InfoAut
Immagine di copertina per il post

Vincenzo Spagnolo “Spagna”

||||

Il 29 gennaio del 1995 Vincenzo Spagnolo, venticinque anni, per gli amici “Spagna”, viene ucciso da un ultrà milanista. Abitava a Genova in zona San Teodoro, quartiere popolare vicino al porto. Grande e grosso, gioviale, appassionato di musica ska, frequentava i centri sociali di Genova e con i suoi amici amava andare allo stadio a vedere il Genoa che quel giorno giocava con il Milan contro cui a Marassi, la sua squadra, non vinceva da 13 anni.

Quel mattino a Milano, Simone Barbaglia, diciotto anni, va prendere il treno per Genova, per andare a vedere la partita. Indossa un giaccone Barbour verde scuro e si porta dietro un coltello a farfalla. Sale sull’Intercity e incontra i suoi amici di curva: “quelli del Barbour”, un gruppetto interno alle Brigate Rossonere 2, alcuni die quali legati agli ambienti di estrema destra. C’è anche Carlo Giacominelli, neofascista e capetto delle Brigate 2, l’idolo di Simone, da cui cerca sempre di farsi notare: ha trentuno anni, è laureato in economia ed è soprannominato il chirurgo, per la sua passione per i coltelli.

Qualche giorno prima le Brigate 2 avevano deciso il piano che li avrebbe fatti diventare rispettabili agli occhi della curva Sud: un gesto eclatante (ma non l’omicidio) che potesse suscitare clamore per farsi notare dalle “Brigate Rossonere”, il principale gruppo di ultras milanisti. Arrivati dalla stazione sotto la gradinata genoana sarebbe scattata la colluttazione con i “tagli”, i colpi di coltello da sferrare in punti non vitali (glutei, gambe, ginocchia…) per essere promossi sul campo come nuovo gruppo emergente della curva.

Come previsto, arrivati a Brignole, il gruppo si dirige verso lo stadio. A tirare le fila della spedizione sono i Brasati, la fazione più attiva all’interno delle Brigate 2.

Giunti davanti allo stadio Marassi la voce si è già sparsa e gli ultrà genoani cercano di mandarli via, i milanisti arretrano ma poi tirano fuori i coltelli. Simone con la lama in mano cerca di affrontare Vincenzo Spagnolo che gli si lancia addosso per disarmarlo ma riceve una fortissima coltellata allo stomaco. Muore sull’ambulanza.

Intanto arriva la notizia allo stadio, la partita viene interrotta. La curva genoana tenta di invadere il settore ospiti. Anche all’esterno dello stadio c’è il caos.

Dopo la mezzanotte vengono fatti uscire dallo stadio i tifosi ospiti e Simone Barbaglia torna a Milano dove viene fermato dai carabinieri e arrestato. Oltre lui verranno condannate altre persone per l’agguato e la rissa, tra cui Giacomelli, “il chirurgo”. Oggi fa il ragioniere ed è consulente della Lega Nord.

«L’idea di farmi vedere da Carlo scappare e di dimostrargli che non avevo abbastanza coraggio mi era insopportabile… se mi fossi fermato e avessi estratto un coltello avrei dato a Carlo una dimostrazione del mio coraggio. E io, all’opinione di Carlo ci tenevo». Questa una delle dichiarazioni del‘‘ardito“ Barbaglia.

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Corteo No Ponte a Messina sabato 8 agosto

Ricondividiamo l’appello del Movimento No Ponte invitando alla partecipazione alla manifestazione di sabato 8 agosto a Messina contro il ponte e contro le grandi opere inutili

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Reggio Emilia: al via l’abbattimento del Bosco Ospizio. Dall’alba presidio resistente

È iniziato questa mattina, lunedì 3 agosto, il contestato (e già bloccato) cantiere finalizzato a distruggere il Bosco Ospizio di Reggio Emilia per far spazio all’ennesima colata di cemento, ovvero un centro polifunzionale e un supermercato Conad.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Presidio di solidarietà al carcere delle Vallette: mercoledì 5 agosto ore 18.30

Mercoledì 29 luglio, i due giovanissimi attivisti tedeschi arrestati per la straordinaria manifestazione del 25 luglio al cantiere di Chiomonte, hanno ricevuto la convalida della misura cautelare in carcere. I capi d’imputazione sono devastazione, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Roma: presidio permanente fuori da Spin Time Labs. “Da qui non se ne va nessun3”

Il Viminale prova ad approfittare di un incidente – un principio d’incendio – per aggiungere una spunta alla lista degli sgomberi. Siamo a Roma, in via Santa Croce in Gerusalemme, sede di Spin Time, occupazione abitativa e spazio sociale della Capitale. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Territorio infrastruttura di guerra: esce il secondo numero del bollettino “HUB”

Questo secondo numero di HUB raccoglie articoli e approfondimenti sui flussi bellici, sui nuovi investimenti nelle infrastrutture “civili” dual use, sulle fabbriche di armi e sulla loro filiera nei territori, con un approfondimento dedicato a Leonardo S.p.A.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

La scintilla a Tell: come la Resistenza di un villaggio ha sconvolto la strategia israeliana in Cisgiordania

La Cisgiordania non rimarrà in silenzio per sempre; si solleverà nel momento e nel luogo scelti dal suo popolo, rendendo inutili le previsioni politiche convenzionali.

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Prendiamo fiato e guardiamo lontano: alcuni dati politici sull’estate di lotta 2026

Da destra a sinistra, passando per il centro, il dibattito della politica istituzionale ha subìto una virata repentina e la questione Tav, che negli ultimi anni si era cercato di mettere sotto al tappeto con una buona collaborazione dei media mainstream, è tornata ad occupare il centro delle preoccupazioni di tutti.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

“No NBA Europe”: una campagna necessaria

All’interno di una fase in cui può sembrare difficile distinguere tra potenze in declino o in ristrutturazione, anche dal mondo dello sport arrivano segnali che propendono verso la seconda alternativa.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

RBO al Festival Alta Felicità 2026: Abderrahim Fakir, Pilastro si rivolta mentre il governo applica lo scudo penale. 12 Settembre Assemblea Nazionale

È ormai passata quasi una settimana dal brutale omicidio di Abderrahim Fakir, un uomo di origine marocchine ucciso durante un fermo delle forze dell’ordine, sotto gli occhi inermi e complici del personale sanitario della Croce Rossa.