“Ma voi ci avete mai parlato con uno studente?”

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Pubblichiamo il pensiero di una studentessa pisana sulle reazioni da “social network” che infestano il dibattito pubblico a seguito degli ultimi cortei studenteschi.

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Disagiati, fannulloni, zecche di merda, zombie, idioti senza cervello, indottrinati... Questi sono solo alcuni dei commenti che quotidianamente mi capita di trovare sotto post di mobilitazioni studentesche. Gli autori hanno prevalentemente dai 50 anni in su e da come si espongono sembra che ci conoscano veramente bene; infatti ci descrivono come un branco di scansafatiche che sfruttano le manifestazioni per saltare la scuola e per di più senza motivazioni o ignari della ragione per cui lo fanno.

La domanda che sorge spontanea è : ma voi ci avete mai parlato con uno studente? Sapete forse che ci sono studenti che finite le 5 ore di scuola vanno a lavorare perché i genitori non ce la fanno a mantenerli? Vi siete mai chiesti perché ci fa tanto schifo la situazione in cui viviamo?
D'altronde non possiamo permetterci di fare politica a quest'età soprattutto dal momento che 1)non sappiamo i "problemi veri" della nostra nazione 2) non studiamo sufficientemente come in bravi ragazzi dovrebbero fare.

Ma non è forse un PROBLEMA VERO che sono stati tagliati 29 milioni di euro all'istruzione? Che tanti edifici scolastici crollano a pezzi? Che si premiano metodi d'istruzione standardizzati e passivi piuttosto che programmi che prevedano una formazione a 360°? Che le scuole segano chi rimane indietro, chi non “produce"? No, queste sono ripicchine adolescenziali, l'istruzione non deve essere mica tra le priorità di una nazione!
Di una cosa però sono felice: CI RITENETE UNA MINACCIA. Eh sì perché altrimenti non vi accanireste così e non vorreste "darci fuoco“, ma purtroppo per voi ci siamo e non saranno qualche centinaio di vostri commenti (tra l'altro molto più poveri di contenuti di quanto non lo siano le nostre battaglie) a fermarci, nè tanto meno il ''battaglione di celerini'' che vorreste mandarci.
Io vi aspetto, NOI TUTTI VI ASPETTIAMO, in tutti i posti che occuperemo, in tutte le piazze in cui scenderemo, ansiosi di sentirci dire tutte le vostre lungimiranti considerazioni, magari questa volta in faccia che forse forse prima di piglianne riuscite per la prima volta a conoscerci davvero...

I penosi siete voi, noi siamo belli.

 

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