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Torino verso lo sciopero generale

Riprendiamo indizione della mobilitazione da parte dei coordinamenti cittadini di Torino per Gaza e Torino contro il riarmo in vista della mobilitazione dello sciopero del 30 ottobre. In allegato anche un registrato delle voci del 24 ottobre a cura di Radio Blackout.

BLOCCHIAMO L’ITALIA SCIOPERO GENERALE
Domani scendiamo in piazza ancora una volta per ribadire che siamo contro il riarmo, contro il carovita e contro ogni forma di guerra.
Sono settimane che vediamo l’Italia intera scendere in piazza per dire che non ce la fa più, che arrivare alla fine del mese è diventato un lusso sempre più riservato a pochi, che non è più possibile accettare un presente fatto di precarietà e impoverimento. Di fronte a tutto questo, le risposte del governo italiano sono sempre più orientate alla repressione. Attraverso abusi di polizia e limitazioni al diritto di manifestare, si tenta di restringere sempre di più gli spazi del dissenso, obbligando le persone a lasciare il centro delle città e relegando le proteste nelle periferie, lontano dagli occhi di chi governa e di chi vorrebbe continuare a fare finta di niente. Ci chiediamo allora: queste fantomatiche vetrine valgono forse più della vita di milioni di persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Vale più la tutela delle vetrine del diritto di esprimere il proprio dissenso, di protestare contro le guerre e di rivendicare condizioni di vita dignitose?
Ancora una volta, la domanda non dovrebbe essere perché le persone scendano in piazza, perché giovani e studenti si mobilitino collettivamente, perché un’intera generazione rifiuti di accettare le condizioni che le vengono imposte. La vera domanda è perché, di fronte a queste rivendicazioni, la risposta delle istituzioni continui a tradursi nella violenza e nella repressione.
Scendere in piazza è quindi sempre di più una necessità, un dovere collettivo. Perché non possiamo accettare che la guerra diventi normalità mentre le nostre condizioni di vita peggiorano, che miliardi vengano destinati al riarmo mentre milioni di persone sono costrette a scegliere tra pagare le bollette, fare la spesa e arrivare alla fine del mese. Vediamo un vento di rivolta e rivoluzione arrivare dal mondo intero, da paesi molto vicini al nostro; Francia, Spagna, Albania, paesi nei quali le settimane di mobilitazione hanno messo in crisi i propri governi. Un solo grido ci attraversa tutti: No alla guerra e sì per una vita dignitosa.
Come Coordinamento Torino per Gaza, sappiamo bene, guardando alla resistenza palestinese, cosa significhi lottare, cosa significhi resistere e cosa significhi non arrendersi di fronte alla violenza. Sappiamo che le lotte non sono separate, che ciò che accade in Palestina non è distante da ciò che viviamo qui. La guerra e il genocidio in Palestina si inseriscono in un sistema di dominio e di violenza che si alimenta anche attraverso il riarmo, l’economia di guerra e politiche che scaricano il costo delle proprie scelte sulle vite di chi lavora, studia e vive in condizioni di crescente precarietà.
Con la stessa forza e determinazione che abbiamo mostrato lo scorso anno con Blocchiamo tutto, vogliamo tornare a bloccare. Bloccare questo sistema, fermare la macchina della guerra, opporci a un modello politico ed economico che ci vuole sempre più sfruttati, sempre più impoveriti, sempre più disposti a chinare la testa.
Vogliamo bloccare l’Italia per l’Italia stessa, per la nostra liberazione, per costruire un futuro in cui le risorse siano destinate alla vita e non alla guerra, ai diritti e non al riarmo, alla dignità delle persone e non ai profitti di pochi.
Domani scendiamo in piazza per scioperare, per bloccare, per opporci alla repressione e per mettere un punto a tutto questo.
Contro il riarmo. Contro il carovita. Contro ogni guerra. Per la Palestina, per la nostra liberazione.

Alcune voci dal corteo del 24 ottobre a Torino contro guerra, riarmo e carovita.

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pubblicato il in Sfruttamentodi redazioneTag correlati:

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