InfoAut
Immagine di copertina per il post

Mathias Sindelar il “Mozart del calcio”

||||
||||

Matthias Sindelar, il “Mozart del calcio” che non si è piegato al nazismo.

“Di muscoli non ne aveva, di consistenza non ne mostrava. Di profilo pareva piatto, sottile, trasparente, come se – scusate la frase alpina un po’ irriverente che viene in mente – la madre ci si fosse, per errore, seduta su appena nato. A vederlo giuocare, si trasformava. Era il padrone della palla, l’artista della finta. Alla mancanza di fisico sopperiva subito con l’intelligenza. Aveva appreso a smarcarsi in modo magistrale. Lasciato libero distribuiva, smistava, dettava temi di attacco, diventava la vera intelligenza della prima linea.”

(Vittorio Pozzo)

Il più grande calciatore austriaco di tutti i tempi nasce nel 1903 in Moravia da una famiglia ebrea. Suo padre muore sull’Isonzo nel 1917 e Matthias si trova a gestire insieme alla madre e alle tre sorelle una lavanderia a Vienna. Il suo pensiero però va già verso quei palloni improvvisati con cui gioca in strada a tempo perso, finché qualcuno lo nota e lo invita a giocare nell’Hertha. Da qui arriva rapidamente all’Austria Vienna e non se ne va mai più, vincendo due Mitropa Cup, uno scudetto e sei Coppe d’Austria. Anche nel Wunderteam, l’inarrivabile Nazionale austriaca degli anni ’30 guidata da Hugo Meisl, Sindelar fa faville segnando 27 gol in 43 partite disputate. All’epoca in Austria diventa ovviamente un mito, tanto che la sua incredibile popolarità lo porta a essere uno dei primi calciatori scelti come testimonial pubblicitari.

Il destino di Sindelar però si scontra inevitabilmente con quello del suo Paese, e non solo per motivi religiosi: il 12 marzo del 1938 avviene l’Anschlusß, l’annessione dell’Austria da parte della Germania. Il clima di “festa” che accompagna l’evento implica anche una partita di calcio, l’ultima del Wunderteam prima che venga assorbito dalla rappresentativa del reich: il 3 aprile il mitico Prater di Vienna è gremito, in tribuna i gerarchi nazisti si sfregano le mani pensando a quei talenti austriaci che faranno grande la nazionale tedesca. Sindelar prende in mano la sua squadra – orfana del c.t. Meisl morto poco prima – e intima ai compagni di indossare con orgoglio, per l’ultima volta, la casacca bianco-rossa. In campo Matthias è una furia, e la sua grande prestazione è arricchita dal gol che sblocca il risultato al 62′. Il cerimoniale prevedeva, in caso di gol, il saluto nazista alla tribuna d’onore, ma Sindelar non lo rispetta ed esulta con tutte le sue forze. Al 71′, come se non bastasse, il terzino Karl Sesta raddoppia e fissa il risultato sullo 2-0. A fine partita era previsto che entrambe le squadre si rivolgessero alle autorità sfoggiando il solito braccio teso in segno di rispetto verso il nazionalsocialismo, ma proprio i due marcatori austriaci si rifiutano e le loro braccia restano saldamente attaccate al corpo. Lo smacco finale alla Germania nazista, Sindelar lo infligge rifiutandosi di vestire la maglia della nuova nazionale che ha assorbito il suo Wunderteam. Dopo tutto ciò, il “Mozart del calcio” riesce ancora a disputare qualche partita difendendo i colori dell’Austria Vienna (nonostante il suo presidente, ebreo, fosse stato allontanato dall’incarico), ma solo perché la Gestapo in quegli anni non si poteva permettere di far sparire all’improvviso un personaggio così popolare.

Il 23 gennaio 1939, però, Sindelar viene trovato morto accanto alla sua compagna milanese Camilla Castagnola, un’infermiera – anch’essa ebrea- conosciuta durante un ricovero per recuperare da un infortunio. La causa della loro morte è tutt’ora un mistero; la versione ufficiale parla di monossido di carbonio uscito da una stufa difettosa, ma c’è anche chi parla di suicidio dovuto all’incapacità di accettare l’Anschluß. I sospetti di omicidio politico ovviamente ci sono e sono fondati, anche perché la Gestapo ha archiviato subito il caso seppellendo in fretta e furia i due corpi. Anche questo alone di mistero contribuisce al mito di Sindelar, che l’Austria, appena riconquistata la sovranità, ha omaggiato con un mausoleo nel cimitero centrale di Vienna. Da allora ogni 23 gennaio si tiene sulla tomba della stella del Wunderteam una piccola cerimonia ai cui presenziano membri della Federazione calcistica e dirigenti dell’Austria Vienna, ma anche gente comune che ha capito che questa storia va oltre il calcio, come del resto quel maledetto gol segnato da Sindelar contro i “fratelli” tedeschi.

