesa degli spazi sociali e di libertà in Campania.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Il PM Padalino, il finanziere magnaccia e le fatture

Ieri abbiamo visto una vecchia conoscenza del movimento No Tav, il Pm Padalino, andare in televisione a piangere miseria per fine della sua infausta carriera, da PM anti-notav al trasferimento di forza come giudice civile all’Aquila.

Immagine di copertina per il post
Intersezionalità

“Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno” Iniziative in molte città d’Italia

“Senza consenso è stupro: Blocchiamo il DDL Bongiorno che istituzionalizza la violenza sessuale”. Su queste parole d’ordine la rete Non Una di Meno ha chiamato diverse iniziative in molte città d’Italia per organizzarsi e lottare contro il DDL Bongiorno.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

“La resistenza ha fermato, per ora, i piani delle potenze capitaliste contro l’autogoverno in Rojava” Intervista ad Havin Guneser

Riprendiamo questa intervista a Havin Guneser, un punto di vista situato che offre uno sguardo sui molteplici aspetti che vanno analizzati in questa fase per comprendere la situazione in Rojava, svolta da Radio Onda d’Urto.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Un commento sulla manifestazione del 31 gennaio

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Fabrizio Salmoni

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Milano: “insostenibili olimpiadi”, corteo nazionale contro il profitto sui territori e le montagne

Al via allo stadio San Siro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Sciopero internazionale dei porti contro la logistica di guerra

Ieri, venerdì 7 febbraio, si è tenuto lo sciopero internazionale dei porti che ha coinvolto 21 porti a livello internazionale

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Extinction Rebellion sul nuovo decreto sicurezza: “Deriva autoritaria, è il momento di disobbedire”

Extinction Rebellion si unisce alle voci di dissenso sul nuovo decreto sicurezza, denunciando il restringimento dei diritti costituzionali e la legalizzazione di prassi degradanti che vengono portate avanti sempre più spesso negli ultimi anni. 

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Sicurezza, tutte le misure del decreto e del disegno di legge

Decreto e disegno di legge: scudo penale, fermo preventivo, zone rosse, stretta su minori e migranti. E un Paese che si abitua all’eccezione