InfoAut
Immagine di copertina per il post

La fine degli Incas

||||
||||

Il 16 novembre 1532 Il generale spagnolo Francisco Pizarro incontra nella città andina di Cajamarca l’imperatore Inca Atahualpa.

Rappresentante dell’imperatore Carlo V – nel suo regno (si vantava) «non tramontava mai il sole» – Pizarro era accompagnato da 168 soldati, 62 cavalieri e 106 fanti, forniti di spade e armature d’acciaio, 12 archibugi (spettacolari ma difficili da caricare). Atahualpa aveva con sé un esercito di 80.000 soldati, armati solo di bastoni, mazze e asce di pietra, legno e bronzo, fionde e armature di tessuto.

La sproporzione fra il numero degli spagnoli e quello dell’esercito di Atahualpa era tale che in una delle cronache redatte da testimoni spagnoli, fra cui i due fratelli di Francisco Pizarro, Hernando e Pedro, si racconta: «Noi spagnoli (..) eravamo nascosti nei cortili vicini, colmi di terrore. Molti di noi, dal gran spavento, orinarono senza volerlo».

L’esercito di Atahualpa occupava tutte le alture che circondavano Cajamarca. Pizarro era entrato in città e aveva nascosto nei cortili vicini alla piazza centrale i suoi uomini, pronti a uscire dai loro nascondigli a un suo segnale. Il generale mandò a incontrare l’inca Frate Vincente de Valverde, che con una croce in una mano e la Bibbia nell’altra arrivato di fronte ad Atahualpa gli disse: «Sono un Ministro di Dio e ammaestro i Cristiani nella Santa dottrina ed in tale veste giungo a te. Le mie parole sono le parole che Dio ci ha dato in questo Libro. Pertanto, in nome di di Dio e dei Cristiani, ti prego di accoglierli in amicizia, perché tale è la volontà di Dio e tale sarà il tuo interesse».

Atahualpa gli chiese di fargli vedere il libro, ma non sapeva come aprirlo, perché gli amerindi non conoscevano la scrittura, e lo gettò via, rosso in volto. Allora Fra Vincente si rivolse a Pizarro invitandolo a fare uscire i soldati che spararono sugli indiani disarmati e poi iniziarono a ucciderli con le loro spade. Sette o otto cavalieri rovesciarono la lettiga su cui viaggiava Atahualpa e lo catturarono, uccidendo tutti gli indiani della scorta . Il resto dell’esercito, terrorizzato dai cavalli, che non avevano mai visto, dagli spari e dalle armi luccicanti, si disperse e in breve tempo i 168 spagnoli uccisero almeno settemila amerindi.

Pizarro tenne in ostaggio Atahualpa per otto mesi, durante i quali si fece consegnare 80 metri cubi d’oro e poi , nonostante le sue promesse di amicizia, lo fece uccidere. Dopo la morte di Atahualpa, utilizzando i rinforzi che intanto erano arrivati da Panama, Pizarro iniziò la guerra di conquista di tutta la regione andina che, precedentemente, faceva parte dell’impero Inca.

Questa ovviamente è la versione dei fatti di parte spagnola; la verità dei perdenti al solito è stata cancellata.

Fonte: La Bottega del Barbieri

Guarda “Atahualpa – The last ruler of the Inca Empire.“:

Ti è piaciuto questo articolo? Infoaut è un network indipendente che si basa sul lavoro volontario e militante di molte persone. Puoi darci una mano diffondendo i nostri articoli, approfondimenti e reportage ad un pubblico il più vasto possibile e supportarci iscrivendoti al nostro canale telegram, o seguendo le nostre pagine social di facebook, instagram e youtube.

pubblicato il in Storia di Classedi redazioneTag correlati:

Articoli correlati

Immagine di copertina per il post
Contributi

Le Olimpiadi, il calcio e l’odore dei soldi

Venerdì 6 febbraio si celebrerà l’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Di Fabio Balocco per Volere la Luna

Immagine di copertina per il post
Crisi Climatica

Dopo i danni del ciclone Harry serve organizzazione popolare per la ricostruzione e controllo dal basso

Non ci aspettavamo certo “tutto e subito”, ma è evidente che la somma messa a disposizione è largamente insufficiente se rapportata all’entità dei danni subiti. È una cifra che, anche alla luce di precedenti analoghi come l’alluvione in Emilia-Romagna, appare del tutto sproporzionata rispetto alle reali necessità di messa in sicurezza, ripristino e ricostruzione dei territori colpiti.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Torino: perquisizioni all’alba

Continua la criminalizzazione del movimento e delle mobilitazioni a Torino.

Immagine di copertina per il post
Bisogni

Verso il 31 gennaio Torino è partigiana: le convocazioni delle piazze tematiche

Dalla casa al lavoro, dalla formazione alla ricerca, dalle lotte a difesa del territorio alla solidarietà per la Palestina e il Rojava: una raccolta delle convocazioni tematiche per i tre concentramenti di sabato 31 gennaio in occasione del corteo nazionale “Contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali”.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

CONTRO SGOMBERI, GUERRA E REPRESSIONE “Amore che resiste”

Riceviamo e pubblichiamo da parte dei Movimenti di Lotta Campani l’appello per il corteo regionale che si terrà a Napoli il 14 febbraio per la difesa di tutti gli spazi sociali, contro la guerra e contro il governo Meloni, unendoci alla solidarietà e invitando alla partecipazione.

Immagine di copertina per il post
Divise & Potere

Minneapolis si ribella contro le milizie dell’ICE

Prima dell’omicidio di Alex Pretti ,un infermiere di terapia intensiva presso il dipartimento governativo per i veterani di guerrra e attivista,avvenuto con un efferata esecuzione da parte delle squadracce dell’ICE ,si era svolto a Minneapolis un partecipato sciopero generale contro il governo federale.

Immagine di copertina per il post
Approfondimenti

Minneapolis: le bugie che ti racconteranno

La città ghiacciata è sotto assedio. Nei lunghi e freddi inverni nel cuore del Midwest l’aria può diventare così fredda da rendere doloroso respirare.

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

USA: Minneapolis sotto tiro. L’ICE spara ancora e uccide

Un altro morto a Minneapolis: nuovo omicidio da parte degli agenti dell’ICE. Bambini arrestati e piazze sotto attacco

Immagine di copertina per il post
Conflitti Globali

Rojava: in partenza anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”

In partenza ieri, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est.