Fonte: calcioromantico.com

SULLA MORTE DI UN CALCIATORE

Era un figlio di beniamino

e si chiamava Matthias Sindelar.

Stava al centro della piazza verde,

perché era centrattacco.

Giocava a calcio, e sapeva

non molto della vita a parte questo.

Viveva, perché doveva vivere

del calcio per il calcio.

Giocava a calcio come nessun altro,

segnava pieno di spirito e fantasia.

Giocava rilassato, leggero e sereno,

giocava sempre, non lottava mai.

Gettava in parte il ciuffo biondo,

lasciava correre le cose,

ed attaccava per la lunghezza verde

e qualche volta fino in porta.

Giubilavano l’Hohe Warte,

il Prater e lo Stadion,

quando sorridendo ingannava l’avversario

e con agile corsa se ne liberava.

Finché un giorno un altro avversario

improvvisamente gli si parò di traverso,

uno straniero e paurosamente superiore,

davanti al quale non c’era regola né rimedio.

Da un solo calcio pesante

il giocatore Sindelar si trovò

cacciato dal centro del campo

perché era il nuovo ordine.

Stette lì ancora un momentino,

prima di uscire e andare a casa.

Nel calcio, proprio come nella vita,

era finita con la scuola viennese.

Era abituato a combinare,

e combinò qualche giorno.

La sua prospettiva gli fece intuire,

che la sua chance stava nella canna del gas.

La porta, per la quale alla fine passò,

era del tutto muta e scura.

Era un figlio di beniamino

e si chiamava Matthias Sindelar.

Ascolta “Auf den Tod eines Fußballspielers (Worte: Friedrich Torberg) – Christoph Holzhöfer”:

Guarda “I Podcast di Cannibali e Re – Cronache Ribelli: Sindelar, il calciatore che disse no a Hitler“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cagliari, il Muro di Coscienza prende vita in aeroporto: “Le rotte con Israele passano anche da qui”

Si è formato questa mattina dalle 8.30 alle 12:00 il Muro di Coscienza all’aeroporto di Cagliari Elmas parte di una giornata coordinata attraverso Giovedì Bianco (giovedibianco.it) che ha coinvolto anche Verona e Milano questa mattina e che prosegue oggi pomeriggio e stasera a Roma Fiumicino e Venezia.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Toscana sacrificata

Ripubblichiamo questo testo originariamente apparso su Scrivania Autogestita di Informazione che ha il pregio di tessere i fili di ciò che si sta verificando sulla regione Toscana, individuando le tendenze e gli interessi in campo.

Immagine di copertina per il post
Antifascismo & Nuove Destre

Vogliono estradare Gino: resoconto dell’udienza del 19/08

Ripubblichiamo il comunicato di Free All Antifas in modo da diffondere il più possibile la campagna di solidarietà nei confronti di Gino da ieri a rischio estradizione.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Torino: Run to Gaza. Il 6 settembre Torino corre per Gaza

Il coordinamento cittadino per la Palestina Torino per Gaza insieme ad altre realtà ha organizzato la prima maratona per Gaza. Di seguito il testo di indizione dell’evento e le modalità per partecipare.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Il popolo salva il popolo: la risposta popolare al terremoto e al fascismo

Abbiamo tradotto un reportage di Colombia Informa, agenzia di stampa alternativa colombiana in merito a quanto sta accadendo a livello sociale e politico in seguito al devastante terremoto avvenuto nel Paese qualche settimana fa.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Dalla Vlora a Sazan: il programma della Global Sumud Flottilla a sostegno della Flaminio Revolution

Riceviamo e diffondiamo il comunicato stampa che annuncia l’imminente partenza di una nuova missione della Global Sumud Flottilla: verso l’Albania per sostenere la mobilitazione per la Palestina della Flaminio Revolution. Buon vento!

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Ribolla: il nuovo progetto fotovoltaico è finanziato da una società israeliana

In queste settimane su molti quotidiani si è parlato del nuovo progetto di impianto fotovoltaico che dovrebbe sorgere in Maremma promosso dalla società israeliana Shikun & Binui.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Il filo rosso della distruzione: da Colleferro a Domusnovas, le ragioni per la riconversione civile

La terra trema, un boato squarcia l’aria e una colonna di fumo si alza verso il cielo, lasciando dietro di sé una pioggia di detriti incandescenti. 

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Cisgiordania: “In corso una vera e propria pulizia etnica incoraggiata dalle autorità israeliane”. Testimonianza da Qusra

In Cisgiordania è in atto un’enorme campagna di pulizia etnica portata avanti dai coloni israeliani nella totale impunità. Ad agire sono gruppi di giovanissimi che assomigliano sempre piu’ a delle vere e proprie squadracce fasciste.

Immagine di copertina per il post
Confluenza

Parco eolico tra Gorgona e Capraia, nuovo scempio all’orizzonte

Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questo articolo da parte della Scrivania Autogestita d’Informazione di Livorno in merito al nuovo progetto di mega impianto eolico off shore in zona protetta tra Gorgona e Capraia.